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Edizione di Sabato 26 Maggio 2012
Pedofilia. Giù le mani dai chierichetti
Pedofilia. Giù le mani dai chierichetti
Lo scandalo dei preti pedofili scoppia negli Stati uniti. Così forte che le donazioni alla chiesa scendono vertiginosamente:per il timore che i soldi servano ai risarcimenti per le vittime degli abusi
Martedì 19 Febbraio 2002
di Il Manifesto
in Religione

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Dal Massachussetts al New Hampshire, dal Minnesota alla California. E in Italia? MARCO D'ERAMO



E' un mistero: come mai tra i preti cattolici statunitensi ci sono tanti, tanti più pedofili che tra i parroci italiani? Dipende dai criteri con cui vengono scelti negli Usa? Certo non c'è paragone tra il numero di processi a cui vengono sottoposti questi ministri di Dio negli Stati Uniti e invece le azioni intentate contro di loro nel nostro paese. Come non c'è paragone tra il rilievo che viene dato a queste accuse al di qua e al di là dell'Atlantico. Infatti da quasi vent'anni, da quando cioè il primo caso fu reso pubblico in Louisiana, periodicamente negli Stati uniti scoppia uno scandalo che coinvolge a ragione o a torto la gerarchia cattolica: già dieci anni fa all'argomento era dedicato un librone di 400 pagine scritto da un cattolico: Catholic Priests and the Sexual Abuse (ed. Doubleday). Ma quello che sta scuotendo l'arcidiocesi di Boston è certo il più devastante di tutti, e Dio sa se ce ne sono stati altri: tanto che l'arcivescovo di Boston, il potentissimo cardinale Bernard F. Law, ha dovuto decidersi a comunicare alla magistratura ordinaria i nomi di ben ottanta preti che tra il 1960 e il 1980 hanno compiuto molestie sessuali sui chierichetti o sugli allievi dei corsi di catechismo.

Scrive il Boston Globe La burrasca è scoppiata a gennaio grazie alle rivelazioni del Boston Globe sul caso di John J. Geoghan, un prete ora spretato, accusato di aver molestato più di 130 bambini in 30 anni, durante i quali, a seguito di ogni denuncia, la burocrazia diocesana non faceva altro che allontanarlo dalla sua parrocchia per trasferirlo in un'altra. A luglio scorso, in un processo, il cardinal Law dovette ammettere di aver trasferito Geoghan in un'altra parrocchia anche se era a conoscenza del suo passato, perché si era fidato della perizia psichiatrica che lo aveva giudicato "guarito" dalla sua perversione. Solo che il Globe ha scoperto che della commissione psichiatrica facevano parte un dottore che non aveva nessuna specializzazione psichiatrica e un altro che aveva concordato una causa per aver molestato sessualmente un paziente. Da questo caso sono uscite denunce su denunce, fino ad arrivare all'ultima ammissione del cardinale - che con l'imponente cifra di 80 preti supera il caso isolato, il singolo deviante ed assurge a dimensione di massa. Lo scandalo si è allargato a tutto il Massachussetts e oltre. La settimana scorsa il reverendo James F. Power è stato all'improvviso sospeso dalla parrocchia di St. James a Wellesley, dopo che era stato accusato di scorrettezza sessuale. Venerdì infine il vescovo di Manchester (New Hampshire) ha comunicato i nomi di 14 preti accusati di abusi sessuali e ne ha sospesi sette dal servizio (altri sette erano già stati sospesi o messi in malattia). D'altronde il Massachusetts è lo stato in cui dieci anni fa, nel 1992, scoppiò il più clamoroso caso di "pedofilia seriale" da parte di un prete. E' il caso di James Porter, accusato di aver avuto rapporti sessuali con più di 90 bambini nella sua parrocchia di Fall River in Massachusetts negli anni `60, e con altri trenta successivamente in altri stati, tra cui il Minnesota. Porter si spretò, si sposò, ebbe dei figli, ma fu accusato di molestie anche dalla quindicenne baby sitter dei suoi bambini. Nel 1992 più di 200 persone sporsero denunce contro di lui, ma poiché era difficile raccogliere testimonianze, l'incriminazione fu formalizzata per "soli" 32 casi. La vicenda Porter mise a nudo i problemi che dovevano affrontare i vescovi. Fino agli anni `70 la Chiesa inviava i suoi ministri che avevano un problema sessuale nel Paraclete Treatment Center a Jemez Spring nel New Mexico: e anche Porter vi era stato trattato. Nel 1994 questo centro accettò di pagare circa 5,7 milioni di dollari a 21 persone del Minnesota che erano state abusate da Porter nella parrocchia di Bernidji nel 1969 e 1970, dopo che Porter era stato curato nel centro. Comunque già all'epoca la maggior parte dei preti in difficoltà veniva mandata a una nuova clinica, questa volta nel Maryland, il Saint Luke Institute, in cui sono passati centinaia di sacerdoti. La diagnosi vi è basata su profili della personalità, test d'intelligenza, interviste con i terapisti, anamnesi dettagliata della storia sessuale. Poi inizia un'intensa terapia individuale e di gruppo che dura in media sei mesi. Per i responsabili dell'istituto la soluzione migliore è che, alla fine della "terapia", i sacerdoti restino sotto controllo, evitino le situazioni "a rischio" come la frequenza di scuole o giardini, continuino terapie di gruppo settimanali, ma continuino ad esercitare il loro ministero in una forma amministrativa (non come parroci) perché così, si dice alla clinica, "devono rispondere a qualcuno". Come si vede dai casi di Boston e del New Hampshire, evidentemente non tutte le 194 diocesi statunitensi hanno seguito i suggerimenti del Saint Luke Institute recepite dalla serie di rapporti Restoring Trust ( "Restaurare la fiducia"), redatti dalla Conferenza nazionale dei vescovi cattolici, in cui si chiedeva alle diocesi di rispondere alle accuse di abuso mettendosi in contatto con le vittime e rimuovendo i molestatori dai loro doveri ministeriali.

