 |
| Scalfari risponde, Buttiglione, bocciatura politica |
 |
| (la religione non c'entra) |
 |
| Domenica 07 Novembre 2004 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
|
 |
|
Voi dite che non c'è a Bruxelles un pregiudizio anti-cattolico e anzi-italiano ma questa vostra tesi non regge. Non s'era mai visto il caso d'un Parlamento europeo che boccia la nuova Commissione all'inizio del suo percorso a causa di un'impuntatura su una battuta. Forse infelice, ma certo non sostanziale. Vediamo attentamente come è nata la frase incriminata di Rocco Buttiglione. Gli è stato chiesto come si sarebbe comportato su uno dei punti essenziali del suo incarico, quello di eventuali dìscriminazioni effettuate ai danni di minoranze etniche o per ragioni religiose o per comportamenti sessuali. Buttiglione ha risposto: mi comporterò come prescrive la Costituzione europea e cioè sarò contro ogni discriminazione. Gli è stato poi chiesto quale fosse il suo pensiero sulle unioni tra gav ed ha risposto: come cattolico le considero un peccato, ma nel mio ruolo di membro della Commissione ripeto che mi comporterò secondo le direttive europee e la nostra Costituzione. Questa è la sostanza dell'episodio. Su questa base sarebbe stato impossibile montare un caso politico a Strasburgo e se lo si è fatto risulta chiaro che i motivi sono altri. Quali? Pregiudizio anticattolico e contro il governo italiano di cui Berlusconi fa parte.
Lazzaro Dossi Milano
La penso diversamente da lei, signor Dossi e le elenco i motivi. 1. Buttiglione non ha detto solo le parole da lei e da tutti i giornali riferite. Ha anche parlato, fuori dall'audizione ma negli stessi giorni e pubblica mente, delle ragazze-madri, del ruolo della donna nella famiglia, sostenendo tesi comprensibili nella dottrina della Chiesa ma ormai largamente disattese
e superate anche dai cattolici e comunque dalla società europea nel suo complesso. 2. Il tema delle discriminazioni ai danni di minoranze in genere e degli omosessuali in specie dà luogo inevitabilmente ad un lavoro di interpretazione e a spazi discrezionali molto ampi da parte di chi deve applicare direttive e normative. E evidente che quando Buttiglione assicura che si atterrà alle direttive della Costituzione, applicherà a quelle indicazioni un suo criterio restrittivo e non certo un criterio permissivo. Questo non dà fiducia ad un vasto settore di parlamentari europei. 3. La probabilità che il Parlamento bocci un singolo Commissario o addirittura l'intera Commissione è prevista con precise norme procedurali nella Costituzione europea. Nel caso specifico del resto il Parlamento non ha indicato soltanto Buttiglione, ma anche altri quattro Commissari di varia nazionalità e di vario credo religioso, come non adatti e quindi non graditi. Si tratta dunque d'un mancato gradimento molto più generale, non limnitato alla vicenda Buttiglione. 4. I parlamentari europei si sono in maggioranza schierati contro l'acquiescenza scenza di Barroso di fronte alle indicazioni dei governi. I governi indicano i loro candidati a Bruxelles, il presidente della Commissione può accettarli o proporre altri nomi. Il Parlamento a sua volta deve approvare le scelte affinché la Commissione possa entrare in funzione. Si tratta dunque d'un procedimento complesso ma si contesta a Barroso d'essere stato succube di fatto alle indicazioni dei governi che non sono e non possono essere tassative. Di qui lo scontento del Parlamento e la minaccia di bocciare l'intera Commissione. Come vede, signor Dossi, la questione è parecchio più complicata di quanto lei pensi. La verità per quanto riguarda il nostro governo è che la scelta di Buttiglione era sbagliata, tanto più nel ruolo assegnatogli da Barroso. La mediocre conclusione di questa mediocrissima vicenda è stata questa: il Parlamento ha concesso a Barroso un mese per riformulare integralmente l'equilibrio e le deleghe della Commissione; nel frattempo ha chiesto a Prodi di accettare la proroga di un mese della sua carica di Presidente insieme a tutti i suoi Commissari. Inutile dire che il nostro governo e Buttiglione escono con le ossa rotte da questa vicenda, cosa che come italiano non mi fa affatto piacere. Ancora un'osservazione per sua utilità, signor Dossi: Mario Monti, cattolico osservante da sempre, è stato per otto anni Commissario europeo riscuotendo in Europa unanime apprezzamento. Parlare di pregiudizio anticattolico a Bruxelles è dunque frutto di menti disturbate o politicamente manipolate. Mi scusi di questo mio giudizio, che non è diretto personalmente alla sua persona ma registra fatti oggettivi. »
Questo articolo ha ricevuto 188 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|