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| Omelia gay nella notte di natale a Rignano sul Gargano |
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| Un commento di Franco Grillini |
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| Venerdì 26 Dicembre 2003 |
| di Franco Grillini |
| in Religione |
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La notte di Natale a Rignano sul Gargano il parroco della chiesa locale ha dato la parola per l’omelia di mezzanotte a Pasquale Quaranta un ragazzo gay di 20 anni.
Si tratta di un fatto inedito e per certi versi sorprendente se si considera che l’atteggiamento della chiesa cattolica ufficiale ha emanato nel corso del 2003 diversi documenti (tra cui il più violento è il documento ratzinger contro le coppie gay) molto duri sull’omosessualità e gli omosessuali.
La vicenda di Rignano dimostra che esiste una chiesa cattolica di base più umana e più aperta, che esiste una spaccatura tra la gerarchia romano-cattolica e la base stessa della chiesa cattolica, più vicina alla gente, più aperta alla modernità, più consapevole dei cambiamenti sociali che il vertice non capisce e subisce cercando di opporvisi in tutti i modi.
Ciò che colpisce della notte di Natale di Rignano non è soltanto la simbolicità dell’evento, non solo l’intelligenza di un parroco che da la parola a chi non l’ha mai avuta, a chi è stato sempre piegato al destino del silenzio e della clandestinità, ma colpisce anche l’atteggiamento comprensivo dei fedeli che hanno ascoltato ed apprezzato. Proprio questo dovrebbe essere il compito di una chiesa che combatte le discriminazioni, dare la parola agli offesi, ai discriminati, per educare alla diversità e alla sua accettazione. Quella di Rignano non dev’essere una eccezione. I gay credenti sono decine di migliaia e vivono con estrema sofferenza l’anacronismo dell’omofobia della gerarchia ecclesiastica.
La strada è quella della visibilità anche dei gay credenti e della loro alleanza con i parroci che rifiutano la discriminazione. Le menti libere esistono anche, e numerose, dentro il cattolicesimo italiano.
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