HOME CHI SIAMO SEGNALA WEBMASTER
 

Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Dall´aborto ai gay i tormenti della Chiesa
Dall´aborto ai gay i tormenti della Chiesa
Per Marco Politi di Repubblica sulle coppie di fatto "sarebbe singolare che in sede legislativa si perpetuasse un clericalismo che non trova riscontro nella maturazione della società"
Giovedì 07 Novembre 2002
di la Repubblica
in Religione

Stampa
Segnala ad un tuo amico
Scrivi alla redazione
Fai Notizia

Dall´aborto ai gay i tormenti della Chiesa







MARCO POLITI











Una fiammata di polemiche, da parte delle gerarchie della Chiesa, ha accompagnato l´annuncio dell´ospedale di Sant´Anna a Torino di iniziare la sperimentazione della pillola Ru 486. «E´ un fatto luttuoso», ha commentato il cardinale Severino Poletto. «Eticamente inaccettabile, riprovevole, diseducativa nei confronti della vita umana», ha definito la pillola monsignor Mario Cozzoli, docente di teologia morale all´ateneo Lateranense, l´università del Papa. Il Forum degli organismi cattolici, che operano in campo socio-sanitario, ha chiamato medici e farmacisti alla «doverosa obiezione di coscienza». Il ministro Sirchia ha preannunciato un´ispezione per esaminare requisiti di sicurezza e di efficacia del prodotto, ma ha anche aggiunto di non vedere problemi alla sua commercializzazione. Poi è calato il silenzio. Ed è in questa tregua che vale forse la pena di riflettere se simili scontri ideologici abbiano ancora senso.



Nel 1981 - sembra un´altra era - oltre due terzi degli italiani hanno votato a favore della legge sull´aborto. In questi venti anni niente lascia trasparire che donne e uomini di questo paese abbiano cambiato idea. Al contrario, la coscienza popolare ha ormai assorbito la legislazione sull´interruzione di gravidanza come un elemento imprescindibile per affrontare la propria vita individuale e di coppia.



Certamente, anche per chi vi ricorre, l´aborto rimane un fatto drammatico e ''straordinario´´, ma nessuno vorrebbe tornare all´epoca delle mammane o dei viaggi all´estero. Chi ha provato a riportare forzosamente indietro le lancette dell´orologio è stato sconfitto. È successo in Polonia negli anni Novanta.



Troppo spesso l´interruzione di gravidanza è stata vista dalla parte dei diritti della donna, ma andrebbe considerato anche un altro aspetto non meno essenziale. L´importanza che un figlio sia desiderato, atteso, amato sin dal concepimento. Il valore profondo della ''volontarietà´´ della gravidanza sta proprio qui: permettere che il futuro bambino sia frutto di una piena, convinta e gioiosa accoglienza. Non è un elemento secondario nel suo sviluppo psico-fisico successivo.



Sì, la pillola Ru 486 è abortiva (meglio sarebbe introdurre anche in Italia la cosiddetta ''pillola del giorno dopo´´, che impedisce dall´inizio una gravidanza), ma rientra pienamente nella legge e soprattutto è meno traumatizzante e più naturale rispetto all´intervento chirurgico, maggiormente invasivo per il corpo della donna.







Saggiamente Carlo Casini, il leader del Movimento per la Vita sulla cui fede antiabortista nessuno può dubitare, ha detto che l´uso della Ru 486 non è una grande notizia e ha rimesso l´accento sulle politiche per prevenire gli aborti.



Si potrebbe dire anche di più. Nell´ultimo quarto di secolo la Chiesa ha avuto un lungo lasso di tempo per sperimentare che il suo messaggio riesce a parlare alla società contemporanea quanto più assume il significato di una proposta etica e non di una prescrizione impositiva. Come mai le parole di Giovanni Paolo II riescono a toccare il cuore di milioni di giovani e spesso anche di tantissimi non credenti? Perché non si presenta con il dito alzato, perché indica una strada, una proposta, un orizzonte di valori. Perché - quando si rivolge alla gioventù dei grandi raduni mondiali - non rappresenta il fantasma di interventi clericali nella legislazione civile riguardante il divorzio o la regolamentazione delle nascite, ma evoca i traguardi esigenti e affascinanti di un rapporto di coppia ricco d´amore e aperto al mondo intero.



In questo senso si pone oggi la distinzione tra sfera etico-religiosa e sfera laica. Alla prima è connaturata (nella pluralità delle religioni e dei movimenti umanistici) l´elaborazione e la proposta di progetti di vita, alla seconda il ''buon governo´´, cioè la regolamentazione della convivenza civile tenendo conto del pluralismo culturale e della continua maturazione della società.







