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| Papa: no a unioni deboli, matrimonio fra uomo donna |
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| Nel pomeriggio una precisazione della Santa Sede sulle parole della mattinata: Un significato ben piu' profondo: esprime quella forma dell'amore con cui l'uomo e la donna, diventando una sola carne |
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| Giovedì 11 Maggio 2006 |
| di Ansa |
| in Religione |
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(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 11 MAG - Il Papa riafferma che la 'differenza sessuale' di uomo e donna 'non e' un semplice dato biologico' ma esprime la 'forma di amore' volta alla 'comunione di persone aperta alla trasmissione della vita'. E invita a evitare la 'confusione' tra il matrimonio e altri tipi di unione basate su un amore debole'.
Il nuovo intervento di Benedetto XVI, durante l'udienza ai partecipanti a un congresso internazionale del 'Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia', ha suscitato molte reazioni politiche in Italia, vista la fase di attesa per la formazione del nuovo governo e la delicatezza del tema Pacs all'interno della coalizione Prodi.
Ovviamente il Papa parlava per tutta la Chiesa e non pensava alla congiuntura politica italiana quando ha affermato che 'la differenza sessuale che connota il corpo dell'uomo e della donna non e' dunque un semplice dato biologico, ma riveste un significato ben piu' profondo: esprime quella forma dell'amore con cui l'uomo e la donna, diventando una sola carne, possono realizzare un'autentica comunione di persone aperta alla trasmissione della vita e cooperano cosi' con Dio alla generazione di nuovi esseri umani'.
Richiamando l'insegnamento di Giovanni Paolo II sull'amore, Benedetto XVI ha anche invitato a 'superare una concezione privatistica dell'amore, oggi tanto diffusa'. 'La comunione di vita e di amore che e' il matrimonio - ha detto - si configura come un autentico bene per la societa'. Evitare la confusione con altri tipi di unione basate su un amore debole - ha proseguito - si presenta oggi come una speciale urgenza; solo la roccia dell'amore totale e irrevocabile tra uomo e donna e' capace di fondare la costruzione di una societa' che diventi casa per tutti gli uomini'. Papa Ratzinger vuole sottolineare che c'e' un 'piano di Dio sul matrimonio e sulla famiglia. Si tratta - ha detto - di un lascito che non e' semplicemente un insieme di dottrine o di idee, ma prima di tutto un insegnamento dotato di una luminosa unita' sul senso dell'amore umano e della vita'.
Matrimonio e famiglia, ha ricordato riferendosi all'insegnamento di papa Wojtyla, si basano su alcuni elementi ineludibili: il primo proviene direttamente dalla Sacra Scrittura la quale 'rivela che la vocazione all'amore fa parte di quell'autentica immagine di Dio che il Creatore ha voluto imprimere nella sua creatura, chiamandola a diventargli simile proprio nella misura in cui e' aperta all'amore'.
Il Papa nel suo discorso di oggi ha fatto sempre riferimento all'insegnamento di Giovanni Paolo II sull'amore e sulla necessita' di insegnare ad amare, e ha ricordato che l'attentato del il 13 maggio 1981 avvenne durante l'udienza in cui Wojtyla avrebbe dovuto annunciare proprio la costituzione dell'Istituto Giovanni Paolo II di studi sul matrimonio e la famiglia'.
Del tutto indipendente dal discorso all'Istituto e' il telegramma di felicitazioni che Benedetto XVI ha inviato, a sua firma, al neopresidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano, augurandogli 'la costante assistenza divina per una illuminata ed efficace azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori umani e cristiani che costituiscono il mirabile patrimonio del popolo italiano'.(ANSA).
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