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| Sesso, lavoro e vita: ecco la morale della Chiesa |
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| Presentato il Compendio del catechismo. "No a aborto, eutanasia e pena di morte". Benedetto XVI ha illustrato il lavoro fatto da cardinale: "C'è l'inferno e ci sarà un giudizio" |
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| Mercoledì 29 Giugno 2005 |
| di La Stampa |
| in Religione |
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di Marco Tosatti
CITTÀ DEL VATICANO "Non si tratta certamente di un nuovo Catechismo, ma del Compendio che rispecchia fedelmente il Catechismo della Chiesa Cattolica, il quale rimane pertanto sia la fonte, da cui attingere per comprendere meglio il Compendio stesso, sia il modello, a cui guardare incessantemente per ritrovare l'esposizione armoniosa e autentica della fede": così Benedetto XVI ieri mattina, nella solenne cerimonia svoltasi nella Sala Clementina, in Vaticano, davanti a decine di cardinali e prelati, ha benedetto da Papa il lavoro compiuto da cardinale. Infatti fu proprio a lui, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che Giovanni Paolo II aveva affidato il compito di creare il Compendio. Dopo la pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, avvenuta nel 1992, ha spiegato papa Ratzinger, "era divenuta sempre più diffusa e insistente l'esigenza di un catechismo in sintesi, breve, che contenesse tutti e soli gli elementi essenziali e fondamentali della fede e della morale cattolica, formulati in una maniera semplice, accessibile a tutti, chiara e sintetica". Duecentocinque pagine, indici compresi, sono un buon sunto delle oltre mille del testo maggiore; e come si vedrà leggendolo, l'obbligo di brevità crea un'efficacia notevole, anche forse dove sarebbero necessarie modulazioni maggiori. Il testo è accompagnato da una trentina di immagini. "Immagine e parola s'illuminano così a vicenda. L'arte "parla" sempre, almeno implicitamente, del divino, della bellezza infinita di Dio, riflessa nell'Icona per eccellenza: Cristo Signore, Immagine del Dio invisibile", ha detto ieri Benedetto XVI, "Le immagini sacre, con la loro bellezza, sono anch'esse annuncio evangelico ed esprimono lo splendore della verità cattolica, mostrando la suprema armonia tra il buono e il bello, tra la via veritatis e la via pulchritudinis....Le stesse immagini si ritrovano nelle varie traduzioni del Compendio. Sarà questo anche un modo per identificare facilmente e riconoscere tale testo nella varietà delle lingue: l'unica fede viene professata da ciascun fedele nella molteplicità dei contesti ecclesiali e culturali". Cinquecentonovantotto sono le domande, con le rispettive risposte, per spiegare i principi della fede cattolica e orientare il comportamento dei fedeli in tutti i campi dell'agire umano; e citando la Genesi invita tutti ad "accettare la propria identità sessuale", ricordando che "Dio ha creato l'uomo maschio e femmina, con uguale dignità personale, e ha iscritto in lui la vocazione dell'amore e della comunione. Spetta a ciascuno accettare la propria identità sessuale, riconoscendone l'importanza per tutta la persona, la specificità e complementarità". Alla fine del testo vi sono anche alcune preghiere, nella versione "volgare" e in quella latina. "Il latino faciliterà il pregare insieme dei fedeli cristiani appartenenti a lingue diverse, specialmente quando si incontreranno per particolari circostanze. Il latino - ha commentato - per tanti secoli veicolo e strumento della cultura cristiana, garantisce non solo la continuità con le nostre radici ma rimane quanto mai rilevante per rinsaldare il legame della comunione della fede nella chiesa cattolica". L'introduzione, firmata dal cardinale Joseph Ratzinger il 20 marzo del 2005, contiene un errore. Infatti in essa Giovanni Paolo II viene definito di "venerata memoria", cioè considerato morto. Ma papa Wojtyla, scomparso alle 21,37 del 2 aprile, era ancora vivo. Qualche estensore zelante deve aver aggiunto "di venerata memoria" alla citazione di papa Wojtyla quale "committente" del compendio, senza notare l'evidente anacronismo. La decisione di Benedetto XVI di rendere pubblico il Compendio nel corso di una celebrazione solenne rende chiara l'importanza che il Pontefice attribuisce a quest'opera che nella sezione dedicata ai Dieci Comandamenti chiarisce la posizione del Magistero su un ventaglio vastissimo di temi. E' ribadita la condanna degli atti omosessuali, ricordando "i peccati gravemente contro la castità, ognuno secondo la natura del proprio oggetto: l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali". E per quel che riguarda l'embrione, stabilisce che "il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano, fin dal suo concepimento, è un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione. Quando lo stato non mette la sua forza al servizio dei diritti di tutti e in particolare dei più deboli, tra i quali i concepiti ancora Questo articolo ha ricevuto 238 visite.
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