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| RAI, TV7. Un prete omosessuale:sono stato abusato da un prete pedofilo |
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| Per il Cardinale Tonini “Se un prete va con una donna la comunità dei fedeli lo perdona se va con un uomo no” Assenti commentatori gay |
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| Lunedì 22 Aprile 2002 |
| di Aurelio Mancuso |
| in Religione |
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Preti, pedofilia, omosessualità: domenica sera va in onda su TV7 un servizio su un prete gay molestato da piccolo da un prete. Come sempre il commento viene affidato a una psicoterapeuta e al cardinale Tonini che tra l’altro commenta:
“Se un prete va con una donna la comunità dei fedeli lo perdona se va con un uomo no”
Aurelio Mancuso
Questo il bel concetto svolto dal sempre presente cardinale Tonini per giustificare il fatto che, dai seminari vanno mandati via i giovani sospettati di omosessualità. Tv7, magazine settimanale d’informazione di Rai Uno ha trasmesso, domenica 21aprile, un’intervista a un prete gay, ripreso di spalle, che ha confessato di esser stato molestato da piccolo da un sacerdote. L’intervista è stata inframezzata dagli interventi della psicoterapeuta di turno e dal sempre verde cardinale Tonini. Nonostante che verso la fine dell’intervista il prete gay abbia rivendicato il fatto che l’omosessualità non è una malattia e che lui non intende reprimerla, il servizio è stato costruito così magistralmente che la sua opinione è stata svilita con alcuni giudizi espressi sia dalla psicoterapeuta e sia dall’alto prelato.
Un bel servizio infarcito da pensieri d’omofobia soft, con l’incolpevole protagonista che raccontando la sua sofferta storia ha offerto la possibilità alla giornalista di formulare domande già intrise di pregiudizio e, agli altri commentatori di srotolare la filippica, ipocrita e secolare della continenza come unica via per la salvezza.
Il meglio dell’armamentario omofobo viene naturalmente lasciato al cardinale cui non è sembrato vero di poter condannare in un colpo solo, e non facendo alcuna distinzione, i vescovi americani colpevoli di non aver affidato alla giustizia i preti rei di molestie e abusi sessuali sui minori e gli insegnanti dei seminaristi che non cacciano via subito i ragazzi gay.
La psicoterapeuta non ha condannato l’omosessualità, ma non ha smentito la tesi che l’omosessualità sia difficile da contenere e, che quindi i preti e suore che devono reprimerla soffrono tanto. La giornalista è stata davvero abile nel costruire un servizio che, sono certo, non sarà dispiaciuto nemmeno ad alcuni gay, visto che era molto delicato, paternalista, disgustosamente comprensivo con il disgraziato di turno, ma assolutamente fermo nel dare voce alla condanna inequivocabile della gerarchia cattolica. Ancora una volta sono stati esclusi punti di vista diversi, non dico le associazioni gay, ma dei possibili Don Barbero o Don Vitaliano. Ma è probabile che per Rai Uno sia vietato far intervenire preti ritenuti disubbidienti dal Vaticano…. Quando si tratta di questioni gay la par condicio non si può invocare. Complimenti un bel trappolone che riceverà sicuramente la benedizione della Cei. Attendiamo fiduciosi la prossima puntata, che a questo punto questa reverenziale giornalista non vorrà negarci.
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