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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Prete gay rifiuta l'incarico di vescovo
Prete gay rifiuta l'incarico di vescovo
Jeffery John aveva dichiarato apertamente la propria omosessualità. Il 9 ottobre sarebbe dovuto diventare vescovo, ma ha deciso di rifiutare la nomina dopo le polemiche esplose.
Domenica 06 Luglio 2003
di Il Nuovo
in Religione

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LONDRA – Aveva dichiarato alla comunità dei suoi fedeli e all’intero Paese di essere omosessuale. Ora il prete anglicano Jeffrey John, il cui caso aveva fatto discutere l'intera comunità religiosa britannica, ha chiesto il permesso alla regina di rifiutare l’incarico di vescovo che avrebbe dovuto assumere il 9 ottobre.

In realtà la decisione di nominarlo vescovo, già ampiamente discussa all’interno della Chiesa anglicana, aveva fatto scoppiare una bufera. Il clero si era spaccato. Le più alte autorità eccelesiastiche, nove vescovi più anziani in testa, avevano scritto su vari quotidiani britannici per manifestare la propria contrarietà, mentre altri otto avevano mandato un messaggio di solidarietà all’arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, mostrandogli tutto il proprio appoggio per l'inconsueta decisione.

Jeffrey John, protagonista della vicenda, aveva difeso la sua relazione con un giovane 27enne gay, esprimendo chiaramente la sua intenzione di non interromperla. John aveva poi sottolineato che non esisteva alcuna scrittura o tradizione contraria ai rapporti fra cristiani dello stesso sesso, purché questi fossero basati sul rispetto reciproco e sulla fedeltà eterna.

Ma le parole del prete omossessuale non avevano avuto numerosi proseliti. L’arcivescovo nigeriano, leader della comunità anglicana più numerosa del mondo, aveva persino minacciato di rompere i legami con la Chiesa madre.

Così Jeffrey John ha deciso di levare le castagne dal fuoco dei propri superiori, probabilmente saturo delle pressioni dirette e indirette subite negli ultimi mesi. Ora per lui ci sarà una vacanza, poi il ritorno al lavoro nella diocesi di Southwark.

In Gran Bretagna la polemica resta accesa, stimolata da un’altra notizia giunta oggi per bocca dell’ex arcivescovo di Canterbury George Carey. Il religioso ha infatti dichiarato di avere ordinato due vescovi gay, dopo essersi assicurato che non praticassero l'omosessualità. La chiesa anglicana consente, infatti, rapporti gay ai laici, ma pretende che i sacerdoti omosessuali osservino il celibato.

La confessione di Carey è apparsa sulle pagine dell’autorevole Sunday Times: "Non ho alcun dubbio sulla loro fedeltà (...) e voglio dire chiaramente che non ho mai, a quanto ne so, ordinato prete o vescovo un omosessuale attivo, né vorrei mai farlo".

Poi a difesa della propria integrità morale, ha precisato di non aver mai tradito i principi dell’anglicanesimo: “Ho rispettato strettamente la concezione tradizionale della Chiesa cattolica, della Chiesa ortodossa e della fede anglicana secondo cui praticare l'omosessualità è male". Ma sono in molti a giurare che queste scuse non basteranno all’ex arcivescovo per parare la marea di critiche che giungeranno dai fedeli e dai vertici della Chiesa.

(6 LUGLIO 2003; ORE 16:30)

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