 |
| Clero Cattolico e abusi sessuali: uno studio. |
 |
| Il presente studio analizza la situazione delicatissima tra chiesa cattolica e reati sessuali. |
 |
| Lunedì 18 Febbraio 2002 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
|
 |
|
Il presente studio analizza la situazione delicatissima tra chiesa cattolica e reati sessuali. Il motivo di questo studio è non solo evidenziare come la teoria morale della chiesa sia inapplicata e forse inapplicabile proprio a partire dai suoi stessi esponenti, ma soprattutto come le stesse istituzioni ecclesiastiche si siano organizzate non per rimuovere gli abusi ma per nasconderli all'occhio dell'opinione pubblica, creando così un velo di ipocrisia e omertà. La Chiesa che si candida ad autorità morale creando milioni di discriminati in base al loro comportamento difforme (divorziati, single, donne che abortiscono, omosessuali e lesbiche) si trova minata nella sua stessa autorità dall'interno. Nonostante i ripetuti appelli del Papa (l'ultimo nel novembre 2001 via email) e gli innumerevoli discorsi di circostanza, pare che poco o nulla sia cambiato all'interno della struttura ecclesiastica per combattere tali reati. L'analisi copre un periodo di 5 anni dal 1998 ai giorni nostri. Abbiamo tralasciato le centinaia di casi precedenti perchè dal 1998 ufficialmente la Chiesa si impegna a rimuovere il problema. Ma pare che ancora non ci siamo. Infatti, quelli riportati sono casi che sono giunti all'onore delle cronache ma non abbiamo riferito dei molti altri risoltisi mediante accordi o insabbiamenti. Da evidenziare la posizione dell'Italia, dove tali notizie non vengono quasi mai pubblicate e dove le notizie di reati da parte del clero non giungono mai alla ribalta della cronaca, tranne in un caso che aveva però indubbie ripercussioni internazionali. Giorgio Lazzarini
Diocesi di Dallas, Texas, 1998
L’arcidiocesi di Dallas fa un accordo con otto ex chierichetti che avevano denunciato un prete per abusi sessuali. L’accordo prevede una somma di 22,5 milioni di dollari. Il Vaticano nel frattempo ha destituito il prelato responsabile, Rudolph Kos, di 53 anni , ora condannato all’ergastolo per aver abusato 4 minorenni tra il 1987 3 il 1992 in due parrocchie differenti per un totale di 1350 abusi. In primo grado, i quattro avevano ottenuto un risarcimento record di 119,5 milioni di dollari. La cifra avrebbe costretto l’arcidiocesi alla bancarotta, così si è cercato un accordo extra giudiziale per evitare gli appelli e ci si è accordati per 7 milioni di dollari. Sommati ai 23 milioni ottenuti dai rimanenti otto si ottiene una cifra record di 30 milioni da dividere tra i 12 accusanti. National Catholic reporter - CNN – NPR
Florida, 1998
Il vescovo Symons rassegna le proprie dimissioni dopo aver ammesso di aver molestato sessualmente cinque giovani durante la sua carriera ecclesiastica.
Roma, 2001
Senza dare spiegazioni, il Vaticano ha bloccato il processo di canonizzazione di un potente prete di Roma, accusato da nove uomini di aver abusato sessualmente di loro mentre era giovani seminaristi. Il prelato Marcial Maciel Degollado, leader ottantunenne della legione di Cristo, un ricco ordine religioso noto per il suo conservatorismo teologico e la sua fedeltà al Papa. Lo stesso Maciel è stato definito dal Papa Giovanni Paolo II come “guida efficace per i giovani”. Gli uomini sostengono che Maciel abusò di loro in un’età compresa tra i 10 e i 16 anni. Maciel e la legione da lui fondata controbattono dichiarando le accuse assurde e parlando di “cospirazione”. Gli accusanti, sette messicani e due spagnoli, hanno cercato di contattare il Papa per molti anni tra il 1978 e il 1989 mediante missive rimaste senza risposta. Solo quando nel 1997 il gruppo pubblicò una denuncia su un quotidiano americano le cose cominciarono a muoversi. Un prelato messicano l’anno dopo li aiutò a fare una denuncia secondo il diritto canonico. La denuncia accusava Maciel di violare il diritto canonico ascoltando le loro confessioni e assolvendo proprio coloro di cui abusava sessualmente. Non bastasse due preti messicani che si erano adoperati per far giungere la voce del gruppo in Vaticano hanno nel frattempo perso le loro posizioni, vittime apparenti di un boicottaggio istituzionale, visto che la legione del prelato ha sede a Roma, conta 480 preti ed è attiva in 20 paesi e gode dell’appoggio del Papa per le sue rigide posizioni ideologiche. Il caso è tutt’ora aperto.
