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| Vaticano e summit sulla pedofilia: la delusione degli americani |
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| «Il risultato dell'incontro in Vaticano è stato tragico». Da "La Provincia Pavese" |
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| Venerdì 26 Aprile 2002 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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LE REAZIONI IN AMERICA
di Andrea Visconti
NEW YORK. Il documento sulla pedofilia stilato in Vaticano a seguito dell'incontro straordinario fra il Papa e i dodici arcivescovi Usa porterà «ad un'azione definitiva e permanente» contro i pedofili che sarà finalizzata in giugno a Dallas. Lo ha affermato il cardinale William Keeler di Baltimora aggiungendo che la più alta gerarchia della Chiesa Cattolica americana «è determinata a rimuovere il problema della pedofilia, benchè sia assai difficile». Ma il rinvio a giugno è proprio quello che sta scatenendo la reazione negativa di alcuni gruppi cattolici. In particolare c'è stato ieri il commento negativo da parte di Cathlics for a Free Choice, un gruppo di dissidenti cattolici americani. «E' scioccante che i più potenti leader della Chiesa non riescano a mettersi d'accordo neppure sul fatto che se un prete violenta un bambino deve immediatamente lasciare la chiesa», ha detto Frances Kissling, presidentessa dell'organizzazione dissidente. «Il risultato dell'incontro in Vaticano può solamente essere definito tragico». Reazione negativa anche da parte di alcune vittime di abusi sessuali in passato. Il figlio del cattolico Rodney Ford per esempio fu oggetto di abusi sessuali da parte di un prete quando aveva sei anni e il padre ora esprime sdegno davanti al fatto che il documento uscito mercoledì dal Vaticano non fa neppure un accenno alle vittime di preti pedofili. «Chi di noi potrà mai dormire tranquillo sapendo che le autorità di Roma non sono in grado di fare molto e non sanno neppure scusarsi per le vite che sono state distrutte?» Ci sono state invece parole di apprezzamento da parte di Raymond Flynn, ambasciatore Usa in Vaticano dal 1993 al 1997: «Ammiro la disciplina con cui il Papa e i cardinali hanno condotto l'incontro», ha detto spiegando che la riunione avrebbe potuto essere una occasione per confondere la situazione discutendo di questioni come il celibato e omosessualità. «Invece hanno definito i principi di una politica volta a far sì che fatto del genere non si ripetano più». Diversa la posizione espressa ieri dal quotidiano Christian Science Monitor che ritiene che pedolifia, celibato ed omosessualità non siano tematiche che possono essere tenute separate. «Nessuno si aspetta che la dottrina della chiesa in questa materia venga rovesciata, ma è ragionevole aspettarsi che questi temi siano parte del dialogo». Il New York Post in un editoriale sottolineava come l'incontro in Vaticano non sia riuscito a definito le conseguenze per alti prelati che chiudono un occhio davanti a casi di pedofilia e si limitano a trasferire il prete colpevole altrove. «Questo punto deve venire chiarito in giugno a Dallas, comunque stiamo vivendo un momento storico. Ma c'è un rischio: che la Chiesa esageri in senso opposto e ne vadano di mezzo preti innocenti». Più dura la posizione espressa dal New York Times che giovedì in un editoriale definiva «scoraggiante» che i cardinali in Vaticano abbiano minimizzato l'impatto negativo degli abusi sessuali distinguendo fra «adolescenti e bambini piccoli».
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