 |
| ANGLICANI SULL'ORLO DELLO SCISMA PER L'APERTURA AI VESCOVI GAY |
 |
| In fin di vita la creatura di Enrico VIII |
 |
| Domenica 19 Ottobre 2003 |
| di Il Riformista |
| in Religione |
|
 |
|
18 Ottobre 2003
Un pezzo importante della lunga parabola dell'imperialismo culturale britannico nel mondo sta per sgretolarsi: la chiesa anglicana, fondata da Enrico VIII nel '500 sulle macerie di quella cattolica e da cinque secoli la principale espressione della spiritualità anglofona, è sull'orlo di un drammatico scisma che vede antagonisti i paesi ricchi bianchi e sviluppati contro quelli africani, sudamericani e asiatici.
Per la potente corrente evangelica, (che trova i suoi punti di massima forza nel terzo mondo), la crescente tendenza di certe diocesi "bianche" liberal che elevano alla porpora vescovile sacerdoti apertamente omosessuali, o che benedicano in chiesa le unioni civili gay, non è solo un'oltragiosa provocazione, ma anche una grave eresia che va condannata duramente.
Il nuovo arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, primate inglese e storicamente il primus inter pares delle 38 province mondiali anglicane, ha convocato a Londra una conferenza d'emergenza per cercare di richiamare all'ordine le due parti in lite: ma come ha riconosciuto il suo portavoce, «non è mica il Papa: non può agitare una bacchetta magica e dire a tutti di stare buoni».
Ogni provincia anglicana, ovunque essa si trovi, gode infatti della massima autonomia procedurale, e nessuno gliela può togliere: con la piena benedizione del primate americano Frank Griswold, la diocesi del New Hampshire sta per insediare il nuovo vescovo Gene Robinson, divorziato con figli, ora convivente more uxorio con il suo partner baffuto. Ma quasi tutte le provincie del "Sud" del mondo vogliono espellere l'America, e con essa forse anche il Canada e il Regno Unito, giudicati troppo indulgenti sulla questione.
In privato Rowan Williams è un liberal di provata fede, che ordina coscientamente i sacerdoti gay e crede che ci siano buoni motivi biblici per farlo; ma in qualità di leader anglicano mondiale, sta cercando disperatamente di bloccare la crisi. Alla conclusione della conferenza, ieri, i 38 leader provinciali hanno fatto buon viso al cattivo gioco, firmando un generico documento sull'importanza dell'unità della fede e dando vita a una commissione per analizzare nei particolari il caso in questione: ma la tregua è stata siglata solo per non mettere troppo in imbarazzo l'ospite di casa. Quando nelle prossime settimane Robinson sarà insediato, lo scisma diventerà esecutivo, e la chiesa episcopale americana (quella della famiglia Bush, per intendersi) si troverà tutta sola, abbandonata dalle consorelle del Sud del Mondo.
Questo articolo ha ricevuto 134 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|