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| Un prete sulle strade dell'amore |
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| S'intitola così l'opera di un giovane sacerdote che tratta il tema del rapporto tra cristiani e omosessualità: "La Chiesa deve impegnarsi per favorire la castità e il riorientamento degli omosessuali" |
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| Lunedì 11 Marzo 2002 |
| di La Sentinella del Canavese |
| in Religione |
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IVREA. Ha soltanto trent'anni e da poco più di tre è sacerdote, eppure la sua è già una voce autorevole nell'ambito della Chiesa del terzo millennio. Stiamo parlando di don Stefano Teisa (originario della frazione rivarolese di Argentera e dal settembre scorso viceparroco di Caluso). Di don Teisa, proprio nei giorni scorsi, per l'editrice 'Città Nuova', è uscito il volume "Le strade dell'amore. Omosessualità e vita cristiana". E mai libro fece la sua comparsa più tempestivamente di quello del giovane sacerdote canavesano, stante la polemica intorno alla rassegna "Ivrea la Gaya", scaturita dall'out-out della Curia diocesana all'immediata vigilia della serata di apertura. Come annunciano le frasi dell'ultima di copertina, l'opera di don Teisa, nelle sue oltre 300 pagine puntualizza quella che è la voce della Chiesa sulla questione: «Chiesa e omosessualità: questo binomio comunemente ritenuto di difficile conciliazione rimanda oggi a un rapporto dinamico che vede, da parte della Chiesa, un'attenzione sempre più specifica e approfondita. In queste pagine si propone un'indagine biblica, teologica, antropologica e scientifica su tale complessa realtà, offrendo una chiave per la conoscenza delle esigenze reali delle persone omosessuali e individuando le strategie pastorali perché possano essere e sentirsi effettivamente accolte, cosi da poter contribuire al cammino personale di maturazione umana e cristiana a cui ogni persona tende». E in effetti, quello di don Teisa (laureato in Teologia morale presso la Pontificia Università Domenicana di San Tommaso a Roma, e docente presso l'Istituto Superiore di Scienze religiose a Ivrea e Torino) è uno studio veramente approfondito, come testimonia la fittissima bibliografia, religiosa e laica: oltre 210 titoli, in gran parte pubblicati negli ultimi 10-15 anni, a conferma del dibattito apertosi intorno alla questione omosessuale in coincidenza con la progressiva 'liberalizzazione' di uno 'status' sino a ieri visto dai più con diffidenza, quando non addirittura con disprezzo. Come sottolinea l'autore nell'introduzione, «il Magistero ha dedicato costante attenzione alla problematica omosessuale, prendendo posizione in diversi documenti degli ultimi anni, in particolare nella Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla 'Cura pastorale delle persone omosessuali' del 1º ottobre 1986, che rappresenta la sintesi dell'insegnamento della Chiesa. Nelle circostanze attuali le indicazioni di tale Lettera rimangono in gran parte non realizzate, in quanto non esiste una pastorale strutturale ordinata alle persone omosessuali, come la Lettera indicava, e le iniziative sono lasciate ai singoli pastori e ai singoli laici, con il pericolo di personalismi che non salvaguardano l'integrità della verità circa la sessualità, soprattutto circa la necessità che le persone omosessuali conducano una vita casta...». Secondo don Teisa, «...in un contesto del genere, si comprende come prevalga spesso un atteggiamento fatalistico nei confronti dell'omosessualità, mentre ritengo sia precisa responsabilità della Chiesa impegnarsi affinché possa essere messa a disposizione delle persone omosessuali di buona volontà la concreta possibilità di intraprendere un itinerario umano e cristiano capace di stimolarle a investire tutte le loro energie positive - unite a quelle della grazia - per vivere castamente e per progredire nel riorientamento della loro inclinazione sessuale». Questo articolo ha ricevuto 151 visite.
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