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| Il vescovo gay si confessa la chiesa anglicana rischia lo scisma |
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| Il primate di Reading rivela una lunga relazione e i suoi colleghi si dividono tra elogi e condanne. "Stiamo insieme da molti anni: è amore" |
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| Venerdì 20 Giugno 2003 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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PAOLO FILO DELLA TORRE
-------------------------------------------------------------------------------- LONDRA -La Chiesa d´Inghilterra rischia una delle crisi più gravi della sua storia, che risale allo scisma di Enrico VIII, più di cinquecento anni fa. Al centro delle polemiche, che dividono aspramente i prelati britannici, c´è il caso del nuovo capo della diocesi di Reading, Jeffrey John, da poco nominato vescovo. John non solo ha dichiarato di essere gay, ma ha pubblicamente detto di voler continuare a convivere con il suo compagno. «Trovo la situazione estremamente difficile», dice il vescovo John, che, però, non ha nessuna intenzione né di farsi da parte, né tanto meno di rinunciare al suo compagno di vita. «È quel tipo di relazione che dura per tutta la vita. Stiamo insieme da 27 anni e rimarremo insieme. Da tempo il nostro rapporto non ha risvolti sessuali. Ma questo accade anche nella relazioni eterosessuali. L´amore e l´impegno diventano ancora maggiori», ha detto al "Times", non rivelando l´identità del suo partner ed aggiungendo che, pur considerandola sbagliata, rispetta la regola che impone ai sacerdoti gay la castità. «Come vescovo devo ubbidire. È una questione di disciplina aziendale. Ma credo che l´attuale regola non reggerà a lungo», ha aggiunto. Nove vescovi, tra cui quello di Winchester, hanno chiesto le dimissioni del vescovo gay. Cinque invece lo appoggiano e un´altra trentina rifiuta di prendere ufficialmente posizione. E il primate della Chiesa d´Inghilterra Rowan Williams, che è anche arcivescovo di Canterbury, è preoccupatissimo. Il nuovo capo della diocesi di Reading, legato da un´antica amicizia con il primate - perché sono ambedue gallesi -, ha risposto picche sia a chi gli ha chiesto di smettere la relazione con il suo compagno sia a chi vuole che si dimetta da vescovo. E il suo «protettore», ora, sta prudentemente in disparte nella disputa tra i vescovi. Teme addirittura una scissione. Inoltre sia i protestanti che i cattolici sono stati negli ultimi tempi nel ciclone degli scandali per rapporti troppo intimi con giovani e giovanissimi. Secondo le stime dell´ex direttore del «Times» di Londra, Simon Jenkins, in Inghilterra tra il 10 e il 15 per cento dei sudditi sono omosessuali, ma questa percentuale è molto più alta nella zona di Londra, dove tra il 30 e il 40 per cento dei prelati della Chiesa d´Inghilterra vivono con il proprio amante, che viene spacciato come «ospite». Il capo della Chiesa d´Inghilterra Rowan si rende conto che l´atteggiamento dei suoi vescovi decisi a modificare le regole nei confronti degli omosessuali è molto condiviso nel paese. Ma le resistenze sono fortissime. Si teme che una volta accettata l´aperta omosessualità ai vertici della Church, che ha come capo spirituale la regina d´Inghilterra, verranno chieste altre concessioni «liberal». Il sinodo, parlamentino ecclesiastico protestante, ha già accettato non solo il divorzio ma anche l´uso dei preservativi, la possibilità di sposasi per i divorziati e addirittura il sesso come piacere e non solo più come atto per la procreazione. Questo articolo ha ricevuto 137 visite.
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