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| Spagna, zapatero. Parla Camino, segretario della Conferenza episcopale di Madrid |
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| La chiesa spagnola contro i matrimoni gay |
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| Sabato 29 Gennaio 2005 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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L´INTERVISTA
I cattolici su molti temi la vedono in modo opposto al premier: "Ma molti suoi elettori sono a disagio"
"La Spagna non è solo Zapatero ecco perché il premier esagera"
le riforme I socialisti hanno vinto con un programma, ma stanno andando oltre. Sono ostaggio della sinistra? Lo dicono in molti....
il matrimonio gay Non siamo stati noi a organizzare le proteste, ma padri di famiglia, genitori, laici e cattolici. Dovremmo impedire la libertà d´azione?
DAL NOSTRO INVIATO
CONCITA DE GREGORIO
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MADRID- Lo considerano un giovane, ai vertici delle gerarchie ecclesiastiche a 50 anni sei un bebè. Lo temono, perché se è diventato portavoce della Conferenza episcopale a 48 qualche ragione ci dev´essere. Si dice che sia l´uomo di Ratzinger in Spagna, e se Ratzinger dovesse diventare Papa ecco allora che parecchia della considerazione preventiva di cui gode si spiega.
Gesuita, studi in Germania. Ottimo conoscitore dell´Opus Dei. «Nella tradizione della Chiesa spagnola gli studi superiori si compiono in Germania, o in Italia: in Italia è più facile. Per la lingua, per il clima, per la consonanza istintiva. La cultura tedesca è sempre una montagna da scalare». Juan Antonio Martinez Camino, portavoce della conferenza episcopale spagnola, ha scalato. Come il cardinale Rouco Varela, il presidente della Cee, parla e scrive un tedesco corretto. Pregi: l´intelligenza scintillante e la risposta tagliente. Difetti: gli stessi. Il gusto per la battuta senza rete lo ha portato due volte negli ultimi due mesi a un passo dall´incidente diplomatico. La prima quando ha attaccato il separatismo dei vescovi baschi, per tradizione una spina nel fianco della chiesa iberica. La seconda quando ha detto che in fondo il preservativo si può anche usare in caso di Aids.
Sconfessione da Roma, smentita e doppia smentita: non si usa, è immorale. Si rompe, è anche tecnicamente inutile. Poi il Papa ha detto le cose che lui dice da mesi, dieci mesi per l´esattezza: dall´insediamento di Zapatero. Che il laicismo del nuovo governo socialista non ha rispetto della cultura cattolica del paese, che è una sventura. Che il matrimonio gay è inaccettabile, che la famiglia deve essere difesa con una politica solidale, e di sostegno. Che l´insegnamento della religione dev´essere un fondamento dell´educazione dei fanciulli. Perciò oggi Martinez Camino è in silenzio stampa: deve preparare i lavori di una riunione che inizia a giorni, è al lavoro nel suo ufficio. Occhi chiari, fossetta nel mento. «Sottoscrivo fino all´ultima parola il discorso di Giovanni Paolo ll», si limita a dire. Poco prima che si chiudesse nel silenzio avevamo conversato a lungo. «Non ho cambiato idea, quella è la mia opinione».
Padre Camino, lei è coetaneo del primo ministro Zapatero. Siete cresciuti negli stessi anni nella stessa Spagna.
«L´età anagrafica che peso può avere? L´uomo, come diceva Ortega y Gasset, è le sue circostanze. Le mie circostanze e quelle del signor Zapatero sono molto diverse. Non è nemmeno esatto dire che siamo cresciuti nello stesso luogo. Mentre io studiavo all´estero lui si laureava a Leòn. Ma lasci stare, potrebbe risultare offensivo».
Perché Leon è una piccola città di provincia? Intende dire che Zapatero non ha una formazione culturale all´altezza dell´incarico che ricopre?
«Non esprimo giudizi. Il signor Zapatero è il presidente del consiglio di questo paese, posso tutt´al più conversare della sua politica».
Facciamolo. E´ il demonio, l´Anticristo come scrivono i vostri giornali?
«Non so quali siano quelli che lei chiama i nostri giornali. Il primo ministro ha in animo di portare a compimento una serie di riforme che non erano nel suo programma elettorale. Dice che sta solo compiendo le promesse, ma sta invece andando molto oltre. Molti, non io, dicono che sia influenzato dalla sinistra che ne determina la maggioranza parlamentare».
La tesi dei cattolici è che sia ostaggio dei separatisti, dei baschi dei catalani e dei galleghi. Che Carod Rovira, il leader di Esquerra repubblicana, lo tenga in scacco perché senza i suoi voti non avrebbe i numeri.
«Ho sentito. Se ne parla molto».
Si dice anche che abbia vinto le elezioni sull´onda emotiva dell´attentato dell´11 marzo.
«E´ un fatto di cronaca, non un´opinione».
Parliamo della manifestazione di piazza contro il matrimonio gay che avevate annunciato e poi disdetto.
«Non mi risulta che la Chiesa abbia mai organizzato alcuna manifestazione».
Organizzazioni come Noesigual, «non è uguale» essere eterosessuale o omo, e altre associazioni cattoliche avevano convocato l´appuntamento.
«Non sono associazioni cattoliche, sono forum di laici e cattolici. Padri di famiglia, genitori che si battono per la tutela del matrimonio, dell´insegnamento religioso a scuola. Potremmo impedire la loro libertà d´azione?».
Potreste, volendo, dissuaderli o incoraggiarli. Di fatto la manifestazione non c´è stata. Avevate paura di essere pochi?
«Non so rispondere a questa sua domanda, non sono un esperto di masse protestatarie. Sento il malumore crescere dalla società. Di questo posso testimoniare. Sono anche convinto che un tavolo di trattative col governo sia più utile di una sfilata».
I tavoli di trattative però sinora non hanno dato esito. Il ministero della Sanità ha appena lanciato una campagna per l´uso del preservativo.
«Il governo risponderà agli elettori. Noi abbiamo a cuore i fedeli».
Non sono le stesse persone?
«In grandissima parte, a dispetto di quel che pensa chi guida l´esecutivo. Ci sono molti cattolici anche fra i socialisti, a disagio».
Lei ha detto che molte leggi sono ingiuste anche se le approva una maggioranza.
«Confermo».
Ha detto che il film di Amenabar, Mar Adentro, dà una rappresentazione dell´eutanasia distorta.
«Confermo. Le associazioni dei tetraplegici si esprimono sistematicamente contro chi vuole farli apparire come persone che non vogliono vivere».
Siete in crisi di vocazioni? Avete i seminari vuoti?
«Propaganda. Può fare un´escursione se vuole».
Lo ha detto al Papa uno dei vostri vescovi. Dipende dal fatto che l´insegnamento della religione a scuola non è più quello d´una volta?
«La libertà dell´insegnamento religioso è un diritto che il governo non può negare».
Chiedete soldi, e preti a scuola.
«No. Chiediamo tutela della famiglia. Delle libertà individuali. Chiediamo che sia riconosciuto che il matrimonio è l´unione fra due persone di sesso diverso. Che chi fa figli sia sostenuto e aiutato a crescerli. Che si ascolti la società anziché pretendere di cambiarla».
La società è già cambiata. L´ondata migratoria di fatto ha trasformato al chiesa cattolica in una delle chiese.
«Anche questo è un tema. La società multirazziale merita attenzione e solidarietà, ma questo non può avvenire a discapito dell´identità culturale di chi accoglie».
E´ un ragionamento sul crinale del razzismo. Anche i tifosi di calcio...
«No guardi. Su Zapatero mi posso applicare, ma sulle battute dell´allenatore della nazionale di calcio mi rifiuto. Di Aragonès, sia gentile, non parlo».
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