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| Giovanni Mapelli: Il nuovo libro di Papa Wojtyla non ci piace |
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| Il coordinatore del Centro Studi Teologici di Milano commenta l'uscita del testo omofobo del Santo Padre |
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| Giovedì 24 Febbraio 2005 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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Che il libro di Papa Wojtyla non ci piaccia affatto non sarà certo una novità: del resto dentro il testo scritto dal Papa non vi sono novità particolari, a parte qualche aneddoto sulla vita personale e sull'attentato del 1981.
Per il resto, oltre ad un'articolata dissertazione sui "massimi sistemi", con accenti filosofici, le posizioni ribadite sono sempre le stesse e fanno capo a tre o quattro tormentoni che ritornano sempre:
- la "cultura della morte" di cui la modernità sarebbe portatrice
- l'aborto da paragonare a un genocidio o alla Shoah
- la verità sull'uomo e sulla famiglia (verità ontologica e antropologica di cui la Chiesa è detentrice assoluta)
- il rifiuto di ogni apertura alle istanze attuali viste come "il male"
Non è la parola di Papa RONCALLI, che in tutti i suoi scritti ed interventi non indulgeva mai a visioni cupe o apocalittiche, o che usava il suo Munus petrino (il servizio di Pietro cioè del papa) per condannare a destra e manca, come fa' il papa polacco: dalle encicliche di Roncalli, in primis la Pacem in terris, fino ai documenti conciliari, il tono non era mai di reprimenda, questo tono invece è stato ripreso da questo Pontefice che ogni voltà esprime un cristianesimo come "sfida" come "attacco" contro "nemici" costruiti ad hoc.
Neppure PAOLO VI era uso servirsi di facili condanne, poichè i suoi interventi erano sempre un confronto dialogico e dialettico con l'ipotetico interlocutore e si respirava negli scritti montiniani una sorta di grande rispetto ed alta considerazione dell'interlocutore stesso e delle problematiche in cui l'umanità viveva.
Lo stile di Wojtyla è di tutt'altra specie: abituato come è a confrontarsi con la sordità di gerarchi e regimi comunisti in Polonia, è divenuto sordo anch'esso poichè predilige inveire con forza anzichè porsi domane: ecco un pontificato che non si è posto alcuna domanda (non retorica ma reale), dunque un pontificato che è quello delle certezze (presunte e presupponenti)... che al silenzio di Dio (di cui parlano sia la scrittura che tanti autori moderni e che citava spesso anche il cardinale Martini ) si è preferito il papa che parla su tutto e di tutto, che ha una cosmologia pronta, un'antropologia già confezionata, una dottrina già fissata, una disciplina precostituita: insomma un mondo quadrato dove tutto è regolare, tutto uguale come una somma algebrica e guai a mettere anche soltanto un elemento fuori posto.
Il papa di oggi pretende poi che la politica faccia vigere questo mondo che lui ritiene "il migliore dei mondi possibili", dove la sessualità (bestia nera del pontificato) è destinata solo agli eterosessuali, sposati in chiesa, per poter far figli (più se ne fa' e meglio è) e tutto il resto è visto alla stregua di peccato e di adulterio o fornicazione, dai normali rapporti di coppia tra due giovani non sposati, ai divorziati , o conviventi per non parlare delle coppie omosessuali, e su su fino alla procreazione assistita e alla ricerca scientifica sulle cellule embrionali.
In un calderone unico Wojtyla le bolla come conseguenza della "nuova ideologia del male" che i Parlamenti nazionali (falsamente democratici dice lui) approvano e sotengono....
Dietro a questo pensar nero (umore nero) ci sta il pessimismo teutonico del suo cardinal Ratzinger e di altri teologi alla Caffarra , per intenderci: tutta gente profondamente dilaniata dall'insofferenza per l'emancipazione dell'uomo moderno dal potere della Chiesa, da quello religioso e da quello politico che ancora la gerarchia riesce ad imporre in Italia.
