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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Dopo il vescovo gay, gli episcopali trovano il compromesso sulle nozze
Dopo il vescovo gay, gli episcopali trovano il compromesso sulle nozze
Le coppie omosex saranno benedette in Chiesa, ma non sposate.
Giovedì 07 Agosto 2003
di Ansa
in Religione

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(ANSA) - WASHINGTON, 7 AGO - Gli episcopali americani hanno trovato un compromesso sui matrimoni tra omosessuali dopo le polemiche suscitate dall'elezione a vescovo di un gay dichiarato, Gene Robinson, che ha segnato per sempre la storia della cristianita': le coppie, per il momento, saranno solo benedette in chiesa, ma non sposate. Troppa esposizione mediatica e il timore di agitare ancora di piu' la frangia conservatrice che ha minacciato uno scisma dopo la nomina di Robinson, hanno convinto le autorita' ecclesiastiche della chiesa episcopale a limitarsi ad una 'semplice' benedizione dei gay e delle lesbiche respingendo l'unione matrimoniale. L'approvazione della liturgia di benedizione, anche in questo caso la prima della storia, e' arrivata ieri dalla House of Bishops (composta da 107 religiosi) riunita per la convention annuale a Minneapolis, nel Minesota, fino a domani: la celebrazione del rito sara' a discrezione delle diocesi ''per rispettare la volonta' dei vescovi che non lo approvano''. Per entrare definitivamente in vigore, la nuova cerimonia dovra' essere approvata anche dalla 'Camera dei deputati' che,essendo composta anche da laici, e' da sempre l'organo piu' aperto della chiesa episcopale. Ma il successo appare scontato,tanto che alcune associazioni di gay e lesbiche cantano gia' vittoria anche se il matrimonio, quello vero, sembra ancora lontano. Le autorita' episcopali intendono attendere che i ''tempi siano maturi'' per affrontare il capitolo 'matrimoni omosex', un impegno che richiedera' una riunione nazionale. Al termine delle votazioni, la destra ultra-ortodossa e' insorta denunciando la decisione come ''l'ennesima demolizione di 2.000 anni di fede e costumi biblici'', ha commentato il reverendo David Anderson, presidente dell'American Anglican Council. Anche l'elezione di martedi' del reverendo Robinson come vescovo del New Hampshire, tra le accuse di molestie sessuali e pornografia poi cadute, aveva fatto infuriare i conservatori che avevano addirittura minacciato uno scisma. (ANSA).

ApB-USA/ CHIESA EPISCOPALE RESPINGE LITURGIA PER MATRIMONI GAY Politica Estera 07/08/03 16:01

Un giorno dopo la nomina del vescovo gay, vince la prudenza

New York, 07 ago. (Ap.Biscom) - Due passi avanti e uno, piccolo,indietro. La Chiesa Episcopale americana un giorno dopo aver nominato, col rischio di una profonda spaccatura interna, il primo vescovo gay della storia anglicana, nella serata di ieri ha respinto la proposta di istituire una liturgia ad hoc per benedire i matrimoni tra persone dello stesso sesso. I 110 vescovi riuniti a Minneapolis in rappresentanza dei 2,3 milioni di membri della congregazione si sono limitati a passare, a larghissima maggioranza, una risoluzione "annacquata" che lascia alle diocesi l'autonomia sulle unioni omosessuali. In un'atmosfera di forte tensione, seguita al dibattito sull'elezione di Gene Robinson alla guida della diocesi del New Hampshire, ieri a Minneapolis ha vinto la prudenza, nella convinzione che non fosse necessario creare ulteriori controversie o divisioni. Troppo presto, insomma, per dire che la religione ha deciso quale linea tenere sulle unioni tra gay e lesbiche: i vescovi ne prendono atto e auspicano di giungere a una posizione unitaria, in futuro. "E' la cosa migliore da fare - spiega al New York Times Gethin Hughes, vescovo di San Diego, California - chi ha una posizione piu' chiara sulla questione, potranno continuare a decidere autonomamente all'interno della propria diocesi". La risoluzione approvata chiarisce quale trattamento e cura pastorale debba essere riservata a gay e lesbiche, prende atto del fatto che alcune diocesi nel Paese stanno gia' celebrando unioni omosessuali. Delusione? Un'associazione che riunisce gli omosessuali della Chiesa Episcopale ha accolto positivamente la risoluzione, sottolineando che e' il primo segnale ufficiale di una legittimazione piu' ampia delle nozze gay nell'ambito della congregazione. Come gia' avvenuto per la nomina di Robinson sulla risoluzione e' necessario il voto di entrambi i rami della Convenzione Generale che si riunisce per tradizione ogni tre anni. Ottenuto il parere favorevole della Camera dei Vescovi, giovedi' prossimo la risoluzione sara' sottoposta al parere della Camera dei Delegati, dove non sono tuttavia attese sorprese. A pochi isolati di distanza, intanto, un gruppo di circa 300 membri contrari alla nomina di Robinson (20 dei quali vescovi) si sono raccolti in una preghiera che aveva tutto il sapore di una protesta, presso la Westminster Presbyterian Church. Alcuni, in lacrime, paragonavano la nomina a un lutto.

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