Canada, Nov.2000
La chiesa cattolica del Canada ha minacciato la bancarotta dopo che il governo del Canada la ha chiamata in causa per le oltre 7000 cause per abusi sessuali, violenze psicologiche e culturali che ha in piedi contro la popolazione indiana che frequentava le scuole cattoliche e protestanti del paese in base ad un accordo tra le due chiese e il governo federale per fornire l’istruzione alle suddette popolazioni. Si stima che le cause passeranno tra poco a circa 16.000. Il totale di risarcimenti è stimato tra i 648 milioni e i 3.2 miliardi di dollari. La Chiesa Cattolica ha già da sola collezionato oltre 2000 cause. Il metodo educativo riservato agli indigeni era degno della colonizzazione spagnola del sud america. Nulla della cultura, delle tradizioni, della musica o lingua indigene sono stati salvaguardati in queste scuole. Ma si è insegnato il peggio della cultura occidentale. Ncr, Npr
Arcidiocesi di Portland, Oregon, Nov 2000
Ventitre ex chierichetti hanno ottenuto un accordo nella loro causa contro l’arcidiocesi di Portland e un prete della stessa. L’accusa: molestie sessuali a carico di minorenni da parte di un prete cattolico. Il caso riguardante il prete (ora sospeso) Maurice Grammond, ora ottantenne, si è concluso con un accordo finanziario, una scusa ufficiale e la promessa di riforme nella chiesa. Gli accusanti hanno ottenuto 44 milioni di dollari. La dichiarazione ufficiale dell’arcidiocesi prende le distanze dagli abusi effettuati nell arco di una generazione dall’accusato e invita una task force appositamente creata a esaminare le regole contro gli abusi sessuali. “Questo pone fine a 50 anni di paure segreti, silenzi e vergogna che hanno protetto padre Grammond. L’imputato è stato privato dello status di prelato nel 91 dopo il ricovero in una clinica per malati avanzati di Alzheimer quando ormai non aveva più facoltà mentali. I reati contestati sono accaduti dal 1950 fino quasi al 1980 e si sono svolti tra l’orfanotrofio della parrocchia di Portland e le parrocchie di Oakridge e Seaside. Fino a Dicembre 1999 l’arcidiocesi ha affrontato relativamente pochi casi di abusi sessuali riguardanti prelati. Ognuna delle 188 diocesi cattoliche ha affrontato almeno una causa di abusi sessuali, alcune sono giunte ad affrontarne una dozzina contemporaneamente. (The Christian Century Foundation)
Long Island, Maggio 2001
Il prete cattolico Michael Hands viene incriminato per abuso sessuale di un minore.
Francia, Sett.2001
Un vescovo cattolico, Pierre Pican di 66 anni, è stato condannato a 3 mesi con la condizionale per aver coperto un prete della sua diocesi che gli aveva rivelato di abusare sessualmente dei bambini. Il prete in questione, Rene Bissey, è stato condannato a 18 anni in prigione per aver abusato sessualmente di 11 minori tra il 1986 e il 1998. Il vescovo ha saputo del reato nel 1996. Costrinse il prelato a ricoverarsi in una clinica psichiatrica, ma dopo lo assegnò ad un’ altra parrocchia. Il vescovo si è reso colpevole del reato perchè apprese la notizia al di fuori del sacramento della confessione. Dopodichè la chiesa francese ha emesso un documento di condanna della pedofilia e ha decretato nuove linee guida. National Catholic Reporter. Boston, USA, 2001.
