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| TV 7. Grillini scrive una lettera di protesta al presidente RAI |
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| L atrasmissione andata in onda domenica affastellava omosesusalità e pedofilia dei preti |
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| Lunedì 22 Aprile 2002 |
| di Franco Grillini |
| in Religione |
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Lettera aperta a Petruccioli e Baldassarre Oggetto: trasmissione RAI offensiva verso gli omosessuali, la pedofilia nel mondo cattolico è frutto del celibato ecclesiastico Scrivo ancora una volta una lettera di protesta per la trasmissione televisiva di TV 7 andata in onda domenica sera su RAI 1 dove si è presentato un prete omosessuale che denunciava un abuso nell'infanzia da parte di un altro prete cattolico. La trasmissione voleva essere un momento di riflessione sul gravissimo fenomeno della pedofilia e degli abusi sessuali dei religiosi cattolici sui bambini loro affidati, abusi di cui parla ormai la stampa di tutto il mondo. Com'è noto il fenomeno dipende in gran parte dal disumano celibato imposto ai preti cattolici, celibato che è alla base dei comportamenti abusatori di una parte non trascurabile del clero. Ma ogni volta che si affronta questo argomento anche in RAI si fa di ogni erba un fascio lasciando trasparire la sovrapposizione tra omosessualità e pedofilia che quanto di più falso si possa immaginare perché come sanno anche i sassi la pedofilia è la tragedia della famiglia tradizionale eterosessuale dove avviene il 90% degli abusi. Desta pertanto sconcerto la disinformazione e il vero e proprio stillicidio di razzismo omofobico che dobbiamo subire ogni giorno anche nella televisione pubblica. Nel caso sciagurato della trasmissione di cui sopra gli omosessuali sono stati gravemente insultati sia dalla psicoterapeuta che commentava l'intervista al parroco, sia dal Cardinale Ersilio Tonini che è arrivato addirittura a teorizzare l'innocuità dei rapporti eterosessuali tra preti e sottoposti, purché appunto eterosessuali. Protestiamo non solo per il pregiudizio omofobico che ha offeso milioni di onesti cittadini omosessuali, ma protestiamo anche perché mai in queste pruriginose trasmissioni delle TV pubblica viene data la parola agli esponenti della comunità gay e lesbica italiana se non altro per difendersi. Siamo quindi a chiedere che non si faccia del volgare razzismo omofobico sulla televisione pubblica e che sia ristabilito il diritto di parola degli omosessuali nel contraddittorio finora negato. Questo articolo ha ricevuto 259 visite.
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