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| L'avventura di Don Vitaliano in un film |
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| Ha partecipato al Gay Pride per testimoniare l’impegno di tutti per tutti, senza distinzioni alcune. |
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| Giovedì 01 Agosto 2002 |
| di Il Nuovo |
| in Religione |
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Storia, passioni e fede di un prete scomodo Don Vitaliano, nothing but a priest, il 3 agosto a Locarno. Il parroco no global è il protagonista di un film documentario di Paolo Pisanelli di Paolo Perrotta NAPOLI – Se il film d’inchiesta per un po’ è andato in pensione e il documentario si è risvegliato coi giovani registi italiani e francesi negli ultimi anni, le storie raccontate dai protagonisti (vedi le pellicole sui fatti di Genova e la morte di Carlo Giuliani: ragazzo della Comencini) sembrano essere l’unico spiraglio di luce per un cinema moderno. E in questo contesto è giusto che dopo i santi anche i preti (soprattutto quelli scomodi) diventino protagonisti di un racconto per immagini. Un uomo. Un prete. Oggi anche un film. E’ Don Vitaliano Della Sala, il prete di Sant’Angelo a Scala nell’Avellinese che diventerà il protagonista di una pellicola documentario sulla sua vita.
Prima la sua presenza al “Femminiello Pride” gli ha permesso di diventare (lo è da quando ha preso i voti) il prete degli ultimi e dei No Global. Poi la Chiesa gli ha imposto il silenzio. Lui, l’ha rispettato fino a quando gli eventi non gli hanno imposto di dire la sua. Ed è ritornato nella bufera. Oggi Vitaliano Della Sala, prete scomodo perché amico dei disperati, diventa il protagonista di un film che racconta per immagini la sua vita. Ha contestato la Pivetti quando da presidente della camera non si è mai interessata della sua chiesetta diroccata da anni. I carabinieri lo portarono via di peso dopo che il “prete ribelle” s’era incatenato alla casa del Signore. Ha partecipato al Gay Pride per testimoniare l’impegno di tutti per tutti, senza distinzioni alcune. E’ stato spalla a spalla coi ragazzi "No Global" quando le loro battaglie servivano la vita degli ultimi. E’ stato in Chapas coi zapatisti dell’Ezln. Dopo gli scontri di Genova il suo paesino di montagna nell’avellinese ha ospitato un campeggio "no global".
La sua vita oggi diventa un film. Si chiama Don Vitaliano, nothing but a priest, regia di Paolo Pisanelli, e verrà presentato il 3 agosto a Locarno (prima visione in Italia a novembre su Tele+Bianco). La pellicola è ambientata durante gli scontri del luglio scorso a Genova, quando, racconta don Vitaliano, “rimasi sconvolto nel vedere tanti ragazzi picchiati. Ero fuori la scuola Diaz durante la notte della perquisizione”. Ma non di sola Genova si tratta. Di Vitaliano prete viene raccontata anche la vita quotidiana “la visita alle famiglie, il campeggio no global, il mio viaggio in Chapas”. Chissà che cosa ne dirà l'abate Tarcisio Nazzaro, che ha imposto al prete ribelle il silenzio e gli "arresti domiciliari"? Don Vitaliano è tranquillo: “Non credo che ci saranno reazioni. Non ho disobbedito agli ordini, il documentario non va contro la Chiesa e in fondo è solo la sintesi di quel che è già accaduto”. Una pellicola che farà parlare e pensare e non solo a Locarno.
(31 LUGLIO 2002, ORE 12:50)
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