La moltiplicazione dei risarcimenti La rapidità o meno con cui le diocesi si sono allineate alle nuove direttive è dipesa in parte dalla gravità delle sanzioni finanziarie a cui sono andate incontro. Già alla fine del `92 il Wall Street Journal calcolava a più di 400 milioni i dollari pagati dalla gerarchia cattolica in risarcimenti danni per molestie (all'epoca la chiesa ne ammetteva "solo" 60). Ma il risarcimento record lo ha pagato nel 1997 la diocesi di Dallas: ben 119 milioni di dollari (240 milioni di euro) per risarcire 10 uomini e la famiglia di un suicida che da ragazzi erano stati molestati quando erano chierichetti da un prete poi spretato. Non stupisce perciò che la diocesi di Dallas sia stata tra le più rapide ad adeguardi alle nuove direttive e abbia rimosso 9 preti su un effettivo di 78. La diocesi ha insediato una commissione sugli abusi sessuali che segue i rapporti della polizia e le organizzazioni di protezione dei bambini (va detto che questo termine viene esteso, per quanto riguarda la sessualità, fino a che il/la teenager non ha compiuto 18 anni). Invece in California l'adeguamento è stato meno rapido, nonostante anche qui i risarcimenti si siano moltiplicati, come quello da 830.000 dollari nella Sonoma Valley, per mettere a tacere nel 1995 le accuse contro l'allora cinquantenne prete Gary Edward Timmons (le cui foto sui giornali dell'epoca mostrano un uomo scarno e ascetico) accusato di aver avuto rapporti sessuali di "copulazione orale" con ragazzi in età tra i 7 e i 17 anni. Nella stessa Sonoma Valley due anni fa un altro ex prete, Don Kimball, è stato accusato di vari reati tra cui stupro e abuso di bambini prima con due ragazze e poi, come ha scoperto la procura, con altre nove vittime. Ma in California un altro molestatore, il reverendo John Lenihan, parroco alla chiesa St. Edward a Dana Point nell'Orange County è rimasto in carica a lungo in parrocchie di grandi dimensioni, nonostante già nel 1991 la diocesi avesse concordato un risarcimento con una donna, Mary Grant, per i rapporti che il parroco aveva avuto con lei quando era adolescente. Irritata dal vederlo sempre in servizio, Mary Grant ha ripreso una campagna solitaria contro John Lenihan, esponendo cartelli sul marciapiede davanti alla chiesa all'uscita dalla messa, finché soltanto nel settembre scorso il vescovo Tod Brown ha rimosso Lenihian, ma solo dopo che la cosa era stata rilanciata da un editorialista del Los Angeles Times.