La "politica" di Ratzinger, di Wojtyla e dei teologi dell'Opus Dei è fallita in tutta l'Europa e se negli USA riscuote qualche successo grazie all'ignoranza religiosa dell'attuale presidente Bush, che fa' il paio con l'imperversare di Chiese e sette reazionarie e conservatrici, qui da noi ormai è come un "reperto da museo", che soltanto poveri politici senza identità propria cercano di asservire per chissà quale basso calcolo elettorale o di meschino poterucolo.
Il pontificato wojtyliano si chiude su di uno scenario tragico, cataclismi reali, come quello dello Tsunami che veramente interpellano sulla presenza di Dio nel mondo e sul male vero, quello della morte, della malattia e delle tragedie di popolazioni che in pochi minuti vengono spazzati via dalle forze cieche della natura, dove della Provvidenza divina proprio non si vede neppure l'ombra e si chiude anche sulla guerra dissennata che un megalomane presidente degli Stati Uniti, contro tutto e tutti, in nome del Bene contro il Male (in questo una specie di concorrente con la missione di Wojtyla) ha inaugurato e che minaccia di esportare in Iran ed in Siria o in Corea.
La Chiesa cattolica, nonostante il papa dalla vena poetica e di scrittore, versa in condizioni pessime, dagli scandali enormi della pedofilia in America e in Europa, frutto di decenni di sordità per le istanze al cambiamento e sulla necessità di riforme dentro la Chiesa e la disciplina autoritaria del celibato e della castità.
Le vocazioni religiose languono,in calo ovunque, e vi sono istituti femminili e maschili che chiudono silenziosamente, il disagio di preti e suore è notevole, in aumento le defezioni, e i preti e religiosi che lasciano e si sposano, oltre 350 mila nell'ultimo decennio in tutto il mondo.
I vescovi sono ridotti ad esecutori del Vaticano, come i prefetti del governo, senza alcun diritto di autonomia e di decisione sulla pastorale e sulla riforma da intraprendere.
Chi si è azzardato a fare qualche riforma è stato richiamato, processato e poi magari anche destituito.
Per non parlare dei teologi che hanno subito processi e condanne ad opera della nuova Inquisizione del cardinale Ratzinger e di monsignor Bertone e di monsignor Amato.
Nella Chiesa non c'è nè libertà di parola, nè quello di espressione: l'unica libertà è quella di condanna che esercita il papa, la sua curia e a volte il vescovo diocesano per ordine della Santa Sede.
Gli amici più fidati di dittatori feroci e spregiudicati come Pinochet e Videla, del Cile e dell'Argentina, degli anni '70 con incarichi nelle diplomazie di quei paesi , ora sono al fianco del papa nella Curia romana in segno di premio : il cardinale Sodano, segretario di Stato, e il cardinale Laghi, soltanto per citarne due ultimi, dopo che il Vaticano aveva già fatto emigrare i gerarchi nazisti in America latina nel dopoguerra e mantenuto una diplomazia ed un episcopato filofascista per decenni.
Gli scandali di prelati, in varie parti, non ultimo quello del cardinale Giordano, sono stati trattati con una accondiscendenza sospetta e preoccupante, come a voler scongiurare ricatti da parte di ecclesiastici a conoscenza di altri gravi fatti finanziari,o per la chiacchierata concessione di nomine fatte dal papa e dal suo segretario su corresponsione di somme ingenti per raccolte di danaro da inviare in Polonia per il sostegno al sindacato Solidarnosc durante la rivoluzione polaccca, ed altri poco chiari movimenti di danaro che coinvolsero lo IOR , la Banca vaticana.
Il papa chiede "perdono" anche per la connivenza con quei regimi, ma lo fa' a regimi decaduti, quando non costa più nulla, dopo d'averli sostenuti per anni (vedi la Tertio Millennio Adveniente ).
La Chiesa cattolica in 27 anni di pontificato è tornata al Concilio di Trento, saltando a piè pari il Concilio Vaticano II , e recuperando lo spirito del Concilio Vaticano I , quello del dogma dell'infallibilità pontificia e del Sillabo di Pio IX, che dichiarava eretiche (anatema) tutte le nuove acquisizioni della modernità.
