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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
USA: VESCOVO GAY, INSEDIAMENTO TRA LE PROTESTE
USA: VESCOVO GAY, INSEDIAMENTO TRA LE PROTESTE
DA NEW HAMPSHIRE RISCHIO SCISSIONE ANGLICANI
Domenica 02 Novembre 2003
di Ansa
in Religione

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NEW YORK, 1 NOV - Domani pomeriggio 4000 persone si raduneranno nello stadio di hockey di Durham, in New Hamsphire, e non per una partita della squadra locale dei Wildcats. Davanti

agli occhi di migliaia di persone nella modernissima arena Whittemore si consumera' una tappa drammatica nella storia della Chiesa Episcopale americana: la consacrazione del primo vescovo apertamente gay. Come nelle cerimonie di nozze il vescovo Frank Griswold, che officiera' la cerimonia, chiedera' ai presenti se qualcuno ha

obiezioni. Un nutrito gruppo di tradizionalisti ha gia' annunciato che si alzera' per manifestare dissenso alla nomina del reverendo V. Gene Robinson e si riunira' di nuovo, subito

dopo l'insediamento, per celebrare quella che i manifestanti hanno definito ''una cerimonia di lutto''.

Le proteste sono state organizzate dall'American Anglican Council, braccio americano della Chiesa Anglicana che nella nomina del reverendo Robinson ha visto un oltraggio al suo canone.



TRA MANIFESTANTI ANTI-GAY ARRABBIATI - ''Sara' tutto fatto alla maniera degli anglicani, in modo molto ordinato'', ha

preannunciato il reverendo Bill Murdoch di Newbury in Massachusetts. Ma fuori dall'arena potrebbero scoppiare

disordini: alcuni manifestanti che hanno ottenuto il permesso di picchettare chiese di Durham sono capeggiati dal reverendo Fred

Phelps, un leader della destra religiosa che guido' le proteste

anti-gay al funerale di Matthew Shepard, lo studente omosessuale

ucciso nel 1998 in Wyoming a causa del suo orientamento sessuale.

Robinson ha 56 anni, da 14 anni vive apertamente con un uomo ed e' stato eletto alla guida della diocesi del New Hampshire in luglio. La sua designazione e' stata confermata in agosto da un convegno nazionale di episcopali, ma sconfessata a meta' ottobre in un vertice straordinario a Londra della Comunione Anglicana

che in tutto il mondo vanta 70 milioni di membri tra cui 2,3 milioni sono gli episcopali Usa.



FUTURO CHIESA ANGLICANA IN PERICOLO - ''Se Robinson sara' consacrato - hanno annunciato in una dichiarazione congiunta i leader anglicani mondiali - sara' il segno che abbiamo raggiunto un punto cruciale e critico nella vita della Comunione Anglicana e che lo stesso futuro della Comunione rischia di

essere in pericolo''. Alla vigilia della consacrazione Robinson ha detto di

aspettarsi proteste ma di aver ricevuto anche ''innumerevoli lettere di appoggio''. Il futuro vescono ha confermato la sua intenzione di non ritirarsi anche a rischio di provocare uno scisma. La scorsa settimana la protesta americana ha avuto uno

sviluppo economico: la diocesi di Dallas, una delle comunita' episcopali in maggiore espansione negli Usa, ha annunciato che ques'anno non contribuira' alla casa comune: l'anno s corso aveva dato oltre mezzo milione di dollari.



POLEMICHE GIA' PER ORDINAZIONE DONNE - Le polemiche non sono limitate agli Stati Uniti: dopo l'annuncio della nomina di Robinson, comunita' anglicane in Nigeria, in Asia e Sudamerica

hanno minacciato di ritirare il loro riconoscimento alla Chiesa Episcopale. La scorsa settimana l'Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams ha istituito una commissione per trovare il modo

di risolvere la crisi e oggi ha minimizzato la polemica. Quella aperta dall'elezione di Robinson non e' del resto la prima controversia che scuote la Chiesa Episcopale americana:

trent'anni fa quando per la prima volta fu decisa l'ordinazione delle donne, 30 mila conservatori uscirono sbattendo la porta, alcuni entrando in altre sette e altri formando congregazioni indipendenti. Ma l'opposizione a Robinson ha costretto gli anglicani a navigare in acque inesplorate.

''Ci sono gia' state crisi tra gli episcopali, ma sono avvenute prima che l'attuale struttura internazionale venisse creata o sono state relativamente minori'', ha osservato lo

storico David Holmes secondo cui ''nulla della potenziale scala

del caso Robinson si e' mai verificato prima d'ora''.

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