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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Spagna. La religione cattolica non sarà più obbligatoria nelle scuole
Spagna. La religione cattolica non sarà più obbligatoria nelle scuole
Secondo i vescovi la legge socialista viola ''il diritto fondamentale dei genitori a decidere sull'educazione dei propri figli d'accordo con le loro convinzioni religiose, morali e pedagogiche''
Venerdì 22 Luglio 2005
di Ansa
in Religione

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Dopo la legge che permette il matrimonio tra omosessuali in Spagna - oggi c'e' stato il primo si' tra lesbiche - il governo di Jose' Luis Zapatero sferra un altro colpo alla Chiesa: l'ora di religione a scuola non sara' piu' obbligatoria e seguirne o meno le lezioni non pesera' sulla valutazione dello studente.

Ma oggi in Spagna e' stato di scena ancora una volta il matrimonio gay: a Mollet del Valles, una localita' della provincia di Barcellona , Sebastiana e Veronica hanno detto si' grazie alla nuova legge spagnola che equipara le nozze omosessuali a quelle tradizionali. Il matrimonio odierno e' stato celebrato dal giudice Jorge Vergara che ha unito in matrimonio Sebastiana, una spagnola dai capelli biondi, e Veronica, un'argentina dalla chioma scura, con la stessa formula che da anni impiega in tutte le unioni civili. Al matrimonio, svoltosi quasi completamente in forma privata per volonta' delle due donne, c'erano una quindicina fra testimoni e invitati contro oltre cinquanta giornalisti. I media hanno potuto fotografare il momento del 'si'.

Quanto alla scuola, la riforma, approvata oggi dall'esecutivo spagnolo, ha suscitato immediate reazioni della chiesa che l'ha definita ''inaccettabile'' invitando i cattolici a difendere i loro diritti e le forze politiche di opposizione a dar battaglia in parlamento.

Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo progetto di Legge organica dell'educazione (Loe) che riguarda tutta la istruzione non universitaria, e che sara' trasmessa al parlamento per essere approvata. La nuova legge prevede che l'insegnamento della religione sia volontario e che non abbia peso sulla valutazione del candidato per la promozione ad un corso superiore, per la concessione di borse di studio e l'accesso all'universita'.

In un comunicato la Conferenza episcopale respinge il testo sul quale, afferma, ''non c'e' stato dialogo ne' alcun negoziato'' malgrado questo sia tradizione quando si tratti di materia riguardante un trattato internazionale.

Secondo i vescovi la legge socialista viola ''il diritto fondamentale dei genitori a decidere sull'educazione dei propri figli d'accordo con le loro convinzioni religiose, morali e pedagogiche'' e ''limita gravemente la liberta' della scuola cattolica'' mettendo ''seriamente in pericolo l'insegnamento della religione''.

I vescovi invitano quindi ''padri, professori, alunni, istituzioni cattoliche e la societa' in generale ad una riflessione profonda e a porre il massimo impegno nella difesa e promozione di un quadro legale che consenta l'educazione integrale dei bambini e dei giovani in un ambito di giustizia e liberta'''.

L'appello della gerarchia cattolica, che aveva poco prima annunciato l'annullamento di una riunione prevista proprio per oggi con rappresentanti del governo sulla materia, era stato anticipato gia' dal Partito Popolare (PP) che si e' detto pronto a votare contro l'intera legge in parlamento nei confronti della quale ha riserve che travalicano ampiamente la questione della religione. Il responsabile dell'educazione nel Partito socialista (Psoe) , Eva Almunia, ha accusato il PP di opporsi alla legge 'senza neppure averla letta''.

Associazioni educative, familiari e cattoliche hanno denunciato oggi la ''precipitazione'' nell'approvazione in mezzo alle vacanza estive, avvertendo che porteranno la lotta in piazza contro una legge che definiscono ''disastrosa'' per il paese.

Gia' in una nota del 31 marzo scorso la Conferenza episcopale aveva denunciato il testo non ancora approvato dal Consiglio dei ministri chiedendo al governo di Jose Luis Rodriguez Zapatero di aprire un dialogo per ''un ampio accordo sociale e politico in materia educativa''. Per la chiesa, si affermava nella dichiarazione, ''e' necessario che l'insegnamento della religione abbia gli stessi diritti e doveri di qualsiasi altro insegnamento fondamentale'' altrimenti si violerebbero la costituzione e gli stessi accordi con la Santa Sede che l'esecutivo di Zapatero dice di voler rispettare.

Successivamente c'era stata una riunione il 23 giugno fra le parti ma senza che si fosse raggiunto alcun avvicinamento, e il dialogo era stato aggiornato ad oggi per poi essere interrotto. L'annunciata riforma della scuola, di cui l'insegnamento della religione e' solo un elemento, rende sempre piu' acuti i contrasti fra governo socialista e chiesa cattolica che ha gia' duramente contestato, partecipando anche ad una grande manifestazione a Madrid, il matrimonio omosessuale ma anche la riforma del divorzio ed altre iniziative come quella per la sperimentazione sugli embrioni. E sullo sfondo quello che molti vedono come la vera ragione dello scontro: il timore che Zapatero voglia rivedere il sistema di sovvenzioni alla chiesa passando al previsto autofinanziamento che si ritiene pero' attualmente impercorribile.

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