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| Poletto riceve il Gay Pride "La Chiesa non pronuncia condanne, ma afferma il Vangelo" |
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| Ieri un incontro riservato in Curia: esponenti della diocesi proseguiranno le consultazioni nei prossimi mesi. Molto riserbo però da entrambe le parti toni pacati per l´avvio del dialogo |
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| Sabato 09 Luglio 2005 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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PAOLO GRISERI
Uno stringato comunicato di quattro righe per dire che «in seguito alla richiesta del Comitato, Sua Eminenza il cardinale Poletto, arcivescovo di Torino, ha incontrato oggi in udienza privata una delegazione del Comitato Torino Pride 2006. Durante l´incontro i rappresentanti del Comitato hanno esposto finalità e programma delle iniziative previste». È la prima volta che un cardinale italiano incontra gli esponenti delle associazioni omosessuali. Ed è significativo che questo avvenga nonostante il clima teso delle polemiche sulle iniziative del governo spagnolo per il riconoscimento dei diritti dei gay. Dalla curia non sono venuti commenti all´incontro. Il cardinale si è limitato a far sapere che come pastore della diocesi non chiude la porta a nessuno ed è disposto ad ascoltare tutti, riservandosi naturalmente di mantenere ferme le posizioni della chiesa cattolica su matrimonio e omosessualità. Plausibilmente il cardinale ha ripetuto ai rappresentanti delle associazioni omosessuali gli stessi concetti che aveva espresso al termine della messa di San Giovanni: «Un conto- aveva detto nell´occasione Poletto - è il dialogo che la Chiesa non nega a nessuno, un conto sono le iniziative di carattere culturale, che possono essere utili momenti di confronto. Altro invece è la manifestazione pubblica di tendenze sessuali che la chiesa condanna e che possono urtare la sensibilità dei cittadini torinesi». Sì dunque al dialogo e, a certe condizioni, anche alla partecipazione di rappresentanti della Curia alle iniziative di dibattito che verranno promosse il prossimo anno dal Gay Pride a Torino. No invece alla manifestazione pubblica che comunque, si fa sapere in Curia, la chiesa non ha certo il potere di impedire, essendo questa una prerogativa delle istituzioni civili.
All´incontro di ieri le associazioni omosessuali erano rappresentate da Enzo Cucco, responsabile dell´organizzazione del Gay Pride, Gustavo Gnavi, dell´associazione di omosessuali cattolici «Davide e Gionata» e da Roberta Padovano. Le associazioni hanno volutamente evitato di commentare i contenuti dell´incontro per evitare, hanno fatto sapere, ogni strumentalizzazione. Nelle prossime settimane gli incontri dovrebbero proseguire con i responsabili della pastorale della famiglia della diocesi per verificare se sarà possibile la partecipazione di esponenti della curia al programma di iniziative culturali sui temi dell´omosessualità che caratterizzerà il 2006 a Torino in concomitanza con la scelta di svolgere qui la manifestazione nazionale del Gay Pride. Il 2006 è un anno significativo per gli omosessuali torinesi: coincide infatti con i 35 anni di fondazione del «Fuori», il primo movimento italiano per i diritti degli omosessuali. E coincide anche con i 10 anni dell´associazione «Davide e Gionata». «L´incontro di ieri con il cardinale di Torino - ha commentato il responsabile nazionale dei Ds per i diritti dei gay, Andrea Benedino - è un avvenimento importante perché è un segnale di dialogo. naturalmente ognuno ha ripetuto le sue posizioni che su molti punti restano distanti ma è utile che sia venuto questo segno di accoglienza». Teoricamente la manifestazione del Gay Pride dovrebbe cadere il prossimo 24 giugno ma verrà spostata di una settimana proprio per non farla coincidere con la festa cattolica di San Giovanni.
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