Tutto nasce dalla condanna di un prete laicizzato contro la sua volontà nel 1998 dopo aver servito la chiesa dal 1962 al 1994, John Geoghian, colpevole di aver abusato sessualmente di un bambino di 10 anni. Viene poi mandato sotto processo per violenza sessuale su un bambino di sette anni. Nel giro di poco tempo, viene messo sotto inchiesta per l’abuso di altri 80 minori. Con relative cause civili. Un giornale locale, il Boston Globe comincia una serie di inchiestev sull’argomento , seguito dalle forze dell’ordine. Si scopre che l’arcidiocesi di Boston negli ultimi 10 anni aveva concluso accordi extra giudiziali riguardanti accuse di violenze su minori per circa 70 preti. L’accordo extra giudiziale ha il vantaggio di non fare notizia e quindi di non rendere consapevole l’opinione pubblica del problema. Il Globe poi pubblica una lista di 24 preti ufficialmente accusati e condannati di reati a sfondo sessuale. A sua volta, il Boston Herald, giornale concorrente, dà la notizia che ben sei procuratori distrettuali e vari ufficiali di polizia indagano su una lista di sospetti preti pedofili. Inoltre, viene fatto notare il modello di comportamento dell’arcidiocesi a riguardo. Su un periodo di 40 anni il comportamento non cambia mai. Alla denuncia segue lo spostamento di parrocchia, un breve annuncio di buone intenzioni, nuovi spostamenti , nuove denunce, in pochi casi la laicizzazione forzata e molti accordi nascosti con le vittime per non denunciare pubblicamente il caso. Finisce nella bufera il cardinale di Boston Law, accusato di aver coperto i criminali non denunciando i fatti alle autorità di polizia. Così, dopo qualche giorno, il cardinale annuncia pubblicamente che d’ora in avanti fornirà la massima collaborazione alle autorità di polizia. Segue lista di preti sospettati di violenze su minori. Ma la lista comprende solo nomi di persone non più in servizio attivo nella diocesi. E gli altri? Lo scontento tra i fedeli è palpabile. Il 26 gennaio Law fa pubblicare una lettera in cui annuncia che lui non si dimetterà volontariamente perchè la sua è una missione, un matrimonio e non un ruolo di manager. Porge poi le scuse di rito alle vittime e alle loro famiglie. Ma Boston non ci stà. Se ne fa portavoce una giornalista del Boston Globe, Joan Vennochi che in un suo editoriale accusa la diocesi di rigidità e insensibilità al dialogo. Dopo aver prestato un orecchio sordo ai fedeli che chiedevano di essere ascoltati, succede ora il contrario. I parrocchiani non ascoltano più l’arcidiocesi. Law non è più accettato come autorità morale. Law può restare o andarsene. Gli effetti non cambiano. Singolare l’intervento nelle pagine del giornale di una cattolica divorziata e risposata la quale dice che se lei agli occhi della chiesa è moralmente indegna, lo stesso si può dire del cardinale. E quindi non è la chiesa che rifiuta gente come lei ma fedeli come lei che rifiutano questa chiesa. Ncr, Nyt, Cnn
Scozia, febbraio 2002
L’arcivescovo scozzese Mario Conti finisce nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni a difesa di una suora, Sister Alphonso, condannata per violenze su minori. Nel settembre 200 la suora viene condannata per violenze su minori orfani negli istituti di Aberdeen e Lasswade tra il 1965 e il 1980. La suora non viene imprigionata a causa della sua età avanzata, il suo stato di salute e il tempo passato tra i reati e la condanna. Tra i comportamenti che hanno reso colpevole Suor Alphonso (60 anni) possiamo citare il colpire i bambini con bastoni, tirare i capelli fino al distacco, costringere i bambini che facevano pipì a letto di indossare i capi sporchi della stessa e addirittura berla. L’arcivescovo ha dichiarato che il caso era montato che molte accuse era state ritirate e che criminalizzare chi tira per i capelli un minore o gli fa indossare biancheria sporca di urina significa criminalizzare generazioni di genitori che facevano lo stesso. La dichiarazione giunge pochi giorni dopo che la chiesa cattolica è stata accusata dalla stampa americana di esseresi lavata le mani del problema degli abusi sessuali dopo che il Vaticano aveva reso noto nuovi criteri per affrontare il problema. NCR