Il rifiuto delle assicurazioni I risarcimenti per molestie sessuali da parte di prelati sono arrivati a cifre così astronomiche che già nel `94 le compagnie di assicurazione Usa si rifiutarono di stilare polizze che coprissero le diocesi da tali rischi: anche in questo caso il precedente era stato posto dal caso Porter, quando la Continental Corporation aveva chiesto al tribunale di Boston di essere esentata dal pagare gli astronomici danni per le più di cento accuse alla sessualità del padre James Porter. Con le assicurazioni che non coprono più i danni, la Chiesa americana è costretta a devolvere una parte sempre più consistente delle proprie entrate semplicemente a risarcire gli ex chierichetti. Il danno è duplice: non solo vede così ridotte le proprie disponibilità per altre iniziative, ma vede inaridirsi il flusso complessivo di donazioni perché i fedeli sono stufi di vedere i propri oboli, in teoria destinati alla carità, usati in realtà per aggiustare un po' di palpate. In questi giorni a Boston l'introito degli oboli alla messa domenicale è diminuito del 20 per cento. Mai fino ad ora però lo scandalo della pedofilia aveva colpito un cardinale: nel 1994 la pedofilia aveva lambito il cardinale di Chicago Bernardin che però ne era uscito indenne - e questo mostra che non sono rari i casi di mitomania da parte di pretese vittime: d'altronde, poiché i casi riguardano episodi avvenuti 10, 20, persino 30 anni prima, ogni testimonianza e ogni prova è scomparsa e rimane solo la parola della vittima contro quella del prete.

La porpora dello scandalo Ma con il caso Geoghan e con gli 80 preti di cui ha dovuto fare i nomi alla magistratura, il cardinale Law è colpito in pieno petto anche perché fu proprio lui nel 1993, in seguito al caso Porter, a emanare una direttiva secondo cui i preti responsabili di molestie andavano immediatamente rimossi dal loro ministero: e ora si vede che il cardinale Law - un uomo potente amico di potenti come l'ex presidente George Bush il vecchio - non ha rispettato la sua stessa direttiva. La pedofilia di massa ha effetti devastanti non solo sulle finanze, sulle donazioni, sulle vocazioni (in crisi), ma anche su alcuni dogmi che parevano incrollabili, come quello del segreto della confessione. Una pressione sempre più forte viene esercitata perché trasmettano all'autorità giudiziaria le informazioni ricevute quei preti cui i loro colleghi confessano le proprie debolezze della carne. Rimane il mistero del perché la pedofilia clericale abbia assunto dimensioni di massa negli Stati uniti, mentre sembra quasi sconosciuta, o comunque un fenomeno marginale in Italia. Una parte della spiegazione sta nel radicato, immenso disprezzo verso i papisti da parte dei riformati e dei discendenti dei padri pellegrini, un disprezzo di cui noi cattolici siamo assolutamente ignari. Nella tradizione seicentesca puritana i preti papisti erano sempre visti come copulatori indemoniati, sodomizzatori di bambini dediti a pratiche contro natura (esattamente come i cattolici ritenevano che le messe protestanti fossero delle orge). Perciò le attuali accuse non fanno altro che confermare in forma giudiziaria gli antichi pregiudizi religiosi (non dimentichiamo che in Massachusetts a fine `600 furono bruciate le tante streghe di Salem).

La cappa del Vaticano

Ma dall'altro lato viene il sospetto che alla discrezione che in Italia circonda la pedofilia ecclesiastica non sia estranea l'immane influenza che la Curia e la Conferenza episcopale italiana esercitano sulle nostre tv (pubbliche e private), sui nostri partiti e governi, sui nostri mass-media e anche sui nostri tribunali, se non sulle nostre procure: il cardinale di Napoli Michele Giordano docet. Basti pensare che sono riusciti a mettere a tacere persino i risvolti omosessuali nell'omicidio di una personalità di spicco come il comandante delle Guardie svizzere del Vaticano: uno dei tanti effetti dei Patti Lateranensi di cui si celebra in questi giorni l'anniversario.



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