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| I Valdesi: il Vaticano eclissa le sofferenze |
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| Pacs e gay, gli evangelici contro l'anatema di Truijllo: nessun rispetto, dov'è l'amore di Dio? |
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| Giovedì 08 Giugno 2006 |
| di l'Unità |
| in Religione |
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di Roberto Monteforte
Roma - "MANCA D'AMORE, è privo di ogni sguardo fraterno su chi soffre, su chi vive situazioni difficili e drammatiche. Non denuncia i pregiudizi e le violenze che in tante parti del mondo si compiono contro gli omosessuali o le ragazze madri; non dice nulla sulle violenze che si consumano anche all'interno di famiglie apparentemente rispettabili". Così da "credente evangelica" la pastora Maria Bonafede, moderatora della Tavola valdese, commenta il documento dal documento "Famiglia e procreazione umana", pubblicato martedì dal pontificio consiglio per la famiglia presieduto dal cardinale Lopez Truijllo. "Il documento - osserva la Bonafede - giudica, condanna, invoca nuove leggi e pene più severe. Dov'è, in tutto questo, l'amore di Dio? Dov'è il rispetto laico per lo sforzo dei legislatori di garantire valori fondamentali da una parte e la pluralità delle visioni etiche e morali dall'altra?". Alla moderatora non sono proprio piaciute quelle 57 cartelle "vaticane". Nè la sostanza, né i toni usati dal cardinale Truijllo. L'hanno "gravemente e negativamente sorpresa" i suoi "toni perentori". Segnerebbero "una svolta grave e preoccupante". Non che il documento contenga cose nuove. Su famiglia, aborto, coppie di fatto. ripropone le tesi quotidianamente espresse dal Papa. Quello che preoccupa sono i "termini apocalittici e catastrofici" con cui viene presentata la situazione. Con "quella visione puramente individualistica dell'uomo e della donna" che inciterebbe "al superamento della famiglia", con l'esplicita denuncia dei movimenti femministi e della vita coniugale "volutamente sterile", con quella che viene indicata come l'"eclissi di ogni riferimento a Dio" e l'apologia "della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica". Quindi con quell'associare l'aborto all'infanticidio con relativa invocazione di "una pena per chi lo pratichi". "Viviamo in una società secolarizzate - conclude la Bonafede - nelle quali le Chiese farebbero bene a testimoniare visibilmente il primato dell'amore di Dio che non si esprime solo nella famiglia e nella procreazione. L'Evangelo ci chiama a rinnovare tutti i nostri rapporti, a viverli tutti nella libertà da una parte e nella responsabilità e coscienza del dono della vita dall'altra. Sarebbe una grande testimonianza che le Chiese potrebbero rendere ecumenicamente".
(Unita, L' del 08/06/2006)
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