 |
| Firenze. Il Cardinale Piovanelli: «I cristiani rispettino la dignità dei gay» |
 |
| Ma l’omosessuale non ostenti la sua condizione |
 |
| Sabato 05 Giugno 2004 |
| di Corriere della Sera |
| in Religione |
|
 |
|
FIRENZE - D’accordo, anzi in prima linea per il riconoscimento della condizione omosessuale intesa come rispetto della persona, ma no all’ostentazione. «La morale e la pastorale cattolica resisteranno sempre a tutte le correnti che in vari modi cercano di "glorificare" il comportamento omosessuale». È questo il pensiero che il cardinale Silvano Piovanelli, già arcivescovo di Firenze, esprime nel suo editoriale su «Toscanaoggi», in uscita oggi, intervenendo in merito al «Toscana gay pride 2004», al via sempre da oggi dal capoluogo toscano e che chiuderà i battenti con un corteo a Grosseto il prossimo 19 giugno, dopo una serie di iniziative che coinvolgeranno altre città toscane. Per il suo editoriale il cardinale parte dalla notizia del patrocinio della Regione Toscana alle iniziative del «Toscana gay pride» e del contributo di 50 mila euro dato dall’amministrazione regionale. A Piovanelli però non interessano tanto questi due aspetti, quanto piuttosto i contenuti dell’evento stesso e le motivazioni del sostegno dato dalla Regione alla manifestazione del «Orgoglio omosessuale» «L’omosessualità - esordisce l’arcivescovo emerito di Firenze - è un fenomeno complesso, che domanda una seria verifica della situazione soggettiva, perché se ne possa cogliere il significato esistenziale». Se, il riconoscimento della condizione omosessuale «viene inteso come rispetto della persona, della sua inalienabile dignità e della sua libertà e come lotta ad ogni discriminazione in base all’orientamento sessuale, i cristiani non solo non esitano a dichiararsi d’accordo, ma sono in prima linea nella ricerca di tutte le vie possibili perché questo si realizzi». Ma, prosegue Piovanelli, se il sostegno della Regione «intende in modo espresso o surrettizio "le pari opportunità" come equiparazione delle unioni omosessuali al matrimonio così come è configurato dalla nostra tradizione cristiana e riconosciuta dalla nostra Costituzione, siamo contrari decisamente». L’arcivescovo emerito puntualizza che non siamo di fronte ad una «crociata della Chiesa». «La nostra opposizione - dice Piovanelli - è decisa, ma serena, perché siamo consapevoli che non si tratta, come qualcuno ogni tanto dice e scrive, di una "crociata" della Chiesa. Si tratta di un servizio che, secondo le regole del regime democratico, chi è credente e fedele al Vangelo deve rendere alla società. Lungi da noi - aggiunge il cardinale - la pretesa di imporre agli altri le nostre idee; ma perché tenere nascosta una convinzione che nasce anche dalla cultura che abbiamo ricevuto e che riteniamo capace di rispondere ai molti problemi che affaticano la nostra società ed è ricca di speranza per il futuro della nostra Europa e del mondo?». «La morale e la pastorale cattolica - conclude Piovanelli - resisteranno sempre a tutte le correnti che in vari modi cercano di "glorificare" il comportamento omosessuale e nello stesso tempo si impegneranno perché i diritti di ogni persona umana, anche omosessuale, siano pienamente rispettati e promossi».
Paola Catani
Interni
Questo articolo ha ricevuto 146 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|