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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
CHIESA: TETTAMANZI,NOI PROPONIAMO NON IMPONIAMO VERITA'/
CHIESA: TETTAMANZI,NOI PROPONIAMO NON IMPONIAMO VERITA'/
CARDINALE PARLA ANCHE DI ABORTO, PROCREAZIONE, COPPIE GAY
Mercoledì 04 Gennaio 2006
di Ansa
in Religione

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(ANSA) - ANCONA, 4 GEN - La Chiesa ''la verita' non la impone ma la propone'', con ''rispetto e dolcezza'' perche' e' maestra ma anche madre e di fronte alla sofferenza deve saper ''ascoltare, incontrare, condividere''. Sempre, anche di fronte alla sofferenza di una donna che decide di abortire, o al tema dei diritti sollevato dalle coppie gay: la verita' della Chiesa e' un' altra, ma, dice il card. Dionigi Tettamanzi, ''la dignita' personale e' propria di tutti, e ogni persona, qualunque scelta faccia nella vita, chiede di essere rispettata e amata''. Anche se cio' ''non significa accettazione di certi comportamenti''.

Ha scelto Ancona, la prima Diocesi in cui fu vescovo, dal 1989 al 1991, l' attuale arcivescovo di Milano per rilanciare un messaggio di speranza - ''la speranza e' nel Dna dell' uomo, potremmo dire un suo diritto, ed essa e' il Signore, morto, risorto e veniente'' - e di accoglienza, anche di chi si dice non credente. Anche se, ha osservato, ''mi domando chi siano i non credenti. Esistono gli atei? non do una risposta, salvo che l' uomo e' uomo in quanto creato da Dio a sua immagine''.

Tettamanzi ha svolto la prima relazione del Convegno diocesano ''Gesu' speranza dell' Uomo'', in preparazione del convegno ecclesiale nazionale del 16-20 ottobre a Verona, di cui e' presidente del comitato preparatorio. Ad ascoltarlo, nel cinema dei Salesiani, c' erano oltre all' arcivescovo di Ancona Osimo mons. Edoardo Menichelli e ai sacerdoti della diocesi, un migliaio di fedeli (compreso l' ex governatore Vito D' Ambrosio) pronti a fare non poche domande 'difficili'. Cosi' come, in una successiva conferenza stampa, i giornalisti. Ma Tettamanzi, pur non citando mai esplicitamente temi come l' interruzione volontaria di gravidanza, la procreazione assistita o la pillola abortiva, non si e' sottratto. Preoccupato soprattutto di sottolineare l' importanza della testimonianza cristiana di vita vissuta, piu' significativa delle parole. ''Guai - ha detto - se la Chiesa dovesse abdicare alla missione ricevuta di essere maestra, e quindi di annunciare la verita', di mostrare lo splendore, la bellezza e la forza della verita', ma la Chiesa possiede al suo interno anche questa maternita', che la verita' non la impone ma la propone''. Aiutando i fratelli a uscire dall' ''offuscamento della speranza'' che sembra segnare il nostro tempo, cogliendo i segni di speranza che ''sono comunque tanti'' anche oggi, e ''sporcandosi le mani. Perche' chi spera e' impegnato nella storia, e piu' pienamente nel servire gli ultimi, i piu' soli, le antiche e le nuove poverta' che affliggono l' uomo''.

Lo smarrimento della memoria e dell' eredita' cristiane, la difficolta' a vivere la fede in un mondo in cui il progetto di Cristo e' sfidato e minacciato, la paura del futuro, la frammentazione dell' esistenza e un' antropologia che tende a prescindere da Dio, sono - ha detto Tettamanzi citando l' esortazione 'Ecclesia in Europa' di Giovanni Paolo II - gli ostacoli che i singoli e le comunita' cristiane devono affrontare. Chiamati a farlo con un' attitudine al dialogo, certi che la laicita', l' appellarsi alla ragione non significa non appellarsi alla fede e alla religiosita'. E che se la 'Carta costituzionale' del cristiano e' il Vangelo, lo Stato sara' tanto piu' umano e umanizzante ''quanto piu' sapra' aiutare le persone a crescere in liberta' e vivere in responsabilita'''.

Mentre la moralita', sulla quale si fonda la legalita', si riassume in poche parole: rispettare ''tutti e dieci i comandamenti, non solo qualcuno''. In sintonia con il suo predecessore, anche mons. Menichelli ha richiamato chi crede ''a pagare il debito di speranza nei confronti del mondo, testimoniando che Cristo e' risorto e ci accompagna''.

Applausi calorosi hanno accolto vari passaggi del discorso di Tettamanzi: ''Sono tornato volentieri per sdebitarmi con voi - e' stato il suo saluto - di quanto la Chiesa di Ancona mi ha dato per il mio ministero pastorale''.

(ANSA).





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