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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
USA 2004/ BUSH HA CHIESTO AIUTO ELETTORALE AL VATICANO CONTRO L'ABORTO E UNIONI GAY
USA 2004/ BUSH HA CHIESTO AIUTO ELETTORALE AL VATICANO CONTRO L'ABORTO E UNIONI GAY
Appello presentato al Cardinale Sodano durante viaggio a Roma
Domenica 13 Giugno 2004
di Ansa
in Religione

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(ANSA) - NEW YORK, 13 GIU - Negli Stati Uniti chi va a messa o in sinagoga regolarmente tende a votare repubblicano mentre i fedeli meno osservanti e i laici sono democratici. E' quanto ha scoperto il settimanale 'Time' che oggi dedica la sua storia di copertina a ''Fede, Dio e l'Ufficio Ovale''. Nel sondaggio di 'Time' il 59 per cento degli americani che si considerano ''molto religiosi'' appoggiano Bush, mentre il 35 per cento e' schierato a favore del suo rivale John Kerry. Tra i laici il 69 per cento e' per Kerry, mentre il 22 per cento

appena e' per Bush. I cattolici - 63 milioni negli Stati Uniti - sono divisi, con il 45 per cento a favore del senatore democratico e il 43 per cento per il presidente. Un terzo degli elettori sa che Kerry e' cattolico, mentre l'85 per cento dei sostenitori di Bush considerano la sua fede determinante tra i fattori che ne fanno un leader. Tra i sostenutori di Kerry, il 65 per cento la pensa altrimenti: e' proprio a causa della sua religiosita' che Bush appare loro di vedute ristrette. Il gap religioso che separa le due Americhe in vista delle elezioni e' anche al centro di un'inchiesta del 'Los Angeles Times': lo scarto tra i fedeli osservanti che votano per Bush e

i piu' laici inclini a scegliere Kerry coincide con lo scarto del 2000 quando, sullo sfondo dello scandalo di Monica Lewinski, tre quinti degli americani religiosi votarono George W. Bush mentre tre quinti dei laici optarono per il suo rivale democratico Al Gore. Il voto cattolico e' considerato un fattore chiave nella corsa alla Casa Bianca. Nel suo recente viaggio a Roma - riporta oggi il 'New York Times' citando informazioni raccolte da un giornale cattolico Usa - il presidente Bush avrebbe chiesto al cardinale Segretario di Stato Angelo Sodano di spingere i

vescovi Usa a parlare piu' apertamente su temi caldi della politica americana tra cui quello dei matrimoni tra gay. ''Non tutti i vescovi americani sono con me'', avrebbe detto Bush al cardinal Sodano secondo il decano dei vaticanisti Usa John Allen del 'National Catholic Reporter'. Un tempo tradizionalmente democratici, i cattolici Usa si sono di recente divisi con i tradizionalisti che hanno fatto fronte comune con i protestatanti evangelici su temi come l'aborto e i matrimoni tra omosessuali. (ANSA).



Roma, 13 giu. (Apcom) - Durante la recente visita a Roma, il presidente George W. Bush ha chiesto aiuto al Vaticano per la sua campagna elettorale. Lo sostienen oggi il New York Times, riprendendo e argomentando quanto riferito da un quotidiano indipendente, il National Catholic Reporter. Il capo della Casa Bianca avrebbe inoltrato il suo appello direttamente al cardinale Angelo Sodano il 4 giugno. L'idea del presidente in cerca di

rielezione è di trarre sostegno politico indiretto dai vescovi americani, sempre che questi assumano più netta posizione su una serie di argomenti controversi, come le unioni gay e l'aborto. Cosa che può avvenire, si intende, su indicazione del Pontefice. Secondo il National Catholic Reporter, il segretario di stato vaticano non ha risposto alle richieste di Bush. E, ieri, un portavoce della Santa Sede non ha voluto rispondere alle domande

del New York Times sul contenuto dei colloqui romani. Ma la testata newyorkese sceglie di riportare il commento di Call for Action, un gruppo cattolico liberale, che non apprezza affatto la presunta iniziativa elettorale di Bush: "un presidente che tentato di convincere il capo di una qualsiasi organizzazione religiosa a manipolare il suo clero per sostenere un candidato politico, davvero, va oltre i limiti ammessi in questo Paese".

Il fatto è che la campagna di Bush punta molto su chi professa, e la presa di posizione dei cattolici (63 milioni negli Usa) si annuncia cruciale. Metodista, l'attuale presidente si ritrova a dover fronteggiare il senatore Kerry, un cattolico. Ma il candidato democratico rischia di risultare un po' troppo 'liberal' a parte dell'elettorato cattolico, una debolezza che Bush vuole sfruttare sino in fondo.

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