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| Chi rappresenta Cristo non può essere gay |
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| Il Vaticano ha deciso di chiudere la porta dei seminari a coloro che praticano l'omosessualità o hanno tendenze omosessuali "profondamente radicate" |
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| Sabato 12 Novembre 2005 |
| di Il Giornale |
| in Religione |
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di ANDREA TORNIELLI - Andrea Tornielli da Roma Il Vaticano, con l'Istruzione che verrà resa nota a fine novembre, i cui contenuti sono stati anticipati ieri dal Giornale, ha deciso di chiudere la porta dei seminari a coloro che praticano l'omosessualità o hanno tendenze omosessuali "profondamente radicate". Anche la Cei si prepara a discutere, nel corso dell'assemblea generale che si svolgerà da lunedì ad Assisi, il testo di un documento sulla formazione nei seminari che affronta anche il tema dell'omosessualità. Nella bozza, secondo indiscrezioni, viene dichiarato che l'orientamento omosessuale è "obbiettivamente incompatibile" con il ministero sacerdotale anche a causa delle difficoltà che "tipicamente l'accompagnano". Sull'argomento ecco il pensiero del vescovo di Civitavecchia Girolamo Grillo. Non le sembra eccessivo dichiarare l'incompatibilità dell'omosessualità con il sacerdozio? "Bisogna intendersi sui termini. Credo sia sacrosanto non far accedere al sacerdozio chi non ha risolto i problemi legati alla sfera affettiva e sessuale. Mi riferisco al fatto che il candidato deve aver raggiunto quella che nell'esortazione Pastores dabo vobis, pubblicata da Giovanni Paolo II nel 1992, viene definita come "maturità affettiva". La persona deve aver raggiunto questa maturità e deve essere in grado di vivere in castità la scelta del celibato". Alla castità però sono chiamati tutti, anche chi ha tendenze eterosessuali... "Certo. Tutti i candidati al sacerdozio devono avere raggiunto la maturità affettiva prima dell'ordinazione". Questo articolo ha ricevuto 220 visite.
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