HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
Turchia: “Un ex nazista diventa Papa”
Turchia: “Un ex nazista diventa Papa”
La stampa internazionale, dalla Scandinavia alla Turchia passando per il Regno Unito, sta letteralmente massacrando il nuovo pontefice (PBR).
Venerdì 22 Aprile 2005
di Il Messaggero
in Religione

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Articoli pesanti anche sulla stampa turca («Un ex nazista diventa Papa») e in Scandinavia









di WALTER RAUHE



Berlino



È UNA GUERRA a caratteri cubitali quella esplosa fra la stampa scandalistica britannica e il quotidiano popolar-conservatore tedesco Bild Zeitung. “Gli inglesi offendono il Papa tedesco!” titolava ieri in prima pagina il giornale berlinese (tiratura, 3,3 milioni di copie), rispondendo ai colleghi londinesi del “The Sun” che il giorno precedente avevano aperto col titolo “Da giovane nazi a Papa-Ratzi” prendendo riferimento all’appartenenza di Joseph Ratzinger alla “Hitler Jugend”, la gioventù hitleriana, negli anni del “Terzo Reich”. Ancora più pesante e polemica è stata l’apertura del Daily Telegraph: “Il rottweiler di Dio è il nuovo Papa”. Reazioni analoghe sono state registrate anche in parte della stampa turca, dove il quotidiano “Sabah” ha titolato ad esempio “Un ex nazista diventa Papa”, oppure anche in Scandinavia, dove il tabloid di Stoccolma “Aftonbladet” ha scritto: «Da ragazzo il nuovo Papa ha servito nelle fila dell’esercito di Hitler. Alla fine poi non ce l’ha più fatta ed ha disertato». La risposta della Bild non si è fatta attendere: «Ci sono dei giornalisti all’estero per i quali ogni “Kraut” (soprannome spregiativo adoperato dagli inglesi per definire i tedeschi, ndr.) è automaticamente un nazista, anche se si tratta del Papa», ha commentato esterrefatto l’editorialista Franz Josef Wagner.

Ma al di là di questa polemica al vetriolo esplosa tra la stampa scandalistica europea, esistono davvero delle ombre nella biografia di Joseph Ratzinger e può la sua appartenenza alla “Hitler Jugend” compromettere in qualche modo l’integrità del nuovo Pontefice? «In quel periodo tutti i ragazzi erano obbligati ad entrare nell’organizzazione giovanile hitleriana», sostiene il fratello del nuovo Pontefice Georg Ratzinger. Anche il biografo di Benedetto XVI John Allen tende a smorzare le polemiche precisando che l’attuale Santo Padre era iscritto solo per pochi anni nella Hitlerjugend e che non sarebbe mai stato un «militante entusiasta». «Sono state proprio le sue esperienze raccolte nell’epoca nazista a rafforzare la sua fede cristiana e a persuaderlo che solo una Chiesa forte legata ad una teologia solida sarebbe stata in grado di evitare in futuro condizionamenti esterni», afferma Allen. Del suo passato nella “Hitler Jugend” Georg Ratzinger aveva del resto già scritto diverse volte e nella sua stessa autobiografia “Il sale della vita”. Già si sapeva ad esempio che il suo ingresso nell’organizzazione hitleriana risale al 1941. Dopo poco tempo però vi è stato poi espulso perchè professava pubblicamente di ambire ad una carriera ecclesiastica e voleva diventar prete. Nel 1943 poi è stato arruolato nella Wehrmacht (l’esercito nazista) e costretto a servire come soldato aiutante in diverse postazioni antiaeree attorno a Monaco di Baviera. Solo nella primavera del 1945 ha deciso poi di disertare e dopo essere stato catturato da una pattuglia americana ha trascorso qualche tempo in un campo militare di prigionia gestito dagli Alleati. Tutto questi questi particolari erano dunque già noti da tempo, anche se una cosa l’ex cardinale Ratzinger l’ha taciuta o per lo meno rimossa, affermando che l’intera sua famiglia aveva un «rapporto critico» nei confronti del regime nazionalsocialista. Lo zio Georg infatti è stato autore nel periodo del “Terzo Reich” di una serie di discorsi e scritti dai contenuti esplicitamente antisemitici. Basta però questo per apostrofare il Pontefice come “Rottweiler” o per dedurne addirittura convinzioni naziste nella sua gioventù? «Il riflesso di mettere i tedeschi, anche quelli di oggi, sullo stesso piano dei nazisti, ha una lunga tradizione nella stampa britannica», spiega il direttore dell’Istituto giornalistico europeo di Dortmund Jo Groebel. Per il filosofo e saggista Otto Kallscheuer l’elezione di un tedesco alla guida della Chiesa è in realtà una sorta di sdoganamento dell’intero Paese dalle sue ombre storiche e dai terribili crimini del passato che pesavano sulla sua coscienza. Le presunte rivelazioni del “The Sun” non ostacoleranno questo processo di “liberazione”.





Questo articolo ha ricevuto 564 visite.



Articoli correlati...




RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI