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| Buttiglione. L'integralismo USA come occasione per far nascere in Italia un cattolicesimo fanatico |
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| Al teatro Nuovo di Milano Bottiglione battezza l'integralismo organizzato italiano |
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| Venerdì 05 Novembre 2004 |
| di Ansa |
| in Religione |
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DOPO CASO BUTTIGLIONE SPUNTA IL NEOCON ALL'ITALIANA
VOTO USA DA' LA SPINTA, DOMANI FERRARA CON LA 'STREGA CATTOLICA'
di Marcello Campo (ANSA) - ROMA, 5 NOV - Una area culturale cattolico-liberale, un neocon all'italiana, in cui possano avere piena cittadinanza i principi e i valori rivendicati da Buttiglione, quelli che gli sono costati la bocciatura al Parlamento Europeo e che hanno spinto invece alla vittoria George W.Bush grazie alla mobilitazione dell'elettorato repubblicano della America piu' profonda.
Nessuno esplicitamente parla di un nuovo partito, tuttavia in molti stanno riflettendo sulla possibilita' che attorno a queste spinte possa sorgere qualcosa di nuovo. Ed e' gia' tutto un fermento di iniziative. Domani mattina, al Teatro Nuovo di Milano si terra' un convegno promosso dalla rivista ''Tempi'' dal titolo esplicativo ''La strega cattolica'', che vedra' di fatto il ritorno di Rocco Buttiglione sulla scena politica dopo la bocciatura europea, assieme a Giuliano Ferrara, la cui linea da tempo e' quella che ''un giornale non basta piu''' e pensa alla costruzione di un movimento.
E non e' certo un caso dunque che ''Il Foglio'' di domani pubblichera' un intervento del ministro centrista sul voto americano, in cui Buttiglione ricorda come la democrazia americana sia nata ''amica della religione''. ''I padri fondatori - scrive Buttiglione - non vollero costruire alcuna Chiesa di Stato. Tuttavia ritenevano che una democrazia abbia bisogno di virtu' che lo Stato non e' in grado di produrre e che sono in genere riprodotte dalle religioni. Stato e Chiesa sono separati, ma e' bene per lo Stato che ci siano le Chiese e il loro messaggio - osserva Buttiglione - gode di un livello elevato di riconoscimento pubblico''. E tornando al voto, Buttiglione conclude che i democratici non riavranno la Casa Bianca fino a quando ''non faranno una svolta verso il centro e non diventeranno un po' meno il partito di Hollywood e un po' piu' il partito della gente comune''.
Sempre domani, in una convegno con caratteristiche piu' politiche, la Fondazione Liberal affrontera' gli stessi temi. Il loro scopo e' quello di fare un nuovo passo avanti verso il Ppe in Italia, ma la presenza di Michael Novak, presidente dell'American Enterprise Institute, indica che si parlera', e molto, di Bush e delle ragioni della sua vittoria.
Gia' stamane, in un' intervista al ''Corriere della sera'', Buttiglione parla della creazione di un ''gruppo a difesa dei valori cristiani''. Nessuno nell'Udc crede che siamo alla vigilia di una scissione nel partito guidata dal filosofo. Anche nei colloqui dell'altro ieri con Casini, e di ieri con Follini, Buttiglione avrebbe escluso questo sbocco e si sarebbe limitato a chiedere maggior collegialita' nelle scelte future ai vertici del partito. Tuttavia, l'insistere su questi temi e le analisi sul voto Usa, rilanciano il dibattito sulla rappresentanza politica dei cattolici italiani. ''Il caso Buttiglione - commenta Gianfranco Rotondi - ripropone un paradosso tutto italiano. La questione cattolica non viene percepita in tutta la sua gravita' dagli eredi della Dc di destra e di sinistra. A farne oggetto di un dibattito approfondito sono oggi degli intellettuali laici come Ferrara, Panebianco, Mieli e, su tutti, Marcello Pera. I cattolici della Cdl, cioe' l'Udc, hanno minimizzato questa vicenda con un pizzico di snobbismo. I cattolici di sinistra hanno preferito deridere Buttiglione accontentandosi di vedere la sconfitta di un alleato di Berlusconi''. Non e' quindi un caso, seguendo questo ragionamento, che a fianco di Buttiglione ci sia Giuliano Ferrara, il cui giornale lancio' un'appello a favore del filosofo e che ''al buio'' scommesse sulla vittoria di Bush.
Per capire quanto interesse ci sia su questo tema basta leggere le dichiarazioni odierne del Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini. Nell'analisi del voto americano - argomenta Casini - si e' sottovalutato il ruolo che hanno avuto i tanti referendum su vari temi che coinvolgono la coscienza cristiana, dai matrimoni gay alla ricerca sulle cellule staminali: ''La consultazione su questi quesiti ha fatto emergere una societa' americana ancorata a difesa di alcuni valori fondamentali. Siamo di fronte - osserva Casini - a un voto pieno di motivazioni ideali e di valori di cui la societa' statunitense e' profondamente intrisa. E questo e' un segnale democratico importante per tutto il mondo libero. Questo - sottolinea Casini - lo si dimentica in Europa ed in Italia''.
Da un altro punto di vista anche D'Alema, ieri, in un intervista in cui metteva in guardia la sinistra dal rischio di una sterile radicalizzazione, sottolineava come il rapporto con i valori cattolici sia al centro anche in Italia del dibattito politico. Il recupero delle radici cristiane nella Costituzione Ue, l'attacco di Pera all'Europa ''senz'anima'', sino al caso Buttiglione, per D'Alema confermano ''che anche da noi e' in atto un recupero della dimensione religiosa, presa di peso dal modello dei neo-fondamentalisti americani. Possiamo anche biasimarli - osservava il presidente Ds - ma dobbiamo prendere atto che c'e', e che mette radici nell'opinione pubblica''. E a tutto questo non si puo' rispondere, per D'Alema con ''risposte uguali e contrarie alla chiusura identitaria propugnata dalla nuova destra, perche' per citare Gramsci ''la chiave dell'egemonia sta nel capire le ragioni degli altri...''.(ANSA).
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