HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
E nella costituzione europea la Chiesa trova un ruolo politico
E nella costituzione europea la Chiesa trova un ruolo politico
«Noi chiediamo per la religione con la R maiuscola un posto nella società - ci spiegava tempo fa il ministro degli esteri vaticano monsignor Jean-Louis Tauran - e cioè la partecipazione ad un dialogo"
Domenica 20 Aprile 2003
di la Repubblica
in Religione

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

DOMENICA, 20 APRILE 2003 Pagina 17 - Commenti MARCO POLITI DIO non ha trovato posto nella costituzione europea. Nel progetto depositato a Bruxelles all´inizio del mese da Giscard d´Estaing nessun articolo ne fa menzione. Sarebbe stato impossibile, d´altronde, imporre il riferimento ad un Ente Supremo a milioni di cittadini, che sull´argomento hanno le idee più disparate e soprattutto rifiutano il richiamo alla divinità quale suprema istanza normativa. La società multiculturale e pluralista è questa e non si può cambiare. Ma una novità c´è nel testo giscardiano e di grande rilievo. Nella futura costituzione europea fanno ingresso le Chiese. Non Dio, non la religione ma la Chiesa come protagonista sociale. «L´Unione europea - afferma l´articolo 37 - rispetta e non pregiudica lo status previsto nelle legislazioni nazionali per le chiese e le associazioni o comunità religiose degli stati membri». Fin qui siamo ancora nell´alveo del vecchio principio pacta sunt servanda: là dove sono in vigore accordi particolari fra Stato e Chiesa, il Vaticano non voleva che fossero superati dalla legislazione europea. La grossa novità sta nel terzo paragrafo dell´articolo, che recita: «L´Unione mantiene un dialogo costante con tali chiese e organizzazioni, riconoscendone l´identità e il loro contributo specifico» . È una svolta storica. Dopo oltre duecento anni di storia delle costituzioni è la prima volta, infatti - escluso il gruppo degli stati concordatari - che la Chiesa si riaffaccia come soggetto costituzionale, che non va solo rispettato nei suoi diritti, ma verso il quale le istituzioni civili assumono l´impegno di un «dialogo costante», riconoscendo solennemente il contributo speciale che la comunità religiosa dà alla società intera. Qualcosa, dunque, è cambiato nella percezione del ruolo delle fedi. Dal Settecento, in poi, scrivere una costituzione ha sempre coinciso con l´immediata affermazione della separazione tra sfera statale e ambito religioso. Fosse perché, nella costituzione americana, i padri fondatori temessero il ritorno di una Chiesa di stato che conculcasse la libera coscienza religiosa dei cittadini. Oppure - ed è l´esperienza francese - perché l´istituzione ecclesiastica era stata una colonna dell´alleanza fra Trono e Altare, che andava spezzata per sempre. Nel modello britannico, poi, ogni autonoma soggettività era esclusa in radice, perché la Chiesa era (ed è tuttora formalmente) subordinata al Re. Il progetto di costituzione europea rovescia la prospettiva. La Chiesa-le Chiese non sono più faccende strettamente private dei cittadini ma protagoniste riconosciute nella costruzione della società europea. Era questo, in fondo, a cui mirava papa Wojtyla. La diplomazia vaticana è sempre molto abile. Dietro il vessillo del nome di Dio, avanzava la richiesta molto concreta che le Chiese avessero lo status di soggetti pubblici e attivi nel futuro quadro costituzionale. «Noi chiediamo per la religione con la R maiuscola un posto nella società - ci spiegava tempo fa il ministro degli esteri vaticano monsignor Jean-Louis Tauran - e cioè la partecipazione ad un dialogo pubblico, sociale, attraverso la cultura, la scuola, l´università, i mass media» . L´obiettivo, se si guarda al testo presentato il 4 aprile, sembra essere raggiunto almeno sul piano delle norme costituzionali. Non sarebbe stato possibile se negli ultimi decenni la fisionomia stessa delle comunità religiose non fosse cambiata fortemente. Nel trascorrere del tempo, nel mutare delle costellazione politiche, nel tramonto o trascolorire dei partiti nati un tempo per tradurre in pratica l´«ordine cristiano», la Chiesa cattolica (perché è lei di fatto la beneficiaria principale del nuovo testo) ha perso il carattere immediato di potere. E più che mai le altre Chiese cristiane. Nel sentimento di vaste masse è mutata la fisionomia della religione. L´istituzione ecclesiastica si presenta senza la corazza politica mostrando piuttosto l´impegno umanitario dei suoi membri. Nel crollo delle ideologie e dei progetti di riforma sociale, nell´ottenebrarsi dell´etica pubblica e delle prospettive che diano un significato all´esistenza, la Chiesa-le Chiese sono rimaste nella società polverizzata come (unica?) agenzia che produce ancora senso, che offre protezione, che garantisce solidarietà e compassione, che contrappone l´etica della comunità alla legge della giungla, che predica pace dove di esalta la missione civilizzatrice della guerra, che osa riproporre la fratellanza nel regno della competizione, che tramanda memoria e incita a costruire un futuro a misura di tutti. Sono tanti preti, religiosi e suore, semplici e pressoché anonimi, a sostenere questa missione. Anche a prezzo del sangue come si è visto in un´impressionante cerimonia in Santa Maria Maggiore, dedicata dalla comunità di San´Egidio ai martiri contemporanei. Si spiega solo così il nuovo rispetto di cui godono le comunità religiose. Ma la ''costituzionalizzazione´´ delle Chiese nella dimensione europea incontra, sul versante opposto, la resistenza delle associazioni laiche, umaniste, agnostiche e atee. «L´Unione non deve delegare alle Chiese gli standard di moralità - commenta Vera Pegna esponente europea di queste correnti filosofiche (che anch´esse trovano riconoscimento nel testo di Giscard) - perché tocca ai rappresentanti eletti esprimere la moralità comune dei cittadini» . La partita è ancora aperta. Mentre scriviamo è sparito improvvisamente dal sito della convenzione europea l´articolo 37 come era stato presentato pochi giorni fa. Il 24 e il 25 aprile alla riunione plenaria della convenzione a Bruxelles le Chiese guadagneranno o perderanno definitivamente il loro posto.

Questo articolo ha ricevuto 163 visite.



Articoli correlati...

Mosca vieta Gay Pride. Partito Putin, inasprire multe per manifestazioni Mondo
Sabato 19 Maggio 2012
Mosca vieta Gay Pride. Partito Putin, inasprire multe per manifestazioni
Le autorita' della capitale hanno vietato per il settimo anno consecutivo il Gay Pride. Lo ha annunciato un alto responsabile del dipartimento sicurezza di Mosca
di Ansa
Cuba, con Mariela Castro nuova marcia gay. Malgioglio ospite d'onore Mondo
Giovedì 03 Maggio 2012
Cuba, con Mariela Castro nuova marcia gay. Malgioglio ospite d'onore
Il cantautore italiano canterà pezzi scritti per Mina al Teatro Karl Marx dell'Havana. Risale a soli due anni fa il famoso mea culpa di Fidel nei confronti dei gay
di Adnkronos
Prandelli: 'Gay? stupito da clamore per una notizia che non dovrebbe essere tale' Sport
Giovedì 26 Aprile 2012
Prandelli: 'Gay? stupito da clamore per una notizia che non dovrebbe essere tale'
Lo ha detto il ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli, tornando sulle polemiche sorte dalla sua prefazione all'ultimo libro di Alessandro Cecchi Paone
di AGI - Agenzia Giornalistica Italia
Prandelli pro gay: «Tabù da abbattere». Il c.t. invita a fare coming out Sport
Mercoledì 25 Aprile 2012
Prandelli pro gay: «Tabù da abbattere». Il c.t. invita a fare coming out
Calciatori, sentitevi liberi di proclamare la vostra omosessualità. L'invito arriva nientemeno che dal commissario tecnico della nazionale Cesare Prandelli
di Lettera43



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI