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| Razze in Estinzione: Non toccate i mandriani della Curia |
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| Sull’ultimo numero di Toscana Oggi, il settimanale d’informazione delle diocesi della nostra regione, c’è un articolo che serve ad inquadrare le sfumature del rovente dibattito sulle coppie di fatto |
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| Domenica 18 Settembre 2005 |
| di l'Unità |
| in Religione |
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Sull’ultimo numero di Toscana Oggi, il settimanale d’informazione delle diocesi della nostra regione, c’è un articolo che serve ad inquadrare le sfumature del rovente dibattito sulle coppie di fatto, e quanto questo sia condizionato dalla concezione clericale dell’omosessualità. Una visione stereotipata che nega qualsiasi conoscenza del fenomeno, ridicolizzandolo così come fa con i sentimenti di milioni di uomini e donne gay. Nello scritto dal titolo “Festival di Venezia: e così ci hanno tolto anche i cowboy” Umberto Folena fa un esercizio di ironia scomodando tutti i luoghi comuni per difendere un simbolo dell’immaginario virile (i cowboy, appunto) dal regista Ang Lee che nel film Brokeback Mountain (Leone d’oro a Venezia pochi giorni fa) «varca - si legge sul giornale - una soglia che non poteva fare a meno di varcare con quei suoi mandriani gay, pistole e abbracci, vacche e baci».
Respingendo al mittente in premessa le accuse che un articolo così può tirarsi addosso - «conosciamo il rischio che corriamo, quella sorta di pregiudizio alla rovescia per cui tutto ciò che riguarda i gay non i tocca, perché non si può e basta» - Folena deride il messaggio del film: «I gay le loro icone le hanno, a bizzeffe, e guai a sfioragliele. Ma a noi eterosessuali chi rimane, se ci tolgono i cowboy? Ci stanno defraudando delle ultime certezze...I cowboy che affollano e alimentano il nostro immaginario e fin da bambini sono stati per noi modelli chiari, identità di genere precise, uomini a cui cercare di assomigliare... simboli sempre più rari ma di cui abbiamo estremo bisogno. Toglierci questa certezza è una mezza vigliaccata per moltissimi altri, noi compresi». Il “noi” - che confonde pericolosamente le identità di genere con l’orientamento sessuale - marca la differenza fra un purismo superomistico che riduce l’omosessualità a concetti lombrosiani, tipo donne che non si depilano o uomini effeminati che sculettano. Il finale: «E adesso? Adesso ci rimangono gli agenti segreti. Uno 007 che in “Dalla Russia con amore” finisce fra le braccia di un colonnello baffuto del Kgb sarebbe duro da digerire. Ma vedrete che succederà. E a quel punto la grande marmellata trionferà. Non saremo più eterosessuali, omosessuali, bisessuali. Non saremo più nessuno».
Pensare questo significa relegare l’omosessualità all’a-normalità corruttiva della normalità, fino - in un crescendo apocalittico - all’annientamento (ma di cosa?). Minaccia reale - accettando per vere queste tesi - perché l’omosessualità è una componente della società che sta quindi anche negli spaccati che le diocesi vorrebbero etero e virili. Perché sta ovunque. Insomma, il genere umano è condannato per sua stessa esistenza. La Chiesa conferma una visione da Bibbia, che monsignor Luigi Bettazzi - lamentandosene - ha recentemente denunciato: gay viziosi, sodomie, perversioni. Mentre il mandriano a cavallo, al galoppo sulla nuda terra, è il depositario di valore primigeni e naturali, quindi sani.
L’articolo è stato criticato dal sito www.culturagay.it, dove condannano «argomentazioni che sconcertano - scrive il comitato di redazione del sito - e soprattutto la sua affannosa (e ansiosa) difesa di una cultura che, se sfiorata dagli omosessuali, sente contaminata e degradata. L’omofobia che sta dietro questo genere di considerazione è palese e grave», per un articolo che si muove fra «pretese di assolutismo e totalitarismo proprie della cultura eterosessuale» e vecchi pregiudizi, come «quello secondo il quale gli omosessuali sarebbero presenti solo in certe realtà. Ma se Folena sente ora crollare un mito... va semplicemente incontro a un destino segnato dalla falsità su cui si fonda, perché quelle “identità di genere precise” di cui ha nostalgia sono semplicemente frutto di una semplificazione strumentale della realtà». Della quale - ci auguriamo ben presto - uno 007 culattone baffuto e in minigonna farà giustizia. «E allora - dal sito www.culturagay.it - non saremo più eterosessuali, omosessuali, bisessuali. Saremo tutti persone libere, cittadini con pieni diritti».
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