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| Trieste. Tavola rotonda sull’omossessualità |
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| Riflessione lontana dai luoghi comuni |
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| Lunedì 29 Aprile 2002 |
| di Il Piccolo |
| in Religione |
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«Ama Dio, e fa ciò che vuoi». Una massima di Sant’Agostino che in qualche modo, dopo aver assolto al precetto essenziale, dona alla persona una libertà di intenti e affetti che necessita di maturità, riflessione, consapevolezza. Un riferimento che Gregorio Plescan, della comunità Valdese di Venezia, ha citato per parlare di quell’omosessualità di fatto non approvata nei testi sacri, ma viva e portatrice, nel quotidiano, di valori di comunanza e affetto in diversi gruppi di persone. Plescan – assieme a don Domenico Pezzini della diocesi di Lodi, don Franco Barbero della comunità cristiana di Pinerolo e don Mario Vatta della Comunità di san Martino al Campo – ha partecipato al convegno «Persone omosessuali oggi: riflessioni teologiche» organizzato nella libreria Minerva dal Circolo Arcobaleno con la collaborazione del Gruppo Kairos Gay credenti e moderato dallo psichiatra Paolo Rigliano. «La Bibbia non è un ricettario dove rintracciare le verità necessarie – ha affermato don Pezzini -; noi abbiamo attivato uno spazio nella Chiesa per i gay, favorendo il lavoro di riflessione e di dialogo, lontano dai luoghi comuni e dalle facili ideologie». «Sono solo un vecchio prete ruspante – ha ironizzato don Mario Vatta – ma penso che su questi temi una città laica e aperta come Trieste debba favorire le aperture e gli approfondimenti». «Da prete tradizionale che trinciava giudizi negativi sugli omosessuali – ha detto don Barbero – ho capito, grazie all’ascolto che c’è piena conciliabilità tra condizione gay e vita nella Fede». ma. lo. Questo articolo ha ricevuto 296 visite.
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