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| Vescovo gay, Canterbury critica gli Usa |
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| "Non parlare un linguaggio comune. Non avere delle referenze comuni è un danno per la nostra Chiesa" |
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| Venerdì 18 Febbraio 2005 |
| di Corriere della Sera |
| in Religione |
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«Non parlare un linguaggio comune. Non avere delle referenze comuni è un danno per la nostra Chiesa e questa storia avrà sicuramente delle pesanti ripercussioni. Potrebbe farci molto male». L’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ha voluto così esprimere tutto il suo dissenso sulla decisione della Chiesa Episcopale degli Stati Uniti di nominare un vescovo dichiaratamente omosessuale. E’ successo nel New Hampshire. Gene Robinson, che vive apertamente una relazione gay da molto tempo, non l’ha mai tenuta nascosta. Tantomeno al momento della sua consacrazione nel 2003. E la vicenda ha finito col fare scalpore nell’intera comunità anglicana. Ma, soprattutto, ha creato una vera e propria divisione fra chi si dichiara a favore di Robinson, cioè i liberali, e i conservatori, che invece avrebbero fatto volentieri a meno di questo scandalo annunciato. La discussione è aperta: si può o non si può accettare una cosa del genere? I leader delle chiese nazionali si riuniranno la prossima settimana proprio per discutere della questione adesso apertamente sollevata da Canterbury e per valutare un rapporto preparato dall’arcivescovo irlandese Robin Eames. Il dossier di Eames critica soprattutto il fatto che Robinson sia stato eletto dalla Chiesa Episcopale senza che fossero state consultate prima tutte le altre parti della comunità. Molto critico invece l’arcivescovo di Canterbury, leader spirituale della Chiesa Anglicana e delle sue 38 chiese collegate: «Le conseguenze saranno serie. E non possiamo nemmeno pretendere di non pagare alcun costo reale». Questo articolo ha ricevuto 210 visite.
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