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Edizione di Domenica 27 Maggio 2012
MA È LA CHIESA A DARE SCANDALO
MA È LA CHIESA A DARE SCANDALO
LA RISPOSTA DI GIANNI VATTIMO AL VESCOVO DI BOLOGNA CAFFARRA CHE LO ACCUSA DI ESSERE UN CATTIVO MAESTRO
Domenica 02 Maggio 2004
di la Repubblica
in Religione

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ANTONIO GNOLI ROMA



Più che sorpreso Gianni Vattimo appare ironicamente rassegnato alle levate di scudi del monsignor Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna: «Sono attacchi ricorrenti», dice il filosofo torinese. «Ogni tanto, un illustre prelato alza il dito e tuona contro una certa parte della cultura contemporanea. Ora, né io né Umberto Eco siamo contenti di essere messi insieme fra i cattivi maestri. Il mio amico Eco è un laico d´ordine, una persona pericolosamente per bene. Io invece sono un nichilista frenetico e per giunta cristiano».

Come fa a tenere insieme nichilismo e cristianesimo?

«La mia idea è di accentuare il significato desacralizzante e secolarizzante del cristianesimo. Rifacendomi a René Girard, mostro che Cristo annuncia e rivela al mondo il carattere violento del sacro, nel senso tradizionale della parola, con tutte le implicazioni sacrificali, vittimarie e autoritarie che questa posizione implica».

Alla ricerca di un Dio diverso?

«Se Dio fosse quell´ente misterioso e incomprensibile, come quelle divinità naturali alle quali ci si rivolge con formule magiche, allora la Chiesa avrebbe, oltre che l´autorità, anche il diritto di imporci il senso del mistero, la disciplina incondizionata e persino il divieto del profilattico al tempo dell´Aids».

Lei è per lo scontro frontale.

«Ma no, mi sento uno che lavora perché la Chiesa sopravviva alle proprie follie. E mi chiedo chi è davvero il cattivo in questa situazione».

Follie in che senso?

«La pretesa di imporre un´etica sessuale e di rappresentare la legge di natura, quando è noto che non esiste perché è solo un mito ideologico, sono il segno di una follia che produce scandalo e allontana dai sacramenti».

L´arcivescovo l´accusa anche di ridurre la realtà a mera interpretazione. Come replica?

«Se davvero il linguaggio fosse solo denotativo, ossia che esiste una realtà esterna che noi descriviamo oggettivamente, allora tre quarti delle sacre scritture andrebbero per aria. Se dessimo retta al monsignore dovremmo prendere alla lettera il Vangelo. Lo sfido a dimostrarmi che quelle pagine descrivono una realtà oggettiva. Personalmente posso credere alla resurrezione perché essa è descritta nel Vangelo e leggendolo posso interpretare questa cosa assurda. Ma non ha senso il contrario: non credo nel Vangelo perché Gesù è resuscitato e ha fatto i miracoli».

Il monsignore direbbe che lei è proprio un cattivo maestro.

«Siamo tutti cattivi maestri perché possiamo insegnare meglio ciò che riteniamo di dover insegnare. O può darsi che io lo sia perché sono troppo conciliante, perché ho troppi amici fra i preti e sono perfino più vicino di quanto non si creda alla Chiesa cattolica, alla quale dopotutto rimango affezionato».

Ma questa Chiesa non la ama.

«Perché è una Chiesa che si comporta come un esercito, marcia verso degli obiettivi da conquistare, terre spirituali da occupare. È una chiesa che crede troppo nella struttura terrena e troppo poco nella promessa divina. Dovrebbe impoverirsi non solo nei soldi, ma anche nei dogmi».

È una Chiesa di destra?

«È una Chiesa letteralista che crede di avere solo lei il diritto di interpretare le sacre scritture e non lascia che lo spirito soffi dove vuole. Dunque è una Chiesa naturaliter di destra».

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