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| Totopontefice: Diversi articoli accennano al rapporto tra papabili e omosessualità |
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| Rassegna stampa |
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| Lunedì 18 Aprile 2005 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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Donnamoderna.com
Chi sarà il nuovo Pontefice
Lunedì 18 aprile, nella Cappella Sistina, in Vaticano, inizierà il Conclave. E 117 cardinali si riuniranno per eleggere il successore di Giovanni Paolo II. Il favorito? Scopritelo nei ritratti che abbiamo disegnato in attesa della "fumata bianca"
>>Dionigi Tettamanzi (Italia) La carta in più del cardinale Dionigi Tettamanzi, 71 anni, arcivescovo di Milano e superfavorito nella corsa al pontificato, è la capacità di capire la gente comune. "Scrive agli operai cassintegrati dell'Alfa Romeo e lancia l'allarme sui nuovi poveri. Sì, per sensibilità assomiglia a Giovanni XXIII" spiega Alberto Melloni, esperto di religioni e collaboratore del Corriere della Sera. A differenza del Papa buono, Tettamanzi è un tradizionalista, che in materia di sesso e famiglia si muove nel solco di Karol Wojtyla. "Ma senza severità" precisa Melloni. "In lui anche la condanna dell'omosessualità è attenuata dalla consapevolezza che i gay sono figli di una mamma cristiana". Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano >>Jorge Bergoglio (Argentina) "Jorge Mario Bergoglio, 68 anni, arcivescovo di Buenos Aires, ha uno stile di vita monacale" racconta Pietro Mariano Benni, direttore di Misna, l'agenzia di stampa dei missionari. "Vive in un appartamento spartano, gira in autobus e si alza all'alba per rispondere alle lettere dei fedeli". "In questo modo il cardinale, un austero gesuita, cerca di essere vicino al popolo argentino impoverito dalla crisi economica" spiega Giancarlo Zizola, vaticanista de Il Sole 24 Ore. Nella successione a Wojtyla Bergoglio è avvantaggiato dalle origini italiane. Tutta italiana è anche la sua passione per il calcio. E per il San Lorenzo de Almagro, una squadra che ha il nome del suo santo preferito. Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano >>Francis Arinze (Nigeria) Il mondo è pronto per un Papa nero? La domanda aleggia da quando in Vaticano si è accesa la stella del cardinale nigeriano Francis Arinze, 72 anni. Nato in una famiglia che credeva nelle divinità tribali, Arinze si è convertito al cristianesimo a 9 anni. Wojtyla lo ha chiamato a Roma nel 1984. "Era stato conquistato dall'arcivescovo durante un viaggio in Africa, vedendo che nella sua diocesi il numero dei fedeli era raddoppiato" dice Giancarlo Zizola, vaticanista de Il Sole 24 Ore. "Oggi Arinze è nella ristretta lista dei "papabili"". Se fosse eletto, sarebbe un Pontefice severo nella difesa della dottrina e della morale: condanna in blocco contraccezione, aborto ed eutanasia. Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano Vinko Puljic (Bosnia) Di lui si parla poco. Ma proprio per questo l'arcivescovo di Sarajevo Vinko Puljic, 59 anni e 12 fratelli, potrebbe essere il candidato ideale in un Conclave dai tempi lunghi. L'outsider su cui far confluire i voti dei cardinali incerti. Dopo un Papa polacco, un Papa bosniaco: troppa grazia per il mondo slavo? "Puljic è un grande amico dell'arcivescovo Stanislao Dziwisz, il potente segretario particolare di Karol Wojtyla" spiega Pietro Mariano Benni, direttore dell'agenzia di stampa Misna. È anche un uomo molto coraggioso: durante la guerra in Bosnia ha rischiato spesso la vita pur di visitare le parrocchie più sperdute. Ed è stato catturato dalle milizie serbe. Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano Angelo Scola (Italia) Dalla Laguna arriva Angelo Scola, un cardinale filosofo specializzato nel dialogo tra cristiani e musulmani. E appassionato di calcio: la sua squadra del cuore è il Milan. "Il patriarca di Venezia, 63 anni, viene da una famiglia semplice: il padre era camionista, la madre casalinga" racconta Pietro Mariano Benni, direttore dell'agenzia di stampa Misna. "Il suo punto di forza? Il legame con Comunione e liberazione, il movimento fondato da don Luigi Giussani". "Ma proprio per questo motivo" sostiene Alberto Melloni del Corriere della Sera "il patriarca di Venezia potrebbe essere un Papa "politico". E avere la tentazione di dire la sua sulle questioni italiane". Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano Oscar Maradiaga (Honduras) Da giovane Karol Wojtyla faceva l'operaio, Oscar Rodriguez Maradiaga studiava pianoforte e psichiatria. Giovanni Paolo II si divertiva con gli sci, l'arcivescovo dell'Honduras suona il sax. "Ma il cardinale della città di Tegucigalpa si è guadagnato l'applauso generale dell'America Latina, e la candidatura al papato, per le sue idee battagliere" spiega Giancarlo Zizola, vaticanista de Il Sole 24 Ore. "È schierato contro la guerra, l'oppressione dei diritti umani, le ingiustizie sociali". Ci sarà un difetto in un uomo dal volto florido e dalla salute di ferro? "Sì, la giovane età: 62 anni" dice Zizola. "Dopo il lungo pontificato di Wojtyla, molti pensano a un Papa di "transizione"". Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano Ivan Dias (India) Un cardinale ambasciatore, abituato a viaggiare per il mondo. In 40 anni l'indiano Ivan Dias, arcivescovo di Bombay, ha vissuto in Africa, Asia, Europa dell'Est. Ed è entrato in contatto con popoli più poveri, dal Ghana all'Albania. "Dias, 69 anni, è tra i favoriti nella successione a Giovanni Paolo II perché ha ereditato lo spirito missionario e il carisma di Madre Teresa di Calcutta" spiega Giancarlo Zizola, vaticanista de Il Sole 24 Ore. Ma l'arcivescovo indiano non proviene da un Paese troppo lontano da Roma, culla della cristianità? "Oggi come oggi il 75 per cento dei cattolici vive fuori dall'Europa" dice Zizola. "La Chiesa, e il Papa, devono parlare al mondo intero". Guarda anche: Giovanni Paolo II: il nostro ricordo; le immagini; le news dal Vaticano.
(Donnamoderna.com del 15/04/2005)
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La Stampa
George Pell, arcivescovo prima a Melbourne, ora a Sydney, ha sessantaquattro anni e una forte avvers
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Ione per gli omosessuali, i fornicatori e i divorziati. Per quest'ultima categoria ha proposto l'applicazione di una tassa destinata alla cura dei loro figli, che considera più predisposti alle droghe e alla promiscuità sessuale. Ha negato la comunione agli adulteri e soprattutto alle coppie gay: nel novembre del '98 fu costretto a rifiutarla a settantacinque di loro, provocatoriamente incolonnati in cattedrale per ricevere il sacramento. Fu a quel punto che si decise a sostenere che il fumo è meno dannoso alla salute dell'omosessualità. Nel 2002 fu indagato per pedofilia ma successivamente scagionato. Altri imbarazzi glieli ha procurati una cugina di secondo grado, Monica Hingston, per ventisei anni suora delle Sorelle della misericordia e da diciannove convivente e fidanzata di Peg Moran, che a sua volta si fece lesbica dopo trentacinque anni da suora francescana. Monica scrisse una lettera ai giornali indirizzata a Pell: "Guardami negli occhi e dimmi che sono depravata".