In questo senso si pone egualmente l´urgenza di affrontare e risolvere finalmente anche in Italia il problema delle unioni di fatto, comprese quelle omosessuali. Chi lavora e chi viaggia vede intorno a sé sempre più spesso uomini e donne gay, che da soli o in coppia, vivono tranquillamente la loro dimensione senza gli stereotipi caricaturali, che li circondavano in passato. Dalle gag di film tipo il ''Vizietto´´ siamo passati sugli schermi televisivi sia Rai che Mediaset alla serena accettazione della presenza di persone omosessuali nelle fiction più posate e di sapore quotidiano.



Vorrà pur dire qualcosa. Vorrà pur dire qualcosa che in tante famiglie la rivelazione di omosessualità fatta da un figlio o una figlia si conclude in un pianto e in un abbraccio laddove decenni addietro incombevano la paura e l´orrore.



Perché allora insistere nel negare lo strumento giuridico di quello che in Francia è stato chiamato suggestivamente e giustamente il ''patto di solidarietà´´ fra due partner etero o omosessuali allo scopo di regolare aspetti basilari della convivenza: dalla casa al fisco, all´eredità, all´assistenza, al diritto di stare vicino all´amato o all´amata in caso di emergenza?



Un prezioso libretto di padre Gino Concetti, teologo dell´Osservatore Romano, contiene semi preziosi e poco conosciuti all´interno della stessa Chiesa per la presa d´atto di un´evoluzione dell´atteggiamento sociale e delle norme giuridiche dello Stato. È stato pubblicato già cinque anni fa e si chiama, non a caso, ''Diritti degli omosessuali´´. Difende il diritto dei gay a godere dei diritti fondamentali di ogni cittadino: la libera manifestazione delle proprie opinioni, la tutela della dignità e da ogni tipo di aggressione, il diritto ad associarsi per mutuo sostegno. Fino ad arrivare al riconoscimento che per i diritti sociali derivanti dalla convivenza lo Stato potrebbe accogliere in toto o in parte tali «richieste».



Per un ecclesiastico, premuto dalle norme canoniche che definiscono l´omosessualità un grave disordine, oggettivamente immorale, il condizionale è d´obbligo. Ma per un deputato italiano - quale che sia il proprio colore - simili vincoli non hanno motivo di essere. Meno che mai per le coppie di fatto in quanto tali, a prescindere dal sesso dei partner. Sarebbe singolare che in sede legislativa si perpetuasse un clericalismo, che non trova riscontro nella maturazione della società e nemmeno nel modo di affrontare la vita quotidiana di tanti onorevoli e senatori.



Questo articolo ha ricevuto 211 visite.



Articoli correlati...

Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale Primo piano
Giovedì 24 Maggio 2012
Sicilia, minaccia con una forbice e caccia di casa il figlio perché omosessuale
A rendere nota la vicenda è stata l’Associazione GayLib, che ha raccolto un appello lanciato via web dal giovane, che ha raccontato come il padre abbia cominciato a insultarlo
di La redazione di Gaynews
Usa: nel Colorado dove le nozze gay sono un miraggio, nonostante Obama Mondo
Giovedì 24 Maggio 2012
Usa: nel Colorado dove le nozze gay sono un miraggio, nonostante Obama
."Qui nel Colorado non si può parlare di matrimonio gay perchè la costituzione di questo stato definisce il matrimonio solo come l'unione tra un uomo ed una donna"
di TMNews
Usa, sermone choc: «Chiudiamo i gay in un recinto e lasciamoli morire» Religione
Mercoledì 23 Maggio 2012
Usa, sermone choc: «Chiudiamo i gay in un recinto e lasciamoli morire»
Charles Worley, un pastore battista americano: «Senza riprodursi si estingueranno». Il video finisce in rete e provoca proteste e manifestazioni (video)
di Corriere.it
Mosca vieta Gay Pride. Partito Putin, inasprire multe per manifestazioni Mondo
Sabato 19 Maggio 2012
Mosca vieta Gay Pride. Partito Putin, inasprire multe per manifestazioni
Le autorita' della capitale hanno vietato per il settimo anno consecutivo il Gay Pride. Lo ha annunciato un alto responsabile del dipartimento sicurezza di Mosca
di Ansa



RUBRICHE RISORSE

APPUNTAMENTI