HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
LA GERARCHIA CATTOLICA E' UN'INTERNAZIONALE CONTRO I DIRITTI DI LIBERTA'
LA GERARCHIA CATTOLICA E' UN'INTERNAZIONALE CONTRO I DIRITTI DI LIBERTA'
Risposta del Segretario nazionale Arcigay, Aurelio Mancuso, al cardinal Cipriani primate del Perù
Lunedì 30 Maggio 2005
di La redazione di Gaynews
in Religione

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

E’ davvero sconsolante leggere le ripetute dichiarazioni di alti prelati della chiesa cattolica, che non perdono occasione per definire gli omosessuali immorali, rei di voler distruggere la famiglia e i sacri valori espressi dalla verità cristiana. Mentre Ruini e Ratzinger invitano ad astenersi sui referendum sulla fecondazione assistita, spingendo la chiesa italiana a comportarsi come un partito, il cardinal Cipriani attacca le libertà individuali, perché conscio del fatto che milioni di cittadini latinoamericani sono stanchi di una chiesa che ha emarginato il dissenso, distrutto la Teologia della Liberazione. A dimostrazione di ciò proprio in Brasile ieri sono sfilati almeno due milioni di cittadini gay, lesbiche e trans che chiedono, come i loro fratelli e sorelle di tutto il mondo, giustizia, libertà e dignità sociale.

La gerarchia cattolica, invece di ascoltare le inquietudini del mondo, sprofonda in un atteggiamento sempre più oscurantista e reazionario. Il pessimismo storico della chiesa nei confronti della libera sessualità, e dell’auto determinazione delle persone, si deve confrontare con un vasto movimento internazionale di liberazione, che chiede solamente rispetto e diritto di cittadinanza.

L'organizzazione internazionale dei celibi più potenti al mondo, si lancia in una campagna mondiale a difesa della famiglia, di cui non vuole vedere l’evoluzione, le difficoltà, il bisogno di esser concretamente aiutata, e non evocata come arma contro altre formazioni sociali.

La gerarchia cattolica, che fa della sua castità un vanto e uno status di primato rispetto alle altre chiese cristiane, interviene con virulenza sui temi della sessualità senza poterne comprendere i doni di felicità e serenità. Di tutto ciò milioni di cattolici nel mondo, pur ridotti al silenzio, si rendono benissimo conto e, nella concretezza della loro vita quotidiana non si curano dei continui anatemi dei gerontocrati vaticani.

Le associazioni gay, lesbiche, trans alla violenza verbale d’uomini, che dovrebbero predicare l’amore universale, rispondono con durezza e serenità: le lancette della storia non si fermeranno davanti ad un portone, nemmeno davanti a quello di San Pietro.





Aurelio Mancuso

Segretario nazionale Arcigay

Questo articolo ha ricevuto 227 visite.



Articoli correlati...

3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio Primo piano
Sabato 26 Maggio 2012
3 italiani su 4 ritengono che sul luogo di lavoro essere omosessuali è uno svantaggio
È ciò che pensa il 75% delle persone intervistate dal sociologo Raffaele Lelleri e dal docente dell'Università di Bologna Luca Pierantoni, in uno studio voluto dal Pride nazionale
di Lettera43
Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale Primo piano
Giovedì 24 Maggio 2012
Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale
A rendere nota la vicenda è stata l’Associazione GayLib, che ha raccolto un appello lanciato via web dal giovane, che ha raccontato come il padre abbia cominciato a insultarlo
di La redazione di Gaynews
Serbia: Gay Pride a Belgrado il 6 ottobre. Nel 2010 scontri polizia-omofobi Mondo
Mercoledì 23 Maggio 2012
Serbia: Gay Pride a Belgrado il 6 ottobre. Nel 2010 scontri polizia-omofobi
Lo slogan del prossimo Gay Pride - ha detto ai giornalisti Boban Stojanovic, membro dell'organizzazione - sara' 'Amore, fede, speranza'
di Ansa
Leader attivista ucraino bersaglio della violenza di gruppo neonazista Mondo
Martedì 22 Maggio 2012
Leader attivista ucraino bersaglio della violenza di gruppo neonazista
Il leader del Gay Forum di Ucraina, Sviatoslav Sheremet, è stato aggredito da un gruppo di militanti di estrema destra, tra cui alcuni neonazisti
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI