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| RAI Novecento. Da Pippo Baudo si parla dell'omosessualità di Paolo VI |
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| Pippo lo ha interrotto (un prete che parlava ambiguamernte, ndr) per spiegare che ci si stava riferendo alle accuse di omosessualità «sennò padre non si capisce di cosa stiamo parlando». |
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| Domenica 30 Marzo 2003 |
| di Il Manifesto |
| in Religione |
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Pippo obbedisce e Novecento arranca NORMA RANGERI La carriera di Stefania Sandrelli e la vita di Paolo VI non sono argomenti irresistibili. Nonostante l'abbinata maliziosa del sacro con il profano, del corpo con l'anima, né la brava attrice, né il solitario papa sono personaggi in grado di catalizzare l'attenzione del grande pubblico. Anche se il programma (Novecento, Raiuno, giovedì) mantiene un tono gradevole affrontando con garbo aspetti della storia del costume e della politica. Non era la cosa più semplice, per esempio, parlare delle accuse di omosessualità rivolte a papa Montini, e infatti quando il prelato (ospite insieme a un giornalista) ne stava accennando con molti giri di parole e imbarazzate allusioni alle «indegne accuse», Pippo lo ha interrotto per spiegare che ci si stava riferendo alle accuse di omosessualità «sennò padre non si capisce di cosa stiamo parlando». Reduce dalla batosta sanremese, Pippo torna su Raiuno con il suo Novecento e si scontra con il Grande Fratello di Canale5 perdendo (il 34 per cento contro il 17), un due a zero secco, una sconfitta prevista e prevedibile. Pippo dice che si sente come Garibaldi a Teano, ammette che, di fronte alle richieste dell'azienda di tappare il buco del giovedì sera, ha risposto «obbedisco». Ma alle difficoltà della rete ammiraglia si aggiungono quelle dell'agonizzante Raidue definendo un quadro di strutturale debolezza che le manovresulla nomina del nuovo direttore generale non fanno che avvalorare.
Certo meglio Pippo che il paventato circo di Luisa Corna, meglio un programma che valorizza l'archivio piuttosto che i soliti sgangherati varietà dell'ultima soubrette, ma in tutta evidenza mancano idee e volti capaci di rinnovare il cuore della tv generalista (è in crisi anche Canale5 spesso superata da Italia1). E il giochino di trasferire i programmi da una rete all'altra, come nel caso di Novecento, non pareggiano i conti e anzi evidenziano come la coperta-Rai sia ormai sempre più corta.
nrangeri@ilmanifesto.it Questo articolo ha ricevuto 259 visite.
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