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| Vescovi Usa approvano documento contro il riconoscimento delle unioni gay |
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| In preparazione anche un vademecum per guidare i cattolici in occasione delle elezioni presidenziali 2004 |
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| Sabato 22 Novembre 2003 |
| di Avvenire |
| in Religione |
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“Quando la famiglia americana è in crisi, la Chiesa americana è in crisi”. I vescovi statunitensi, riuniti a Washington per la loro assemblea semestrale, se lo sono detto ad a alta voce fin dal primo dei cinque giorni di lavoro. Alla fine della settimana hanno risposto, riaffermando con forza l’impegno di difendere il tessuto connettivo di una società che mette continuamente in discussione i presupposti della dottrina e della morale cattolica. “Il matrimonio sarà ulteriormente svalutato e sminuito se non ci sarà da parte nostra una forte affermazione in sua difesa, a partire dall’affermazione che le unioni omosessuali non sono comparabili al matrimonio2, ha detto ai presuli J. Kevin Boland, vescovo di Savannah, in Georgia, e presidente dell’Ufficio per il matrimonio e la famiglia della conferenza episcopale americana. Ne è scaturito un documento che verrà diffuso in tutte le diocesi dove, pur rifiutando “discriminazioni ingiuste” nei confronti degli omosessuali e invitando i cattolici al “rispetto e alla compassione”, si ribadisce il no della Chiesa americana ad equiparare sia sul piano morale che civile relazioni omosessuali e matrimonio. A un altro documento è stata invece affidata la riaffermazione della morale cattolica in tema di contraccezione. Una mossa, spiegano i vescovi, non tesa a “isolare” la Chiesa dal mondo moderno, come ha scritto qualche giornale statunitense, ma ad evidenziare che la missione della chiesa è ascoltare le voci della società contemporanea e poi porsi come controcultura rispetto alla morale dominante. “La Chiesa insegna molte cose che non molti mettono in pratica – ha detto Charles J. Chaput, arcivescovo di Denver – è nostro dovere ribadire la dottrina cattolica così come definita dalle scritture e dalla tradizione”.
Durante l’assemblea di Washington sono stati dibattuti per ore gli argomenti più scottanti e le decisioni più difficili che si pongono di fronte ai 65 milioni di cattolici americani. Come criteri per la scelta, il prossimo anno, del candidato alla presidenza cui dare il proprio voto. Lo strumento che i vescovi daranno agli elettori, è stato deciso, sarà un libricino che conterrà una serie di consigli. Consigli pratici insieme a spunti di riflessione, che aiutino ogni elettore cattolico a prendere “con realismo, cautela e saggezza” una posizione politica che non lo costringa a scendere a compromessi con la sua coscienza. Su ogni tema dibattuto ha dominato l’appello alla communio fatto dal presidente della conferenza episcopale Usa nel suo discorso introduttivo. Unità d’intenti e di valori e apertura al dialogo che devono partire all’interno della gerarchia ecclesiastica, ha detto Wilton D. Gregory – danneggiata dalla crisi sugli abusi sessuali. “ Ma che, come vescovi, abbiamo l’obbligo urgente di ristabilire, sia al nostro interno che con le vittime degli abusi – ha concluso il vescovo – Anziché dividerci, questa crisi può e deve diventare un elemento di unione dietro il quale ritrovare l’impegno comune e la coesione”.
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