Si beatifica Giovanni XXIII per imbalsamarlo insieme alla beatificazione di Pio IX, renderlo innocuo e mummificato,e per volgere lo sguardo sempre più al passato, poichè là vi si individuano acriticamente e per comodo ogni bene, positività, fede e coerenza, autenticità , mentre nel futuro soltanto minacce, perversioni e distruzione.
Il libro inquestione "Memoria e identità" è un libro nostalgico di tempi andati che non sa stare al passo con la contemporaneità dove le persone sono soggetti liberi, con una testa pensante, con una sensibilità nuova, non inglobata dentro schemi prefissati e precostituiti da tradizione, da istituti cattolici e da dottrine oppressive.
Va in frantumi tutta l'educazione cattolica che voleva irreggimentare le nuove generazioni, che , se in qualche misura sentono parlare incuriositi di "valori" e di "riscopeta dei valori", e magari anche numerosi corrono ai raduni papali, poi fanno quel che meglio credono e si guardano bene dal seguire i dogmi e le prescrizioni che Wojtyla pretendono di imporre loro.
Ci si trova così in una schizofrenia pura della Chiesa e del suo magistero, ormai divenuto soltanto autoreferente con documenti che si parlano addosso e citano uno l'altro: i giovani sostengono il papa, mentre i prelati e monsignori che osservano la scena si freagano le mani contenti (alla maniera di Bruno Vespa) e nella Chiesa tutto va' in ruina cioè (come disse Gesù a Francesco di Assisi) non c'è nessuno che corra a riparare un istituto vetusto che va in pezzi e che soltanto rifacendolo dalle fondamenta si può sperare non cada su se stesso.
La perestroika e la glasnost, rinnovamento e trasparenza sono oggi più che necesari alla Chiesa, un Gorbacev è necessario sulla cattedra di Pietro, poichè la cecità dei gerarchi cattolici sta portando la Chiesa stessa alla sua morte
progressiva per eccesso di disciplina, documenti, chiusure , ostilità e linguaggio astruso ed odiosamente reazionario e fascistoide.
Il linguaggio clerico - vaticano è un concentrato di perbenismo, moralismo, devozionismo, luoghi comuni, affettazioni diplomatiche e curiali, che hanno come scopo il mantenimento del potere secolare perpetrato con mezzi anche diametralmente opposti allo spirito evangelico: i funzionari di Dio (come li chiama Drewerman nel suo libro omonimo) sono spietatamente occupati a garantire, come i funzionari del regime comunista, il loro potere e le loro prerogative, e sono sempre più una casta di inavvicinabili personaggi che controllano tutto dalle diocesi alle parrocchie.
I documenti emanati dalle Congregazioni che sono i ministeri vaticani sono dictat che calano dall'alto, non sono di agevole lettura nè di agevole applicazione concreta, sono norme il più delle volte talmente rigide da essere ridicole e grottesche.
Ma è sulla modernità non sullo sfascio della Chiesa che il papa e il suo libro puntano il dito, come se a governarla in
27 anni ci fosse stato un altro, con la stessa candida ingenuità di chi fa finta di non vedere.
E quindi inveendo contro il mondo, cattivo, brutto, perverso, e osceno, tutto dedidito al male e a violare la "legge di Dio" (che solo Ratzinger il papa e pochi conoscono a memoria), il pontefice, abile manipolatore di media e di masse, e abile comunicatore in tempi di sudditanza di uomini poltici, di giornalisti e di intellettuali, ecco che distoglie lo sguardo suo e fa' togliere il nostro dai mali reali della Chiesa cui non si è voluto per troppo tempo metter mano, con una sordità totale verso ogni ragionevole e moderata proposta.
