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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Famiglia cristiana:
Famiglia cristiana: "Gli omosessuali non si sentano figli di un dio minore"
Cresce il numero dei credenti che rivendicano, come la nostra lettrice, un'identita' omosessuale e l'aderenza alla fede cristiana
Mercoledì 29 Giugno 2005
di Ansa
in Religione

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ROMA, 29 GIU - ''Anche se private del matrimonio e dei figli, le persone omosessuali hanno pienamente diritto a non sentirsi figli di un Dio minore''. E' questa la conclusione della riposta che il direttore di Famiglia cristiana, don Antonio Sciortino, da' ad una lettrice che gli scrive della ''vita di sofferenze'' causatele dall'essere omosessuale.

''Sono credente - afferma 'una ventenne' - ma non capisco l'atteggiamento della Chiesa verso l'omosessualita'.

Se un giorno trovero' una persona con cui costruire una relazione d'amore, io vorro' avere anche dei rapporti fisici. La vita e' una e irripetibile: voglio essere libera d'essere me stessa. Senza sensi di colpa, ne' paure''.

''Ascoltiamo con rispetto questa voce - risponde il direttore del settimanale - consapevole e dolente per la strada

estremamente ardua che le e' toccata in sorte. E' fiera del suo essere - come persona umana, come donna, come donna destinata all'amore, come tutti, anche se per lei non potra' che essere un

amore iscritto nella 'diversita'' - pur senza eccedere in quegli accenti provocatori che caratterizzano il 'gay pride'. Cresce il numero dei credenti che rivendicano, come la nostra lettrice, un'identita' omosessuale e l'aderenza alla fede cristiana.

Alcune 'Chiese sorelle' hanno aperto, senza condizioni, la porta a questi credenti, ammettendoli anche a compiti di ministero.

Non cosi' la Chiesa cattolica. Non per ostilita' verso gli omosessuali, ma per fedelta' ad un annuncio che lega l'esercizio della sessualita' al matrimonio e alla procreazione. Anche se private del matrimonio e dei figli, le persone omosessuali hanno pienamente diritto a non sentirsi figli di un Dio minore''.

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