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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
SPAGNA-VATICANO: SCONTRO APERTO SU UNIONI GAY
SPAGNA-VATICANO: SCONTRO APERTO SU UNIONI GAY
''Due persone dello stesso sesso non hanno alcun diritto a contrarre matrimonio. Lo Stato, da parte sua, non puo' riconoscere un diritto inesistente se non intervenendo in maniera arbitraria"
Martedì 20 Luglio 2004
di Ansa
in Religione

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(ANSA) - MADRID, 20 LUG - La Conferenza episcopale spagnola torna all'attacco sul fronte del matrimonio gay: in una nota resa pubblica oggi, i vescovi di Spagna hanno chiaramente invitato i parlamentari cattolici a votare contro l'iniziativa del Governo, piu' che mai deciso ad equiparare i diritti di

coppie omosessuali ed eterosessuali.

''Due persone dello stesso sesso non hanno alcun diritto a contrarre matrimonio. Lo Stato, da parte sua, non puo' riconoscere un diritto inesistente se non intervenendo in maniera arbitraria, che valica le sue competenze e pregiudichera' seriamente il bene comune'': cosi' la Chiesa

spagnola formalizza l'offensiva a tutto campo contro la politica sociale del nuovo Esecutivo. Jose Luis Rodriguez Zapatero lo aveva promesso durante la

campagna elettorale: il Partito socialista(PSOE) lavorera' per

la costruzione di una societa' laica in cui il rispetto radicale delle opzioni sessuali sia prioritario. Fedele alla promessa, il 29 giugno l'Esecutivo, in seguito all'approvazione di una mozione con cui si sollecita l'equiparazione del matrimonio omosessuale ed eterosessuale, ha annunciato, a partire da settembre, la riforma radicale del

codice civile. Ma la politica sociale del Governo Zapatero non va giu' alla Chiesa cattolica: tanto il Vaticano come la Conferenza episcopale spagnola hanno dichiarato pubblicamente guerra alla politica sociale del Psoe, tanto sul fronte della riforma del

codice civile, come su quello dell'istruzione o delle misure contro la violenza domestica. La presa di posizione del clero spagnolo resa nota oggi non e' che l'ultimo atto di un conflitto che si consuma da quando il

governo socialista ha mosso i primi passi alla guida dello Stato

spagnolo. Le prime schermaglie risalgono alla vigilia delle elezioni

europee quando l'episcopato spagnolo invito' ''tutti i cristiani a non benedire con il voto l'imposizione di criteri laicisti di taluni''.

Tuttavia l'inizio formale della guerra silenziosa che si consuma fra il governo socialista e la Chiesa cattolica si puo' ricondurre al pubblico monito del Papa all'esecutivo spagnolo,pronunciato in occasione dell'udienza di presentazione del neo-

ambasciatore di Spagna alla Santa Sede.

''Tra i diritti di famiglia non bisogna dimenticare quello di nascere e crescere in un focolare stabile, nel quale le parole padre e madre possano essere dette senza inganno. Non si

deve cedere a voci che sembrano confondere il matrimonio con unioni del tutto diverse se non contrarie ad esso'' e' stata la dura condanna della massima autorita' della Chiesa cattolica. Tre giorni dopo, durante l'udienza di Zapatero al Vaticano,

solo velate allusioni avevano ricordato il conflitto in corso,tuttavia la nota della Conferenza episcopale spagnola ha

riaperto pubblicamente lo scontro.

Eppure l'iniziativa dell'esecutivo, secondo quanto rilevano alcuni osservatori, piu' che a un laicismo radicale o militante,sembra rispondere all'esigenza di adeguare la normativa vigente ad una realta' che ha visto la struttura familiare tradizionale

cambiare profondamente negli ultimi dieci anni. Secondo recenti rivelazioni statistiche, nell'ultimo

decennio in Spagna almeno un matrimonio su due e' finito con un divorzio, 300mila coppie omosessuali si occupano dell'educazione dei figli del partner e almeno il 50,1% delle donne afferma di

non avere alcuna intenzione di procreare. Un quadro questo, radicalmente diverso da quello dipinto

dall'episcopato spagnolo,secondo il quale sarebbe l'iniziativa

del governo Zapatero a mettere a rischio un modello tradizionale

di famiglia. Tale politica di intransigenza, nell'opinione di mlti

osservatori, potrebbe convertirsi, a breve termine, in un 'boomerang' politico. Prova di cio' sia il recente esito della campagna di

raccolta firme promossa dal Cogam, Collettivo omosessuali, bisessuali e transessuali di Madrid, conclusasi con la presentazione di 1500 apostasie, la rinuncia alla fede cattolica, all'arcivescovato di Madrid.

Lo spirito della campagna e' stato perfettamente riassunto dalle dichiarazioni di Pedro Zerolo, presidente della Federazione nazionale gay e lesbiche, in occasione della

consegna delle firme: ''Non voglio appartenere ad un'organizzazione che quotidianamente colpisce gay, lesbiche ed omosessuali''.(ANSA).



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