 |
| SINODO: LE NOVITA' SALIENTI NELLE 50 PROPOSIZIONI FINALI |
 |
| Sono numerosi gli aspetti che suscitano interesse nelle 50 proposizioni finali del sinodo dei vescovi sull'Eucaristia |
 |
| Sabato 22 Ottobre 2005 |
| di Asca |
| in Religione |
|
 |
|
(ASCA) - Citta' del vaticano, 22 ott - Sono numerosi gli aspetti che suscitano interesse nelle 50 proposizioni finali del sinodo dei vescovi sull'Eucaristia. In generale sul pianto religioso sembra rinforzarsi l'aspetto devozionale dell'eucaristia rispetto alle scelte del Concilio piu' puntate sull'azione liturgica, mentre sul piano sociale c'e' un'accentazuine nell'impegno per l'ecologia, la giustizia e la pace.
Si da' spazio - sull'esempio dato e chiesto da Giovanni Paolo II - all'adorazione eucaristica (proposizione 6) e si chiede una rinnovata catechesi e pratica delle indulgenze (pro.7). Su eucaristia e poligamia si invita a un cammino graduale affinche' chi volesse accedere all'eucaristia superi l'uso della poligamia (pro.9). Al numero 11 si ribadisce il valore del celibato per i preti e si dice che i viri probati e' stata un'ipotesi valutata ''come una strada da non percorrere''.
Al numero 17 si chiede l'elaborazione di un compendio sull'eucaristia. Al numero 23 si chiede di considerare la possibilita' di collocare lo scambio del segno di pace in un'altro momento della messa per non offuscare la comunione.
La proposizione 24 chiede di preparare nuove formule di congedo oltre all'ite missa est, che sottolineano ''la missione nel mondo dei fedeli che hanno partecipato all'eucaristia''.
Il numero 29 ricorda che per adempiere il precetto non basta seguire la celebrazione alla televisione. ''Il linguaggio dell'immagine infatti - si afferma - e' rappresentazione e non la realta' in se stessa''.
Il numero 30 dedicato alla domenica, rileva l'auspicio che venga rispettato dalla societa' intera il riposo dal lavoro domenicale.
Il numero 33 chiede di assegnare gli uffici di collaborazione dei laici alla celebrazione dell'eucaristia per un tempo determinato.
Al numero 36 si chiede l'uso del latino in alcune celebrazioni liturgiche specialmente di incontri internazionali e l'uso del canto gregoriano.
Il numero 40 tratta dei divorziati risposati che non sono ammessi alla comunione salvo vivano come fratelli e sorelle senza rapporti sessuali propri dei coniugi. La proposizione 4q tratta dell'ammissione dei fedeli non cattolici alla comunione. Si precisa che ''la comunione eucaristica con i cristiani non cattolici non e' generalmente possibile. Ancor piu' e' esclusa una concelebrazione ecumenica''. E' possibile e perfino raccomandata l'ammissione di cristiani non cattolici all'Eucaristia, alla penitenza e unzione degli infermi solo in casi di emergenza per la salvezza personale.
Una proposizione, la numero 46, e' dedicata alla coerenza eucaristica di politici e legislatori cattolici.
''I politici e legislatori cattolici - si afferma - devono sentirsi particolarmente interpellati nella loro coscienza, rettamente formata, sulla grave responsabilita' sociale di presentare e sostenere leggi inique. non c'e' coerenza eucarstica quando si promuovono leggi che vanno contro il bene cintegrale dell'uomo, contro la giustizia e il diritto naturale. Non si puo' separare l'opzione privata e quella pubblica, mettendosi in contrasto con la legge di Dio e l'insegnamento della chiesa, e questo deve essere considerato anche di fronte alla realta' eucaristica. nell'applicare questo oroentamento i vescovi esercitino le virtu' della fortezza e della prudenza tenendo conto delle situazioni locali concrete''.
Il numero 47 e' dedicato all'ecologia e vi si chiede un impegno piu' decisio dei cristiani nel mondo proprio in seguito alla forza che proviene dall'eucaristia.
La numero 48 dedicata alla dimensione sociale dell'Eucaristia presenta nella versione finale diverse integrazioni rispetto alla bozza finale.
Si introduce il termine di globalizzazione invece di mondializzazione ''che non di rado fa crescere lo scarto tra paesi ricchi e paesi poveri''. L'eucaristia ''denuncia quelle potenze politiche ed economiche che dilapidano le ricchezze della terra; richiama le gravi esigenze di giustizia distributiva davanti slle disuguaglianze che gridano verso il cielo; incoraggia i cristiani a impegnarsi e a operare nella vita politica e nell'azione sociale. Ambiti di partciolare preoccupazione sono la pandemia del HIV/AIDS, la droga e l'alcolismo. Una singolare cura pastorale meritano i carcerati perche' possano partecipare all'Eucaristia e ricevere la santa comunione. Chi partecipa all'Eucaristia deve impegnarsi a costruire la pace nel nostro mondo segnato da molte violenze e guerre, e oggi in modo particolare, dal terrorismo, dalla corruzione economica e dallo sfruttamento sessuale. Condizioni per costruire una vera pace sono la restaurazione della giustizia, la riconciliazione e il perdono''.
Questo articolo ha ricevuto 179 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|