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| Corruzione e sesso, guai per vescovo ortodosso in Grecia |
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| E' accusato anche di aver intrecciato una relazione omosessuale con un giovane |
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| Sabato 02 Aprile 2005 |
| di La Gazzetta del Mezzogiorno |
| in Religione |
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Il vescovo metropolita dell'Attica Panteleimonas - sospeso dalla sue funzioni due mesi fa dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia dopo essere stato travolto da uno scandalo - sarà processato con l'accusa di appropriazione indebita
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ATENE - Il vescovo metropolita dell'Attica Panteleimonas - sospeso dalla sue funzioni due mesi fa dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia dopo essere stato travolto in uno scandalo di corruzione e sesso che ha scosso gli ambienti religiosi del Paese - sarà processato con l'accusa di appropriazione indebita. E' accusato - tra l'altro -di aver rubato le elemosine di un convento nell'Attica orientale e a denunciarlo sono state le suore dello stesso convento. Lo riferisce oggi con evidenza la stampa greca secondo cui il Consiglio dei giudici della Corte di Appello ha deciso che Panteleimonas dovrà comparire in giudizio per rispondere della sottrazione di oltre 100 milioni di dracme (pari a 300.000 euro) dalle cassette per le elemosine del convento di Ossios Ephraim di Nea Makri, nell'Attica orientale, tra il 1996 ed il 1997. Le accuse - che comprendono anche l'appropriazione indebita di fondi statali in quanto il denaro ricevuto in elemosina è soggetto a tassazione - sono venute in seguito a indagini avviate dopo una denuncia presentata nei confronti dell'alto prelato dalle monache del convento. Una successiva ispezione per accertare lo stato patrimoniale di Panteleimonas ha rivelato che il metropolita possiede oltre tre milioni di euro depositati in diversi conti bancari. Lo scandalo era scoppiato a metà gennaio quando Stelios Vorinas, giornalista di una Tv privata, dopo aver raccolto foto, testimonianze e registrazioni ha portato tutto in tribunale dove queste prove hanno inchiodato sul banco degli imputati diversi giudici, avvocati e preti accusati di collusione per proteggere trafficanti di droga, boss della prostituzione e influenzare persino elezioni interne alla Chiesa greco-ortodossa. Lo scorso 4 febbraio, il Santo Sinodo (la massima autorità religiosa ellenica), dopo una riunione durata sei ore, aveva sospeso il vescovo riservandosi di conoscere i risultati di un'indagine a suo carico scaturita da una serie di accuse secondo cui sarebbe stato coinvolto in un giro di 'mazzettè versate a vari magistrati per 'addomesticarè processi che vedono coinvolti trafficanti di droga, avvocati e altri esponenti della Chiesa. L'alto prelato è inoltre accusato di detenere un imprecisato numero di azioni di compagnie off-shore (mai dichiarate al fisco) e di aver intrecciato una relazione omosessuale con un giovane, rapporto che sarebbe documentato dalla registrazione di un'esplicita conversazione telefonica il cui testo è stato di recente reso di pubblico dominio. Panteleimonas, da parte sua, ha sempre respinto le accuse e si è tenacemente opposto alle pressioni esercitate dalla Chiesa greco-ortodossa che gli ha chiesto di dimettersi prima di arrivare all'espulsione, qualora fosse riconosciuto colpevole delle accuse mossegli. Negli ultimi mesi, il Santo Sinodo ha costretto un altro vescovo alle dimissioni (sempre a causa di uno scandalo a sfondo omosessuale) e sta tuttora conducendo sei inchieste su altrettanti vescovi accusati di presunti reati di varia natura. Tra questi sei, c'è un altro Panteleimonas - vescovo di Corinto - che è accusato di aver sottratto alle casse della Chiesa 300.000 euro provenienti, fra l'altro, dai fondi destinati ad un orfanotrofio femminile e ad una casa di cura per anziani. 1/4/2005.
(Gazzetta del Mezzogiorno, La del 01/04/2005) Questo articolo ha ricevuto 235 visite.
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