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| Anche i preti hanno un cuore |
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| E' il caso di Don Moretto, capo del centro televisivo vaticano, che abbandona la tonaca per amore. |
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| Venerdì 15 Febbraio 2002 |
| di Giorgio Lazzarini |
| in Religione |
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Il caso è uno di quelli da manuale. Don Ugo Moretto, prelato cattolico dopo 16 anni di onorato servizio e una carriera ecclesiastica a dir poco brillante, lascia la tonaca. E' tra i fondatori nel 1990 di Telechiara, emittente cattolica del Nord Est, e per il suo ottimo lavoro di manager e giornalista nel 1997 viene chiamato a dirigere il centro televisivo vaticano. Durante il periodo passato a Padova nella sede di Telechiara, conosce Barbara Bisazza, giornalista padovana come lui. Nasce un'amicizia che si rafforza ogni giorno. A fine 2000, con la fine del Giubileo, Don Moretto lascia la responsabilità del centro televisivo vaticano. Ufficiosamente, ci sono stati forti contrasti con la segreteria vaticana alla quale non è piaciuto il modo in cui è stato gestito l'evento giubilare. Nel 2001, fine anno, Don Moretto scompare. Riappare in Lombardia come Sig.Moretto convivente con la Sig.ra Bisazza. La donna ora aspetta un figlio da lui. La curia padovana cerca di mettere tutto a tacere, come da consuetudine, ma Don Moretto in questi giorni si apre ai giornalisti. Sta cercando un lavoro e raccontare la sua storia può essere di aiuto. Anche per tutti gli altri prelati (da Don Milingo in giù) che vivono un'esperienza simile alla sua. Ribadisce gli ottimi rapporti con il vescovo di Padova, schiacciato tra l' amicizia con il prelato e il dovere del silenzio imposto da Roma, ed è ora in attesa della dispensa dal celibato, dopo che gli sono stati revocati i poteri collegati alla sua figurad i sacerdite per potere compiere il grande passo: sposare Barbara ed aspettare il loro figlio in agosto. Sarebbe il colmo che il Vaticano costringesse i due ad "un'immorale convivenza non unita dal sacro vincolo del matrimonio" pur di non rilasciare la sospirata dispensa dall obbligo di celibato. Staremo a vedere. Nel frattempo, i migliori auguri ai conviventi. Giorgio Lazzarini Questo articolo ha ricevuto 200 visite.
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