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di Matteo Bandiera
Per i primi 29 anni della sua vita è stato Colin. Poi, in seguito a un'operazione chirurgica, è diventato a tutti gli effetti Sarah Jones.
Ma il mondo si sta occupando di lei da pochi giorni, da quando, ormai 44enne, è la prima transessuale a essere stata nominata pastore anglicano.
L'evento non è certo passato inosservato, in tempi in cui nei Paesi cristiani si fa un gran dibattere di diritti degli omosessuali e, più in generale, di religione e sessualità.
Il portavoce del gruppo evangelico Evangelical Alliance, Don Horrock, si è scagliato contro la decisione sostenendo che nella Bibbia risulta «chiarissimo che Dio ha creato gli esseri umani come uomini e donne e perciò non ci può essere alcun riconoscimento cristiano dell'idea del
XXI secolo che sia possibile per una persona decidere a quale sesso appartenere».
Il vescovo anglicano di Hereford, Anthony Priddis, ha voluto con forza difendere la sua scelta, descrivendo Sarah come una «candidata meravigliosa» che si è operata tanti anni fa, «molto prima di considerare la possibilità di dedicarsi alla religione». Non solo. Il vescovo ha evidenziato come i problemi legati alla transessualità «si capiscono molto più chiaramente in questo XXI secolo». I trans, sostiene Priddis, «hanno bisogno di aiuto per poter aspirare a quell'integrità tra corpo e mente che tutti i cristiani desiderano».
Insomma, il dibattito è aperto. Intanto c'è qualcuno che già canta vittoria: sono i siti gay di tutto il mondo, già devoti convinti del pastore Sarah. Questo articolo ha ricevuto 161 visite.
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