Irlanda, Gennaio 2002
Nel 2000 viene pubblicato un libro, Suffer the little children (New island books), raccolta di casi di violenza e abusi sessuali su minori nelle diocesi irlandesi. Viene aperto il vaso di Pandora. Centinaia di preti in tutto il paese vengono accusati. Dallo stesso viene tratto un documentario televisivo che mette in crisi la chiesa cattolica. Non solo per la diffusione del fenomeno (viene coinvolto anche John McQuaid, arcivescovo fino al 1972), ma per il modo sistematico con cui chi doveva vigilare, le istituzioni vescovili, mettevano invece a tacere la cosa. Unica azione concreta, nel giugno del paese l’arcidiocesi cita in giudizio un quotidiano, the Irish Indipendent che aveva pubblicato un articolo sulle responsabilità ecclesiastiche riguardanti l’abuso di minori e le indiscrezioni a sfondo sessuale riguardanti preti e vescovi per un periodo di 30 anni. La cosa ironica è che la stessa chiesa aveva celebrato il quindicesimo anniversario della fondazione del giornale con una lettera dello stesso arcivescovo McQuaid in cui si riconosceva la “politica di fedele lealtà verso la chiesa”. L’ anno prima, nel luglio 1999, veniva condannata per violenze sessuali ripetute su una ragazza di 10 anni una suora, Sister Dominic, accusata dalla vittima, ora ventunenne e aiutata da testimoni oculari, di averla tenuta ferma mentre l’aggressore Paul mcCabe le usava violenza. Una volta aperta la questione la chiesa è costretta a capitolare. Nel gennaio 2002 la chiesa irlandese si accorda per pagare 110 milioni di dollari alle vittime di abusi sessuali avvenuti nelle scuole e negli orfanotrofi tra il 1940 e il 1970. Ncr, Npr
California, 2002
L’arcidiocesi di Orange County, California ha concluso un accordo extra giudiziale per un importo di 5.2 milioni di dollari e la creazione di un fondo di assistenza per vittime di molestie. Il fatto riguarda un prete, definito “father Hollywood”Rev. Harris reo di aver molestato sessualmente per lungo periodo di tempo un gruppo di cinque minori. Il sig. Dimaria prese l’iniziativa di denunciare il fatto per la completa indifferenza che gli aveva riservato la diocesi ogni volta che cercava di metterla a conoscenza dei comportamenti di padre Harris. San Francisco Gate
Report su abusi su suore, 2001
Per finire, fa ancora discutere l'indagine pubblicata l'anno scorso dal National Catholic Review , un giornale cattolico americano, in cui vengono riferite le violenze subite dal clero femminile da parte della controparte maschile in 23 paesi del mondo (tra cui l'Italia) ma soprattutto in Africa e Asia. Le suore sono spesso costrette a fornire prestazioni sessuali al clero poichè sottomesse all'autorità di quest ultimo, perchè impossibilitate a denunciare il fatto pena l'espulsione dall'ordine (mentre la controparte maschile non rischia quasi nulla) e, nei paesi africani, son oggetto di attenzioni perchè viste come alternativa sicura alle prostitute africane quasi tutte sieropositive. Risultato: nel reportage si parla di 29 suore incinte che hanno avuto il coraggio di denunciare il fatto e il prete responsabile. Ma non si hanno stime di quante altre lo siano e non abbiano la forza di parlare. Ne si riesce ad avere stime di quanta parte del clero sia sieropositiva in forza dell'attività sessuale con prostitute locali. NCR.
Questo articolo ha ricevuto 147 visite.
|
|
 |
|
| APPUNTAMENTI |
 |
|
|
|