(Stampa, La del 15/04/2005)
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La Chiesa a un bivio
(Padania, La del 17/04/2005)
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L intervento La Chiesa a un bivio Il Conclave si apre finalmente domani dopo quindici giorni di previsioni, pronostici, riunioni riservate e incontri segreti. La prima votazione dei 115 Cardinali elettori, inizierà nel pomeriggio. Due sono i candidati di bandiera. Per lo schieramento conservatore, c è il tedesco Joseph Ratzinger, 78 anni, teologo e per anni capo del Dicastero della Dottrina della Fede. Uomo vicinissimo a Wojtyla, ha stroncato la teologia della liberazione che aveva collusioni pericolose con il marxismo e ha preservato la dottrina della fede. Egli si confronterà con il gesuita padre Carlo Maria Martini, 78 anni, biblista internazionale, arcivescovo di Milano per 24 anni, e leader indiscusso dei progressisti. I due cardinali hanno posizioni antitetiche su tutto. Martini vuole un nuovo Concilio Ecumenico che riunisca i 4300 vescovi cattolici dei cinque continenti per discutere sulla collegialità dei vescovi all interno della Chiesa, che ritiene sia oggi molto ridotta, poi vuole affrontare l'abolizione del celibato ecclesiastico, aprire ai laici nella liturgia, ritagliare una nuovo ruolo per la donna nella Chiesa che potrebbe diventare diaconessa come nelle prime comunità cristiane, e, infine, c'è da affrontare il discorso della morale sessuale che è molto controverso. Da ultimo una nuova pastorale per divorziati risposati. Come si vede, tutto il contrario della visione che ha Ratzinger della Chiesa. Egli invece continuerebbe nel solco della dottrina di Papa Giovanni Paolo II e difenderebbe l'unità della famiglia, del matrimonio, prenderebbe posizioni sul far west nella bioteca, ribadirebbe il no alle coppie gay, ai matrimoni gay, il no al divorzio, all'aborto, difenderebbe la teologia della Chiesa e contrasterebbe il dissenso dottrinale e il magistero parallelo di preti e teologi nei Seminari e nelle Facoltà teologiche. Per Ratzinger "le ideologie s ono putrefatte, nella Chiesa c'è sporcizia e superbia, la Parola di Dio viene distorta e abusata! Quanta poca fede c'è in tante teorie, quante parole vuote! Ratzinger invita a riflettere sul rapporto tra Dio e gli uomini di questo tempo, segnato da una cultura che vuole prescindere da Dio, in un neopaganesimo fondato sull'orgoglio e sulla banalizzazione dei valori e anche della fede. E non ci si accorge che questa strada porta all'autodistruzione." E ancora dice Ratzinger: la storia più recente mostra come "anche la cristianità, stancatasi della fede, abbia abbandonato il Signore: le grandi ideologie, come la banalizzazione dell'uomo che non crede più a nulla e si lascia semplicemente andare, hanno costruito un nuovo paganesimo, un paganesimo peggiore, che volendo accantonare definitivamente Dio, ha finito per sbarazzarsi dell'uomo". Infine, "la caduta dell'uomo in generale, all'allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senz a Dio." Due candidati di bandiera forti, senza nessun complesso di inferiorità culturale l'uno verso l'altro, ma difficilmente raggiungeranno il quorum dei 77 voti necessari per essere eletti. Ed ecco allora che si metteranno da parte, dopo aver illustrato il loro manifesto della Chiesa nel Terzo millennio, e a correre veramente per il soglio pontificio, saranno i loro delfini: Tettamanzi per i progressisti e per i conservatori Bertone e Scola. Se neanche l'italiano passa, allora si voterà un Papa europeo (l'Arcivescovo di Vienna)l' indiano Ivan Dias , l' africano Francis Arinze o Bergoglio e Hummes dell'America Latina. E la Chiesa sarebbe davvero universale. Alberto Giannino [Data pubblicazione: 17/04/2005].
(Padania, La del 17/04/2005)
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