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| FEMMINIELLO PRIDE: CANTI E BALLI IN CHIESA DI DON VITALIANO |
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| Nella chiesa di don Vitaliano a S.Angelo a Scala. Qui, nel pomeriggio, il gruppo variopinto ha cantato e suonato a lungo con le 'tammorre'. |
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| Sabato 09 Febbraio 2002 |
| di La redazione di Gaynews |
| in Religione |
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AVELLINO, 9 FEB - Al ''Femminiello Pride'', svoltosi stamattina a Montevergine, non ha partecipato don Vitaliano Della Sala: il parroco no global di S. Angelo a Scala (Avellino), sul cui capo pende la minaccia di sospensione a divinis da parte dell'abate Tarcisio Nazzaro, e' rimasto nella sua parrocchia dove e' stato informato telefonicamente di quanto andava accadendo nel santuario. Don Vitaliano per ordine del suo vescovo, non puo' rilasciare interviste agli organi di stampa insieme al divieto di allontanarsi, senza permesso, dal territorio della diocesi di Montevergine. L'irremovibilita' di monsignor Tarcisio Nazzaro, secondo persone vicine al parroco di S. Angelo a Scala,avrebbe ''gelato'' don Vitaliano, secondo il quale il vescovo avrebbe ''sprecato questo atto di disponibilita con la conferma di una posizione incomprensibile e ingiusta''. Durante il colloquio tra Vladimir Luxuria e l'Abate, Marcello Colasurdo, il cantore napoletano di tradizioni popolari che in mattinata era stato bloccato da agenti della Digos all'ingresso della basilica, e' entrato nel tempio di Mamma Schiavona, dove si trovavano alcune decine di pellegrini in preghiera, e ha intonato, senza ''tammorra'', un canto di ringraziamento. Ma quello che non e' riuscito a fare a Montevergine, Colasurdo, insieme con Luxuria, alcuni 'femminielli' e ragazzi dei centri sociali di Avellino e dei No Global di Napoli, tra cui Francesco Caruso, lo ha fatto nella chiesa di don Vitaliano a S.Angelo a Scala. Qui, nel pomeriggio, il gruppo variopinto ha cantato e suonato a lungo con le 'tammorre'. L'ultimo flash del ''Femminiello Pride'' e' arrivato poi dalla Comunita' cristiana di base di Pinerolo (Torino) il cui responsabile, don Franco Barbero, facendo appello ''alla sensibilita' di uomo e di vescovo'', in una lettera aperta ha invitato monsignor Nazzaro a ''chiedere perdono ai gay''. ''Perche' non indire una assemblea di chiesa - ha chiesto don Franco Barbero all'abate - in cui il vescovo possa esprimere in tutta sincerita' le sue riflessioni, le sue eventuali riserve e ascoltare le voci di questi fratelli?''. ''Molti omosessuali - conclude don Franco Barbero - sanno bene che Dio li ama anche quando le gerarchie di fatto li emarginano, ma per molti altri queste riprovazioni rapresentano ancora uno scandalo e una ferita che li allontanano dalla comunita' ecclesiale e forse anche dalla fede''. Questo articolo ha ricevuto 234 visite.
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