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| Ora di Religione, il comitato Scuola e Costituzione riafferma che l'insegnamento della religione cattolica è di fatto obbligatorio nelle scuole inferiori |
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| I condizionamenti esercitati dalle burocrazie scolastiche finiscono ancora oggi –a distanza di vent’anni - col rendere spesso impercettibile il carattere divenuto facoltativo di questo insegnamento. |
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| Sabato 13 Agosto 2005 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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COMITATO NAZIONALE SCUOLA E COSTITUZIONE
via degli Scialoja 18, 00196 Roma- tel.fax 06.3611337 - 06.3337437 - 0763.710036- - fax 06.3723742
scuolaecostituzione@virgilio.it
Il Comitato nazionale Scuola e Costituzione
· apprezza il fatto che il ministero dell’istruzione abbia diffuso i dati sulla frequenza dell’ora di religione cattolica, dati da anni più volte richiesti e mai resi pubblici;
· osserva che la disparità delle percentuali di coloro che non richiedono l’insegnamento della religione cattolica ( 9,7% alle materne, 6,1% alle elementari, 11,2 % alle medie inferiori, 37,6% alle superiori) dimostra quanto pesi nella scelta dei genitori la discriminazione che la scelta di non frequentare l’insegnamento confessionale comporta: collocazione oraria che non permette l’entrata o l’uscita da scuola con orari differenziati; mancanza di attività destinate agli allievi che non richiedono l’insegnamento cattolico, pur previste per legge; mancanza di garanzia e di tutela per i bambini e i ragazzi parcheggiati in locali inidonei, spesso in altre classi, affidati a personale non docente, o precario o saltuario.
In questa situazione si capisce come mai l’insegnamento di religione cattolica venga meno richiesto a mano a mano che l’età degli allievi li rende più autonomi e attenua la preoccupazione dei genitori per eventuali difficoltà e pericoli.
E sempre più appare evidente come una reale libertà di scelta, che la Costituzione dello Stato laico tutela e garantisce, richieda una sollecita revisione degli accordi fra la Conferenza episcopale italiana e il Ministero dell’Istruzione e la collocazione dell’insegnamento di religione cattolica fuori del normale orario scolastico.
Roma, 13 agosto 2005
Per informazioni: Antonia Sani tel.349. 7865685
Annamaria Masini tel.0763.710036; 338.9142946
C R I D E S
Centro romano per la difesa dei diritti nella scuola
Via Buonarroti 12 – 00185 Roma
Tel.fax. 06.3723742
La comunicazione da parte del MIUR dei dati relativi alla frequenza dell’ “ora di religione” pubblicati con grande risalto dal quotidiano La Repubblica (11.8.05) ripropone la complessa problematica dell’insegnamento della religione cattolica (irc) nella scuola dello Stato. L’aumento del numero degli alunni/e che non scelgono quest’ insegnamento, soprattutto nella Scuola Superiore, pur rappresentando l’importante diffondersi di una coscienza critica in un’avanguardia più corposa, non deve tuttavia porre in ombra i nodi che restano da affrontare nella realtà della vita scolastica per tutelare tutti coloro che sulla base del Nuovo Concordato (1985) avrebbero diritto di scegliere di non frequentare l’”ora di religione”. I condizionamenti esercitati dalle burocrazie scolastiche finiscono ancora oggi –a distanza di vent’anni - col rendere spesso impercettibile il carattere divenuto facoltativo di questo insegnamento.
L’astuto mantenimento dell’irc all’interno dell’orario scolastico obbligatorio in tutti gli ordini e gradi di scuola come ai tempi del Concordato del 1929, quando la materia era dichiarata obbligatoria, ha creato, infatti, e continua a creare una serie di problemi organizzativi favorendo nell’opinione pubblica la convinzione che l’irc sia di fatto la scelta normale, scoraggiando di frequente genitori e studenti dal tentare altre vie. Nella scuola primaria difficilmente vengono realizzate alternative , benché la scuola sia tenuta ad assicurarle a chi le richieda; nella scuola superiore vengono considerati “atei”,o, peggio, “fannulloni” coloro che non frequentano l’”ora di religione”.Viene comunemenete sottovalutata o ignorata l’importante sentenza della Corte Costituzionale (n.13/91) che proclama il diritto a non sottostare ad alcun obbligo per chi non sceglie l’irc…. Ben maggiore consapevolezza si svilupperebbe intorno al concetto di libertà di coscienza, di pluralismo religioso,di laicità dello Stato, se l’insegnamento della religione cattolica- coerentemente con la sua condizione di insegnamento religioso facoltativo- fosse collocato al di fuori dell’orario scolastico obbligatorio . Se divenisse, insomma, finalmente compatibile con la forma di Stato laico, che qualifica la Repubblica italiana Questo articolo ha ricevuto 218 visite.
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