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| Chiesa cattolica. Presentato il nuovo catechismo sociale contro coppie gay e nuove famiglie |
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| Del tutto tradizionale è la trattazione dei temi familiari, si esclude ogni riconoscimento delle coppie gay. |
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| Giovedì 21 Ottobre 2004 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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Guerra, tasse, donna e famiglia ecco il Nuovo Catechismo
La Chiesa detta le regole etiche all´uomo e ai governi
"Il soggetto dell´autorità politica è il popolo"
L´autorità non deve dimenticare la morale
Le risorse ambientali non vanno manipolate
Dalla "A" di ambiente alla "V" di vocazioni: l´opera edita dal Consiglio di Giustizia e Pace sarà presentata la prossima settimana. E´ la prima volta
Il compendio di 500 pagine, costato ai porporati sei anni di lavoro, richiama alla democrazia, condanna i conflitti preventivi e ammonisce i legislatori
L´approccio morale in tema di fisco
MARCO POLITI
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CITTA´ DEL VATICANO - E´ pronto il Catechismo sociale della Chiesa. Cinquecento pagine, sei anni di lavoro, una serie nutrita di "voci" partendo da A come abitare a V come vocazioni, con l´ambizione di fornire la proposta cattolica per un "umanesimo integrale e solidale" valido per l´epoca contemporanea e il secolo a venire. E´ la prima volta nella storia della Chiesa cattolica, che viene lanciata un´iniziativa del genere. L´opera, edita dal consiglio Giustizia e Pace e che verrà presentata la settimana prossima al pubblico, fa parte di quei tre pilastri su cui papa Wojtyla fonda l´applicazione pratica della morale cristiana al giorno d´oggi: il Lessico di etica familiare del cardinale Lopez Trujillo, il Catechismo sociale e il Piccolo catechismo che il cardinale Joseph Ratzinger sta ultimando a tappe forzate. Il cardinale Martino, che non ama l´espressione Catechismo sociale ma preferisce usare la parola "compendio", si è spiegato così alla recente Settimana sociale di Bologna: «La sfida non è solo di raggiungere l´uomo nella società, ma di fecondare la società stessa con il Vangelo».
Il compendio si muove a tutto campo: dalla persona umana, all´ecologia, dalla nozione di bene comune alla tavola dei diritti e al principio di sussidiarietà, dalla famiglia al lavoro, dalla politica all´economia, dalla comunità internazionale alla situazione dei popoli indigeni. Fermo è il richiamo alla democrazia. «Il soggetto dell´autorità politica è il popolo», recita il testo, sottolineando (per la personale esperienza che Karol Wojtyla ha fatto dei regimi dittatoriali e autoritari) che al popolo non spetta solo di votare ma anche di controllare l´attività dei governanti e persino di sostituirli qualora non adempiano bene alle loro funzioni. Al tempo stesso i governi non devono pretendere di sostituirsi alla libera attività dei singoli e delle associazioni e in ogni caso devono garantire il pieno rispetto dei diritti individuali e sociali.
Tuttavia i legislatori (e qui si ritrova la radice delle ricorrenti polemiche di Giovanni Paolo II con i parlamenti e l´Europarlamento in particolare) devono sapere che non possono legiferare allontanandosi dalla legge morale. Anzi l´autorità non deve mai dimenticare che la morale «si fonda in Dio, che ne è il primo principio e l´ultimo fine». Non basta il consenso popolare - si aggiunge - per giustificare una politica.
Ad un approccio morale deve ispirarsi anche l´attività economica. Gli imprenditori non possono trascurare la dignità dell´individuo e dovranno sempre tenere a mente che l´impresa non è unicamente una società di capitali, ma anche una società di persone. Del tutto tradizionale è la trattazione dei temi familiari, a proposito dei quali si ribadisce la condanna vaticana dell´equiparazione delle coppie di fatto al matrimonio e si esclude ogni riconoscimento delle coppie gay. Per quanto riguarda l´emancipazione femminile, il compendio si rifà agli ultimi sviluppi della dottrina wojtyliana: la donna ha diritto ad avanzare con il suo lavoro ad ogni livello della società, ma bisogna garantirle anche condizioni lavorative tali da non costringerla ad abbandonare la famiglia.
Significativa la parte dedicata al fisco. Respingendo ogni polemica populista contro le tasse, il testo considera cruciale la raccolta fiscale ai fini dello sviluppo e della solidarietà. Il pagamento delle imposte - è detto - corrisponde ad un dovere di solidarietà. Il buon cattolico agirà perché la finanza pubblica sia equa, efficiente ed efficace e sia orientata a sostenere la crescita dell´occupazione, a incoraggiare le imprese ma anche il no profit e a far sì che lo Stato sia garante della previdenza e della protezione sociale con un´attenzione speciale ai più deboli.
Sull´ecologia la posizione è articolata. Le risorse dell´ambiente non vanno manipolate e sfruttate, ma il cattolico non darà spazio a tendenze di idolatria della natura, quasi divinizzandola.
Non poteva mancare un paragrafo dedicato alla guerra e soprattutto a quella «preventiva». In proposito il Catechismo sociale fa due affermazioni. L´azione militare preventiva, senza prove evidenti di una vera minaccia di aggressione, suscita «gravi interrogativi sotto il profilo morale e giuridico». Perciò soltanto gli organismi competenti della comunità internazionale sono autorizzati a dare legittimazione ad operazioni belliche in difesa della pace mondiale. E´ chiaro, invece, che resta sacro il diritto di difendersi da un attacco.
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