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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
ANCORA POLEMICHE SULLA RASSEGNA «IVREA LA GAYA»
ANCORA POLEMICHE SULLA RASSEGNA «IVREA LA GAYA»
La Curia: non possiamo favorire una cultura gay
Domenica 10 Marzo 2002
di La Stampa
in Religione

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IVREA

Non si placano le polemiche sullo «sfratto» sentenziato dalla Curia vescovile verso «Ivrea la gaya», ciclo di incontri sulla cultura omosessuale che avrebbe dovuto svolgersi in gran parte all´ABCinema (di proprietà dell´Opera diocesana preservazione della fede, presso l´oratorio San Giuseppe). Nell´ultimo numero del settimanale diocesano «Il Risveglio Popolare», uno scarno comunicato della curia spiega che «la convenzione stipulata con l´ABCinema contiene una clausola in cui gli interessati si impegnano a non ospitare spettacoli che siano in contrasto con le finalità dell´ente proprietario». La curia, inoltre, invita a non confondere il provvedimento attuato nei confronti della rassegna con l´accoglienza, la stima e il rispetto verso gli omosessuali. «Cosa diversa - recita la nota - è una cultura gay che tende ad omologare visioni antropologiche e comportamenti, in una prospettiva etica inaccettabile da chi vuole avere una visione cristiana della persona e della sua dimensione sessuale. Il sostegno, anche indiretto, a tale tipo di cultura diventa per molti fonte di equivoci e di disorientamento, che la diocesi e i suoi organismi non intendono in alcun modo favorire». Numerosi attestati di solidarietà, intanto, sono arrivati nella sede della cooperativa Rosse Torri (che gestisce l´ABCinema) e soprattutto ad Andrea Benedino, presidente del Consiglio comunale eporediese e portavoce nazionale dei gay Ds. Sulla vicenda sono intervenuti l´Arcigay nazionale, i Ds di Ivrea, l´Eeg (movimento gay universitari), la Sinistra Giovanile del Canavese. Persino la comunità cristiana di base di Pinerolo parla di «grave atto di discriminazione» da parte della curia eporediese. «Avevo cercato un dialogo costruttivo con la diocesi - dice Benedino -. E´ stata opposta una netta chiusura, mi auguro che la chiesa di base faccia sentire la propria voce».

m. rev.

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