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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
No al sacerdozio femminile
No al sacerdozio femminile
Benedetto XVI: "Sì alle donne ma con cautela". Il Papa all'incontro con i parroci romani
Venerdì 03 Marzo 2006
di Il Manifesto
in Religione

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di IAIA VANTAGGIATO

Le porte del Vaticano si aprono alle donne purché queste - sia chiaro - non ambiscano a ricoprire alcun ruolo istituzionale. La Santa Sede non ci tiene a stupire e per l'ennesima volta ribadisce il suo no al sacerdozio femminile: "Più spazio alle donne ma non alla loro ordinazione - spiega Benedetto XVI - perché il sacerdozio resta comunque un sacramento e non un potere di cui la Chiesa può disporre a suo piacimento". Un sacramento, precisa, in tutto e per tutto maschile. E che tale deve restare: "Anche perché è Cristo che governa la Chiesa". Ad attirare il Papa su di un terreno più che minato - e nel corso del tradizionale incontro d'inizio Quaresima con i parroci romani - sono state le domande di don Marco Valentini, viceparroco di San Girolamo al Corviale, uno dei quartieri più "difficili" di Roma. Valentini è andato giù diretto e al pontefice - autore peraltro della Lettera sulla collaborazione dell'uomo e della donna - chiede approfondimenti circa il ruolo del "genio femminile". Quello più volte invocato dallo stesso Karol Wojtyla. Ratzinger è spiazzato così che dapprima si rinserra sulle posizioni ufficiali del Vaticano ma poi promette: "Sono intenzionato a riflettere sul consiglio". Si tratta di indiscrezioni a testimonianza delle quali non restano che le parole dei pochi partecipanti ammessi all'incontro e le sintesi di Radio Vaticana. Vero è, tuttavia, che almeno una decina di parroci si è dichiarata pronta a giurare che papa Ratzinger abbia compiuto "un passo in avanti" rispetto al suo precedessore. Tocca crederci sulla parola visto che - nel corso dell'udienza - altre grandi novità, in fondo, non ne sono emerse. Scontato il riferimento alle grandi sante, sette per l'esattezza, che che "hanno dato un contributo starordinario alla vita Chiesa" e tra i cui nomi non potevano mancare quelli di Madre Teresa, Santa Caterina, Santa Brigida, e Sant'Ildegarda. Scontato il ringraziamento alle mamme per il loro servizio alla vita: "Donne anima della famiglia e della parrocchia - come già aveva detto agli inizi di febbraio - e prime portatrici della parola di Dio nel Vangelo". Papa Benedetto parla a braccio e intrattiene gli ospiti per oltre due ore: difende la vita e la famiglia, chiama i giovani a un maggiore impegno sociale e politico ed evoca le esperienze caritatevoli "africane". E riprendendo la sua prima enciclica "Deus caritas est" rivolge parole di incoraggiamento a quanti, testimoni dell'amore cristiano, "si impegnano in favore dei poveri e degli ammalati". Quindi al suo fianco compare il cardinale Camillo Ruini che ricorda Andrea Santoro, il sacerdote romano ucciso in Turchia il 5 febbraio scorso da un ragazzo di sedici anni: "La scelta del cristiano è sempre una scelta per la vita e al di là di quello che dice la cultura contemporanea". Una cultura che ci chiama a riflettere "sulle minacce della vita, sia di quella nascente che di quella sofferente". Nessun riferimento esplicito alla legge 194 ma un invito pacato a non ricorrere all'interruzione di gravidanza. E non si risparmia, il papa, neanche quando gli si chiede di esprimersi su Pio XII: "Il Concilio Vaticano II non ha portato solo cambiamento, ma ha anche marcato una continuità nella vita della Chiesa". Non un riferimento alla Chiesa né alle sue responsabilità nel corso della Shoà. Che manca? L'ecumenismo, naturalemente, perché "cattolici ed ortodossi hanno moltissimo in comune". Ma Ratzinger non delude e ha parole anche per quello. La Chiesa rinsalda i ranghi e si prepara alla prossima campagna elettorale. Famiglia, Pacs, coppie di fatto, affido condiviso. Il diktat sui Pacs imposto all'Unione attraverso l'ormai fidatissimo Francesco Rutelli è esemplare, un modello della strategia che almeno per il momento il Vaticano intende seguire esercitando il massimo della pressione e del condizionamento su entrambi gli schieramenti. Ma Benedetto XVI non è uno sciocco e sa di dover affiancare alla difesa della tradizione aperture in grado di parlare a una parteconsistente del suo gregge. Come quella di ieri sullo spiraglio da aprire per le donne in Vaticano.

(Manifesto, Il del 03/03/2006)

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