Per supplire a ciò si coprivano tutte le magagne con trionfalismi faraonici fuori luogo e spettacolari come durante il Giubileo del 2000, o anche con personalismo wojtyliani di pessimo gusto (salire su una Ferrari scoperta, indossare copricapi di ogni genere, e tutta una serie di "baracconate" che null'altro hanno come scopo che quello di stare al centro della scena a tutti i costi)
La Memoria è quella di una vita lunga e di un pontificato tra i più longevi, che però non ha giovato alla salute della Chiesa in massima parte, e mentre allora , agli esordi del pontificato si andava a sciare e tutti gridavano al "papa
moderno", non vedendo tutto il contenuto reazionario e conservatore di questo uomo venuto dalla Polonia, adesso con una infermità paralizzante evidente, si pretende di non avvedersi della realtà (bastino le parole del portavoce vaticano Navarro Valls ad esempio...) e di tenere in piedi tutto uno scenario maestoso che non regge più, e che si trascina come il corpo stesso della Chiesa in una lenta ma inesorabile agonia.
L'Identità è quella di chi ha puntato sulla propria per fare a pugni con quella degli altri,nonostante i tanti apppelli al dialogo tra le religioni, soprattutto le identità deboli, quella delle donne nelle realtà sociali e degli omosessuali
Identità che si è opposta agli altri, perfino con documenti contro i protestanti e contro gli ebrei, e a volte anche i musulmani.(vedi la Dominus Jesus)
Sugli omosessuali un capitolo a parte : colui che passerà alla storia forse come il più "omofobo dei papi", non ha usato mezze misure... nei suoi documenti ispirati dai soliti noti ha usato parole che si usavano ai tempi di Hitler verso omosessuali e verso minoranze ritenute minaccie della civiltà: "disordine morale" , "contrari alla legge naturale", "contrari alla legge di Dio " , "espressione di ideologie del male", "che minano la società alle sue basi"...e via tacendo...
Omosessuali, usati per fare una discriminazione sessuale vergognosa e feroce,negli anni 2000,mentre tutto il mondo faticosamente sta cercando di voltare pagina, poichè si dichiara da chi vuol parlare in nome del Cristo che la santità del matrimonio e della famiglia è minacciata e ferita da queste persone la cui unica colpa è di voler vivere insieme pubblicamente e giuridicamente riconosciuti dalla società civile, come ogni cittadino titolare di diritti inalienabili.
Una sessualità santa, per diritto e per dogma, santa in sè per conformazione biologica e corporea, e benedetta da Dio e un'altra reproba e perversa da umiliare perchè in sè strutturalmente inferiore o malvagia, moralmente insana: in una parola sbagliata per sua natura e maledetta da Dio.
La prima quella eterosessuale, la seconda quella omosessuale.
I gay da cacciare dal matrimonio e dai seminari: nè possibilità di sposarsi, nè possibilità di divenire preti o religiosi
(vedi documento sul divieto di ordinare preti gay emanato dalla Congregazione per gli istituti religiosi voluto dal papa)
Mai una parola di comprensione nè di umana solidarietà verso i gay e le lesbiche in 27 anni di pontificato, al di là di qualche invito generico "alla non discriminazione" - parola svuotata di senso dall'atteggiamento persecutorio e dagli atti e documenti concreti ripetutamente partoriti dal Papa e dalla sua Curia -solo parole dure come i sassi lapidari di cui parla la vicenda evangelica, e continui inviti alla società e alle autorità civili all'emarginazione degli omosessuali, alla stessa stregua di ciò che si fece con i ghetti ebraici e con le leggi razziali in tempi diversi, quando allora di gay non si parlava nemmeno.
Destinati - teologicamente - ad una vita di abnegazione e di rinuncia, ad una vita privata di diritti e dignità.
ECCO IL LIBRO DEL PAPA E' UN LIBRO CHE NON CI CONVINCE, UN LIBRO CHE OLTRE A PORTARE NELLE CASSE PAPALI TANTI SOLDI PER I DIRITTI DI AUTORE COME GLI ALTRI 4 PRECEDENTI, SERVIRA' ANCORA UNA VOLTA A RILANCIARE UN'IMMAGINE ACRITICA ED ELOGIATIVA DI UN UOMO E DI UN PONTIFICATO SUL QUALE GRAVANO TREMENDI E SERI INTERROGATIVI.
"Ab omnibus maliis libera nos Domine...!"
"Da tutti i mali liberaci o Signore...!" anche da quelli dei tuoi stessi Pastori...
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