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| L´omelia di don Barbero "Sarò prete per sempre" |
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| "La vita è davvero bella e io non provo risentimento, ho il cuore pieno di miele". Il rito celebrato in un salone della comunità di Pinerolo, con un centinaio di fedeli |
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| Lunedì 17 Marzo 2003 |
| di la Repubblica |
| in Religione |
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DAL NOSTRO INVIATO ALBERTO CUSTODERO
PINEROLO - «Don» Franco Barbero, laico per forza dopo la sospensione a divinis, ha sfidato la Chiesa ieri mattina alle 11,15, quando, nonostante il divieto a celebrare la messa impostogli da Joseph Ratzinger, ha disobbedito, spezzando il pane infornato dalle mani «rozze e tenere di Nico», e ha, così, a modo suo, praticato l´Eucarestia. Teatro di quella sfida, il centro sociale San Lazzaro, a Pinerolo, dove, come ogni domenica alle dieci, si è raccolta la comunità cristiana di base fondata 30 anni fa dal sacerdote «scomunicato». In quel centro sociale nulla sa di chiesa, niente navate, cupole o icone. Ma in quel salone senza arredi e le inferriate alle finestre i cento fratelli e sorelle di don Franco hanno circondato il loro «presbitero» e - per dirla con il titolo della comunità - hanno «camminato insieme cantando». Su un tavolo che fungeva da altare, c´era la bibbia, il pane sfornato da Nico, un lumicino, un mazzo di violette, uno di narcisi gialli e un rametto di mimosa. La messa di don Franco è stata una preghiera collettiva, scandita da canti e cori sulle note di due chitarre. Le letture del vangelo sono state commentate dai fratelli e dalle sorelle della comunità che si sono scambiati riflessioni, non solo spirituali, non solo religiose. Don Franco sembrava più un ospite che ascoltava che il sacerdote che celebrava. Anche la lettura dell´ultima cena è stata corale. Poi don Franco si è alzato, ha spezzato il pane e l´ha distribuito. La sua Eucarestia, celebrata «secondo la tradizione delle origini del cristianesimo», è stato il momento più toccante, quello della disobbedienza che ha sancito in modo definitivo la frattura fra il presbitero di Pinerolo e il cardinale di Santa Romana Chiesa. La sua omelia ha sfiorato appena i fatti di cronaca che lo riguardavano. «Gesù in fondo ci fa un appello affinché noi crediamo che sia possibile essere uomini semplici che danno un senso alla loro vita. Perché la vita è davvero bella, come il film. La felicità si vede anche nei sorrisi delle donne afgane, anch´esse icone di Maria, nonostante le bombe dei nostri governi criminali». «A proposito delle mie vicende - ha poi spiegato - ciò che conta è il nostro cammino, non contro, ma insieme che prosegue ogni giorno. Ho il cuore colmo di miele, non ho risentimento per nessuno». Alla fine della funzione, il sacerdote si è sfogato. «Ora mi faccio chiamare sempre di più 'don Franco´». «Faccio le cose più semplici del mondo e mi stupisco che ciò provochi stupore». Dopo aver contestato tanti dogmi cattolici da sacerdote-contro (come le verginità di Maria), don Franco, ieri, al suo primo giorno di laico per forza, s´è appellato per la prima volta nella sua vita a un dogma. «Quello secondo il quale una volta sacerdote, lo sei sempre. Il sacerdozio ti imprime un carattere indelebile. La chiesa ti può dire 'se lo fai, fai male´. Ma non 'se lo fai, non vale´». La sua forza - dice - sta nel fatto che in 40 anni non ho mai preso una lira dalla chiesa. «Carletto Marx aveva ragione, il dato economico conta». E nell´aver dedicato tutto il suo sacerdozio allo studio della teologia, consentendogli (per usare le sue parole della lettera «La chiesa non è una discoteca»), di provocare la «gerarchia che 'scatta´ quando si va a toccare la sacralità del suo potere, quando si fornisce una diversa interpretazione a certi enunciati dogmatici, quando si trasgrediscono le regole ecclesiastiche che escludono i divorziati, o i gay, e le lesbiche dalle nozze cristiane». Indossava una giacca grigio-scuro sopra un maglione marrone, al collo aveva una grossa croce colorata, a pallini bianchi e rossi, dono delle donne di Korogocho, sobborgo di Nairobi, «simbolo - per usare le parole di un altro prete 'contro´, padre Zanotelli - di come l´impero del denaro riduce i poveri di tutto il mondo». «D´ora in poi sarò sempre più sacerdote. Farò un corso preparatorio al matrimonio per lesbiche. E nei prossimi giorni svelerò un segreto: di essermi nascosto, per poter dialogare nel sito 'Donne in silenzio´ (che ha ispirato il libro 'Oltre il nulla´ di Ausilia Ricci), dietro lo pseudonimo di 'suor Eustochia´, anagramma di buona sorte». Questo articolo ha ricevuto 230 visite.
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