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| CHIESA: IL CONCORDATO TORNA A DIVIDERE LA POLITICA |
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| E LA PROPOSTA RADICALI-SDI ENTRA NEL DIBATTITO PRE-ELETTORALE |
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| Domenica 06 Novembre 2005 |
| di Adnkronos |
| in Religione |
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Roma, 6 nov. - (Adnkronos) - Il concordato fra Stato e Chiesa torna a dividere il mondo politico e a suscitare polemiche fra i partiti in una campagna elettorale sempre piu' incandescente. L'argomento che sembrava superato e' stato improvvisamente riportato
agli onori delle cronache dalla nuova alleanza fra Radicali e socialisti dello Sdi, fra Marco Pennella ed Enrico Boselli. Due famiglie storiche della vita politica italiana che hanno trovato nel comune terreno della battaglia contro la Chiesa e la sua presunte invadenza nella vita pubblica, un'asse d'azione comune sufficientemente solido da costruirci sopra un nuovo soggetto politico che vuole far parte del centrosinistra. Inevitabili le proteste di Mastella e dell'Udeur, ma i problemi piu' seri per Prodi verranno dalla Margherita la cui anima cattolica
e' entrata in fibrillazione. Senza contare che il dialogo dell'Unione con i vertici ecclesiastici potrebbe risentirne. Allo stesso tempo e' vero che l'attivismo del cardinale Camillo Ruini sul piano politico, motivato con l'idea che la Chiesa non puo' essere ridotta al silenzio
e la fede a mero fatto privato, ha dato filo da torcere ai laici o laicisti che dir si voglia di entrambi gli schieramenti: dal referendum sulla procreazione assistita, alle nuove norme per gli insegnanti di religione, alle esenzioni dalla Ici per le strutture ecclesiastiche adibite ad uso commerciale. Ma certo il Concordato e' un' altra cosa, la sua storia e' piu' complessa eppure anche un ateo-devoto di ferro come Giuliano Ferrara non ha chiuso la porta alla proposta radicale-socialista e ha promesso sul suo ''Foglio'' che prima o poi affrontera' un argomento che merita di essere discusso.Il Concordato e' l'accordo che storicamente ha segnato i rapporti fra Stato e Chiesa in Italia. La sua storia e' semplice ma estremamente significativa. Il primo passo fu, nel 1929, la firma dei Patti lateranensi fra Benito Mussolini, allora capo del
governo, e Pio XI, il pontefice dell'epoca, che sanci' la fine delle ostilita' fra la Santa Sede e lo Stato italiano; ostilita' che perduravano da quando, nel 1870, fini' il potere temporale della
Chiesa con la caduta dello Stato pontificio e l'annessione di Roma al nascente Regno d'Italia di cui divenne immediatamente capitale. Gli accordi vennero poi confermati nella Costituzione
repubblicana entrata in vigore il primo gennaio del 1948 che faceva propri i Patti lateranensi ma sanciva anche il principio della separazione fra Chiesa e Stato, ognuno titolare delle proprie
prerogative nel suo ambito; in sostanza affermava il principio di laicita' e di liberta' religiosa. Il famoso articolo 7 a suo tempo richiamato anche da Ciampi quando il capo dello Stato a ritenuto in questi anni che si stesse verificando una confusione di ruoli. Nel 1984 (il 18 febbraio) infine, il primo ministro Bettino Craxi, socialista, capo di un governo di colazione la cui maggiore forza era la Democrazia cristiana (partito di maggioranza relativo nel Paese), firmo' con il cardinale Segretario di Stato,
Agostino Casaroli, un aggiornamento dei Patti lateranensi che vennero trasformati in Concordato. Il Partito comunista, allora prima forza d'opposizione in Italia, diede il suo consenso all'operazione che sanciva, fra l'altro, la fine della religione cattolica come religione di Stato ma manteneva tutta una serie di privilegi per la Chiesa; si ampliava pero' il principio della collaborazione fra Chiesa e Stato per esempio in un campo come quello dei beni culturali particolarmente significativo in un Paese come l'Italia dove il patrimonio artistico spesso coincide con i luoghi di culto. Una serie di interventi successivi andavano ad applicare e quindi a interpretare lo stesso Concordato, e proprio su questi aspetti si e' spesso diviso il mondo politico. I casi recenti piu' eclatanti sono quello degli insegnanti di religione che sono stati equiparati al resto del corpo docente, uscendo quindi dal precariato, ma che continuano ad essere scelti dalla curia, e quello dell'esenzione degli enti ecclesiastici che svolgono attivita' commerciale dall'Ici; provvedimento, quest'ultimo, che ha suscitato non poche proteste, anche perche' e' stato rilevato che in alcuni casi poteva prefigurarsi una violazione della normativa europea sulla concorrenza. La storia dei concordati e' piuttosto antica se si considerano le diverse forme con cui la Chiesa ha intrattenuto rapporti con altri Stati e monarchie, ma se ci si limita al concordato
quale strumento per regolare le questioni fra potere civile e potere religioso, bisogna fare riferimento ad alcuni casi nell'800, mentre il grosso degli accordi e' stato sottoscritto nel secolo scorso. Nell'800 vale la pena di ricordare i concordati firmati dalla Chiesa con Napoleone, poi con la Spagna e l'Austria, le due grandi monarchie cattoliche. Dalla catastrofe della Prima guerra mondiale e dagli sconvolgimenti territoriali che ne seguirono usci' mutata anche
la politica dei concordati adottata dalla Santa Sede. Fra il 1922 e il 1940 furono sottoriscritti 14 concordati, fra cui quello con l'Italia e quello con la Germania nazista. La scelta di firmare l'intesa con il Terzo Reich suscito' e continua a suscitare non poche polemiche. Fu strumento di difesa della Chiesa e dei cattolici negli anni del potere hitleriano o un segno di accondiscendenza verso il regime nazionalsocialista? Su questo dilemma storiografia e storici continuano a dividersi. Dopo la seconda guerra mondiale la formula del
concordato fu sostituita da altre tipologie di accordi di volta in volta stipulati su questioni particolari. Tuttavia ancora con La Polonia all'indomani della caduta del comunismo fu sottoscritto un concordato, anche in Colombia la firma e' relativamente recente.
In Spagna, alla caduta del franchismo, il concordato venne sostituito da quattro Accordi che riguardano diverse materie. Attualmente in Spagna e' in atto un braccio di ferro fra il governo
socialista di Zapatero e la Chiesa su diverse questioni (si ricordi la recente approvazione della legge che consentiva i matrimoni fra gay); da ultimo e' diventata terreno di scontro una riforma della scuola che muterebbe lo status dell'ora di religione trasformandola da materia
obbligatoria in facoltativa. I vescovi spagnoli hanno appoggiato la manifestazione contro la
riforma che sfilera' per le vie di Madrid il prossimo 12 novembre. Ma non e' un mistero che sono diversi gli esponenti del governo Zapatero a ritenere che gli Accordi con la Chiesa vadano radicalmente ridiscussi nonostante le rassicurazioni date in senso opposto dal capo del governo alla Conferenza episcopale iberica.
Lo scontro in atto in Italia non trae spunto da questioni strettamente di principio, ma ruota intorno a temi decisivi per la vita della societa': la scuola, la famiglia, la procreazione,
l'economia. Se il cardinale Camillo Ruini ha riportato un indubbio successo al recente referendum sulla procreazione assistita dando una indicazione forte in favore dell'astensione, e' pur vero che il quadro politico sotto questo profilo e' in forte movimento. Basti dire che su tale questione ne' il premier Silvio
Berlusconi, ne' il capo dell'opposizione Romano Prodi hanno voluto prendere una posizione ufficiale. E ancora la proposta di regolarizzazione le coppie di fatto, fortemente stigmatizzata dalla Chiesa, e' venuta ancora dal cattolico Prodi ma e' stata sostanzialmente condivisa da uno dei massimi esponenti della maggioranza di governo, il ministro degli esteri Gianfranco Fini che
pure sulla procreazione assistita aveva scelto di non seguire le indicazioni vaticane. Da parte sua la Chiesa, in merito alla vicenda concordataria che sembra simbolicamente riassumere diversi aspetti di questa complessa vicenda, ha avuto parole assai dure verso la proposta Radical-socialista: ''Il laicismo non e' piu' 'moderno': e' una vecchia ideologia otto-novecentesca, che oggi, di fronte alle nuove sfide della cultura, della scienza e della politica, risulta spaesata e per sopravvivere ha bisogno di costruire il proprio avversario''. Al contrario ''il quadro concordatario e' garanzia di liberta'''.
(Fpe/Opr/Adnkronos)
06-NOV-05 17:04
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